(da Totus Tuus network)
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DONOSO CORTÈS, Juan, marchese di Valdegamas. – Uomo politico e scrittore spagnolo, morto a Parigi il 3 marzo 1853. Dopo una giovinezza fervida di studi filosofici e storici, entrò nella vita parlamentare: fautore della reggenza di Maria Cristina, la seguì a Parigi, come segretario particolare, e a Madrid (1843), e sostenne poi Isabella II.
Ma soltanto verso il 1851 egli raggiungeva una salda coscienza morale e intellettuale: l’Ensayo sobre el catolicismo, el liberalismo y el socialismo segna la maggiore evoluzione del suo pensiero, che, affinato dalla lettura di Bonald e De Maistre, abbandona gl’ideali liberali per tornare al cattolicismo.
Queste teorie, che fecero di lui il rappresentante più autorevole del movimento politico-cattolico in Spagna, trovarono ampie risonanze nell’Europa, specie in Francia, per opera di L. Veuillot, che ne tradusse gli scritti più significativi.
Qui alcune sue lettere e discorsi che illustrano la sua profondità di pensiero e di dottrina, applicata alla politica

Newsletter n. 8 Luglio 2023 
Abstract: miracoli Eucaristici del XXI secolo testimoniano che
Absract: Guerra russo-ucraina, negoziati di pace per una soluzione giusta, perchè proseguire il confronto militare difficilmente otterrebbe una pace stabile e duratura. E’ al principio dell’autodeterminazione dei popoli che sarebbe necessario richiamarsi per trovare una possibile via di uscita dal conflitto armato che non contrasti con il diritto internazionale
Abstract: emergenza Covid ed emergenza clima alimentano la tirannia. A partire dagli anni Settanta, con il fenomeno del terrorismo politico, l’ordinamento inizia a dotarsi non solo di strumenti giuridici decisamente esorbitanti dall’ordinario assetto di garanzie previste da un sistema liberaldemocratico, ma anche di dispositivi culturali e mediatici che mobilitano, in modo totale, l’opinione pubblica contro il nemico, reale o immaginario che sia.
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Abstract: Cibo a chilometro zero, un luogo comune. Se pensi che “mangiare locale” servirà a salvare il pianeta, faresti bene a pensarci meglio, perché il grosso delle temute emissioni non deriva affatto – come probabilmente credi – dal trasporto di quello che metti in tavola, bensì dal suo processo di produzione; e a questo livello non è detto che i produttori a “chilometro zero” siano più virtuosi delle malvagie multinazionali.


