L’uomo della tarda modernità sembra non più fruire della posizione d’eminenza definita in altre epoche della sua storia: l’erosione, intuita già dalle correnti strutturaliste negli anni Sessanta e Settanta del passato secolo, trova a terzo millennio inoltrato riscontri manifesti in numerosi teorici delle tecnoscienze.
In queste pagine Hervé Pasqua, rettore dell’lnstitut Catholique di Rennes e docente di Filosofia nell’Università della Borgogna, delinea i tratti salienti delle antropologie nuove che vanno maturando sulla scorta degli sviluppi tecnico-scientifici. In particolare l’autore mostra come la perdita di fondamentali categorie dell’ontologia classico-cristiana porti l’uomo a farsi esperimento continuo di sé, nel folle progetto di realizzarsi come oltreuomo chiuso alla trascendenza divina
di Hervé Pasqua
(Traduzione di Andrea Vannicelli)



Tempi n.46 24 novembre 2010

Il Foglio, 16 ottobre 2010





