La Nuova Bussola quotidiana 20 Ottobre 2026 Come si risolve un problema culturale? Già detto: con la propaganda. Se fai venire di moda avere figli, molti figli, e dai anche la possibilità di mantenerli, risolvi …
Tempi 9 Ottobre 2026 A Padova apre la Camera arbitrale per la giustizia coranica. L’Ucoii frena e rivendica la legge dello Stato. Il caso inglese e i precedenti sull’arbitrato privato che spalanca le porte alle …
newsletter Novembre 2026 n. 12 Notiziario di un gruppo di volontari di “Oui pour la vie”, un’associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta impegnata in favore dei più poveri di ogni …
La Verità 17 Ottobre 2026 di Maurizio Belpietro Matteo Renzi lo ha detto chiaro e tondo: bisogna impedire in ogni modo che Giorgia Meloni rivinca le elezioni e che, nel 2029, si prenda la presidenza …
Il reggente dell’Associazione, Invernizzi, racconta il percorso l’associazione dagli anni delle contestazioni al confronto con la cultura di oggi: «Ci chiamavano fascisti per delegittimarci. La vera sfida? Il relativismo»
Invitati da un’amica di Siena, nell’aprile scorso abbiamo partecipato a un ritiro presso l’Eremo di Lecceto, alle porte della città. Il ritiro era guidato da un religioso molto bravo. Le suore benedettine scrivono sul loro sito:
«…dedichiamo sette momenti quotidiani: la nostra giornata si apre e si chiude con la lode a Dio. Tutta la nostra preghiera è cantata, così come insegna la tradizione monastica e il nostro Padre S. Agostino: “cantare amantis est”, cantare è proprio di chi ama!»
Grande è stata la sorpresa. Le suore di clausura cantavano davvero sempre durante le loro preghiere, come si legge sul sito. Ma ciò che ha colpito tutti noi è stato il modo in cui cantavano: sembrava di ascoltare un canto celestiale, tanto era dolce. Non si sentivano tante voci, ma una sola, soave. Anche il volume era calibrato con cura: mai gridato o strillato, ma quasi sussurrato. Era così gradevole ascoltarle che partecipare alla Messa o alla recita delle Lodi era ancora più bello. Tutto aiutava a pregare.
Ringrazio di cuore le suore per questa esperienza. È stato proprio questo ricordo a spingermi a scrivere la riflessione che segue.
La beatificazione di mons. Fulton John Sheen, celebrata il 24 settembre 2026 a Saint Louis, riporta l’attenzione su una delle figure più originali del cattolicesimo americano del Novecento. Per milioni di persone Sheen fu il volto televisivo di Life Is Worth Living: un vescovo capace di parlare di Dio, del peccato e della salvezza con una chiarezza rara sui mezzi di comunicazione. Nel 1951 Sheen era stato nominato vescovo ausiliare di New York, nel 1966 vescovo di Rochester e, nel difficile periodo del “post-Concilio” e della Rivoluzione culturale del Sessantotto, chiamato in Europa a reggere come arcivescovo titolare la diocesi di Newport, nel Galles (1969-1979).
Il significato di questo studio, il singolare acume delle analisi e delle tesi che lo distingue, la persuasività delle conclusioni hanno fatto, del Problema dell’ateismo, fin dal suo apparire, un testo stimolatore di riflessioni e ordinatore di idee in una materia in cui i pretesti emotivi e intellettuali, le implicazioni religiose e politiche, insomma la teoria e la prassi, si intersecano e si sovrappongono.
Certo, i termini in cui il problema dell’ateismo si poneva quando l’autore licenziava le sue pagine si sono in questi ultimi anni dilatati. Sono nella mente di tutti i temi, talvolta espressi in forma di slogan, della demitizzazione, della secolarizzazione, della morte di Dio e, addirittura, di un ateismo cristiano.
All’Assemblea Generale dell’Onu, diversi presidenti e dittatori africani hanno disertato l’impegno perché i loro paesi sono divisi in guerre civili. Chi ha partecipato ha invece risollevato la vecchia retorica anti-colonialista, dando la colpa all’Occidente per la propria miseria.
Gran parte di ciò che oggi viene proposto per imparare a esprimersi con chiarezza ed efficacia è una semplificazione di una grande disciplina il cui insegnamento è quasi scomparso: la retorica. Scopriamo il suo primo essenziale principio.
Perché così tante persone ricche sostengono il socialismo? Mentre il socialismo “democratico” guadagna popolarità negli Stati Uniti, emergono due tendenze imbarazzanti. In primo luogo, questa nuova forma di socialismo è molto popolare tra le persone con un reddito elevato e un alto livello di istruzione, che invece dovrebbero disapprovarlo. In secondo luogo, è molto meno popolare tra i lavoratori e le fasce meno istruite della popolazione che il socialismo sostiene di rappresentare.
Le biografie del P. Lemoyne sono state scritte subito dopo la morte di San Giovanni Bosco e raccolgono le “ipsissima verba” di don Bosco.
Purtroppo, oggi, gli studiosi salesiani più acclamati rinnegano il lavoro dei primi biografi perchè dalla figura del loro fondatore “sembra prevalere il tradizionalismo, il conservatorismo”.
Naturalmente, noi crediamo c più all’infallibilità della Chiesa nella canonizzazione dei santi e ai fatti e pensieri visti o sentiti direttamente dalla bocca del Santo che a salesiani modernisti: ed è per questo che vi offriamo questa perla artatamente nascosta, per la rinascita d’Italia e del nostro sistema educativo
I. Il ritorno del Katechon: dal dibattito contemporaneo al problema costituzionale
Esistono idee politiche che sembrano appartenere definitivamente al passato, finché il mutare delle circostanze non rivela che la storia non le aveva affatto archiviate: attendeva soltanto che tornassero le domande capaci di renderle nuovamente necessarie. Il Katechon è una di queste. Per secoli, il concetto è rimasto prevalentemente confinato alla riflessione teologica e alla storia del pensiero politico. Eppure, la convergenza fra instabilità geopolitica, accelerazione tecnologica, fragilità delle istituzioni e avvento dell’intelligenza artificiale ha riportato in primo piano un interrogativo antichissimo: che cosa impedisce a una civiltà di precipitare nel caos o nella tirannide?
«Non è abbassando il senso del divino al livello umano ma cercando di alzarsi ai livelli soprannaturali che noi riusciremo ad attingere in qualche modo ai misteri divini».
Malcolm Ranjith, segretario della Congregazione del culto divino