di Guido Verna 4 marzo 2004L’11 febbraio scorso, a Pisa, sua città natale, è morto, a 58 anni, il Prof. Marco Tangheroni. Si tratta di una figura di studioso cattolico di straordinario rilievo – ha insegnato nelle università di Cagliari, di Barcellona, di Sassari e di Pisa, dov’era professore ordinario di Storia Medievale e direttore del Dipartimento di Storia ed era stato direttore di quello di Medievistica –, il cui grande spessore culturale è però ben poca cosa rispetto al suo spessore umano.
Se il mondo accademico ha perduto l’insigne studioso, il mondo cattolico – e, dentro questo, chi come noi ha avuto la fortuna di frequentarlo ed essergli amico – ha perduto molto di più, un punto di riferimento umano esemplare, l’exemplum incarnato della fede, della speranza e della carità, convissute per anni – più di trent’anni! – con la sofferenza, anzi da questa alimentate, raffinate e rafforzate.
(Da Piccolo Gregge) Ieri ha concluso le sue sofferenze terrene per iniziare a godere della gioia del Paradiso il caro amico professor Marco Tangheroni: a Giulio che lo conosceva meglio di tutti noi chiedo di scrivere qualcosa su di lui.
Ritorno a casa dopo tre settimane di ospedale e due operazioni chirurgiche, una prevista ed una improvvisa. Non è molto tempo: cosa dovrebbe essere cambiato? Eppure, tutto è andato avanti, indifferente alla mia assenza; questa è la sensazione. provata con curiosità e con una punta (non più di una punta) di dolore.
il Giornale – 14 giugno 2005
Avvenire 14 giugno 2005

tratto da www.cesnur.com



