Martedì 27 novembre 1990
Vittorio Messori
Sembra certo che Maometto non abbia previsto la diffusione del suo messaggio al di là dell’Arabia e degli arabi. Furono probabilmente i suoi successori che, di fronte alle conquiste, si convertirono alla prospettiva dell’islamismo come religione universale. Ritoccando, a tal fine, quel Corano che Maometto non scrisse (pare fosse analfabeta) né scrissero i suoi discepoli limitandosi a qualche appunto preso su foglie di banano, pietre o addirittura ossa di cammello, “Corano” significa “recitazione orale”, nacque “a voce” e per essere imparato a memoria. Soltanto alcuni decenni dopo la morte del Profeta, i Califfi fecero fissare per scritto il testo tramandato. Non mancarono, così, gli “adattamenti”, tra i quali sembra anche quello di considerare diretto a tutti i popoli — e non solo all’arabo — quel messaggio, mantenendone però immutabile la lingua originale.





il Giornale venerdì 14 luglio 2000






