Che una generazione si devasti con tonnellate di stupefacenti duri, senza contare la quantità imprecisabile di ecstasys, “erba” e alcolici assunti in modo sempre più indiscriminato e “ricreazionale”, è il segno di una tragedia in corso. Vogliamo, anzitutto, prenderne atto?
di Maurizio Blondetet


pubblicato su LIBERO del 26 giugno 2003

Ag. Reuters, 12-3-2002, ripreso dal Journal of the American Medical Association 2002;
Scheda redatta in collaborazione col prof. Giulio Soldani, farmacologo all’ Università di Pisa
Cristianità n. 247-248 (1995).
CulturaCattolica.it 22 maggio 2003


