Immigrazione: non risanerà il sistema pensionistico italiano

 Inps Pubblicato su Viewsfromrome.org

Si è tenuto a Firenze, tra il 10 e l’11 dicembre 2003, un convegno della fondazione CESFIN su “L’incidenza economica dell’immigrazione”. Il Convegno era stato organizzato anche per lanciare un segnale di ottimismo sulla situazione previdenziale italiana, e per presentare gl’immigrati come provvidenziale fattore di risanamento dei conti dell’INPS, riempiendo il vuoto di quegl’italiani che non nascono, quindi non lavorano né contribuiscono alla future pensioni, per cui “l’iniziale forza-lavoro straniera sta progressivamente diventando popolazione straniera”, come ha dichiarato il noto demografo Giancarlo Blangiardo in un suo articolo su “Avvenire” (12 dicembre 2003).

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Immigrati e immigrazione

immigratiIl Timone n. 19 – Maggio/Giugno 2002

Accoglienza senza riserve? Buonismo senza limiti? Vediamo alcune considerazioni di semplice buon senso per comprendere il tema dell’immigrazione.

di Riccardo Cascioli

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Immigrazione sfida da governare

immigratiArticolo pubblicato su Avvenire

[sintesi dalla Lettera pastorale del sett. 2000 “La città di san Petronio nel terzo millennio” del Card. Giacomo Biffi]

di Stefano Andrini

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Immigrazione e calo demografico *

bambini* Articolo anticipato, senza note e con il titolo Italiani, razza in via d’estinzione?, in Secolo d’Italia. Quotidiano di Alleanza Nazionale, anno XLIV, n. 278, 1°-12-1995, p. 8.

di Giovanni Cantoni

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Principi e limiti dell’imposizione fiscale

tasse_bastatratto da Lepanto – Dossier –Quando il fisco diventa brutale

di Guido Vignanelli

Il problema della pressione fiscale è uno di quei temi che sono tanto apparentemente semplici da valutare, nella teoria, quanto complicati da risolvere, nella realtà. In teoria, infatti, il discorso sarebbe assai chiaro e semplice.

Lo Stato ha il dovere di garantire il bene comune, ad esempio organizzando una serie di strutture e di servizi pubblici , e quindi ha il diritto di ricevere dai cittadini quel regolare contributo economico che gli permetta di mantenere tale organizzazione; ne deriva che il cittadino ha il dovere di pagare questo tributo tramite tasse e imposte, altrimenti disobbedisce non solo alle leggi dello Stato, ma anche alla legge morale. Conclusione: le leggi fiscali dello Stato, se giuste, obbligano in coscienza in virtù della giustizia legale (1). Continua a leggere

Metà dei guadagni va in tasse

Articolo pubblicato su Italia Oggi IL 1 Agosto 2000

Per 1.000 lire, 438 in tasse Per tributi nazionali, regionali, comunali, Ue ‘99

Il rapporto pressione fiscale/pil, secondo l’Istat, è cresciuto di 0,2 punti sul ’98

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Pressione fiscale e ”socializzazione fredda”

Cristianità n. 211 (1992)

Gli avvenimenti autorizzano l’ipotesi che i socialisti – una genia che va ben oltre i confini dei partiti che fanno riferimento esplicito o implicito al socialismo -, mentre lo Stato assistenziale crolla e, ad abundantiam, lo Stato imprenditore non è più assolutamente proponibile, stiano servendosi dello strumento fiscale per tentar di coprire a breve entrambi i fallimenti, scaricando sull’inadeguato gettito fiscale il proprio insuccesso gestionale, quindi – sul lungo periodo – per trasformare ulteriormente, anche in campo economico, il “popolo” in “massa”

di Giovanni Cantoni

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Addio società multiculturale

Pubblicato su Il Corriere della Sera del 5 Aprile 2004

Il progetto Blair per integrare gli immigrati

di Angelo Panebianco

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«Con l’islamizzazione problemi reali e seri»

Articolo pubblicato su Avvenire

di Mons. Cosmo Francesco Ruppi

arcivescovo di Lecce

L’intervento del cardinale Biffi ha suscitato un vespaio di polemiche e discussioni anche molto aspre e spropositate, soprattutto perché legate a qualche frase, estrapolata dal testo, senza il doveroso discernimento critico. Si è parlato di arretramento della Chiesa e di passo falso, invocando financo l’intervento del Papa, per correggere una posizione che, letta integralmente e, soprattutto, compresa nello spirito, prima che nella lettera, è certamente degna di grande attenzione.

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Le verità nascoste di Zapatero

ideazione.com 1 giugno 2005

 di Enzo Reale

Mentre Zapatero ballonzola tra Berlino e Parigi trasformando in sconfitta tutto quel che tocca, mentre l’Eta detta l’agenda del governo, mentre Madrid si lancia in una corsa già persa verso l’Olimpiade 2012, El Mundo continua da un anno un’inchiesta solitaria e impopolare: le verità non raccontate degli attentati dell’11 marzo 2004. Sono verità che in pochi hanno voglia di sentire e che chi non legge Libertad Digital o non ascolta la Cope non conoscerà mai, data la cappa di omertà che dalla vittoria elettorale dei socialisti è scesa sulla Spagna.

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