Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i Cardinali e i membri della Famiglia Pontificia e della Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi. Nel corso dell’incontro, dopo l’indirizzo di omaggio al Santo Padre del Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, il Papa Benedetto XVI ha rivolto ai presenti il discorso che riportiamo di seguito:
Gen 03
Concilio, passi dentro la storia
Avvenire 29 novembre 2005A quarant’anni dal Vaticano II Walter Brandmüller sottolinea l’originalità di un’assise che «non emanò né leggi né giudizi, ma fece del Vangelo la guida al mondo d’oggi»«
Non furono espresse condanne dottrinali: come disse Giovanni XXIII, oggi la Chiesa preferisce piuttosto dimostrare la validità delle sue dottrine e far uso della medicina della grazia»
«Anche Joseph Ratzinger rilevò che possiamo rendere davvero degno di fede il Vaticano II se lo rappresentiamo chiaramente così com’è: parte della tradizione unica e totale della Chiesa »
Walter Brandmüller
(presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche)
Dic 31
Droga: la cannabis porta ovunque arretratezza e sottosviluppo
Contro la costruzione di una strada per poter continuare a produrre droga: questa la protesta degli abitanti di Malana, un piccolo villaggio nel distretto di Kullu, nello Stato indiano settentrionale dell’Himachal Pradesh.
Dic 31
Minoranze religiose e diritti delle maggioranze. Contro lo zapaterismo
I diritti delle minoranze vanno certamente difesi non solo laddove sono in pericolo drammatico – e’ il caso delle minoranze cristiane in certi Paesi musulmani –, ma anche dove, come capita talora in Europa, il rischio e’ quello della discriminazione culturale e amministrativa e del disprezzo xenofobo. Tuttavia in Europa la difesa dei diritti delle minoranze e’ spesso promossa con un metodo assolutamente sbagliato. Si ritiene, cioe’, che il modo migliore per difendere le minoranze consista nel fare finta che le maggioranze non esistano e anzi nel dare addosso alle maggioranze pubblicamente e con gesti di grande valore simbolico.
di Massimo Introvigne
Dic 31
Fu Carlo Alberto il ‘Padre’ del tricolore italiano
Il Popolo – settimanale di informazione della Diocesi di Tortona 14 gennaio 2003Viaggio nella storia della nostra bandiera
Una celebrazione autentica e fruttuosa del simbolo dell’unità nazionale deve radicarsi soprattutto nei valori che esso rappresenta e veicola. Sarebbe un grave errore indicare una data per la festa del Tricolore unicamente in base a criteri e riferimenti “cronologici” ed “archeologici”, mettendo in secondo piano quelli “simbolici” e “valoriali”. Non importa tanto “la prima volta” che sventolò la bandiera dei tre colori, quanto invece il momento in cui divenne simbolo condiviso delle speranze e dei valori dell’intera nazione.
don Maurizio Ceriani
Dic 31
I 15 anni del Comitato Nazionale di Bioetica e la questione della dignità
ROMA _ Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica l’intervento della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Dic 23
Non buttate con l’acqua sporca anche coop e banche popolari
Come spesso accade in Italia all’approssimarsi delle scadenze elettorali, ecco rispuntare la vecchia utopia secondo cui un semplice cambiamento di classe politica permetterà al paese di usare dalla crisi; assieme a un’altra utopia, quella del «nuovo partito repubblicano italiano» che vuole far cessare I’«anomalia italiana» per integrarci completamente (come colonia) nel mondo del capitale finanziario internazionale.
di Giorgio Vittadini
Dic 23
Le Quote Rosa mancanti
Duecento milioni di femmine in meno, ma che fatica dire: la causa principale è l’aborto. Le gigantesche previsioni del più importante demografo francese e i piccoli giuramenti abortisti dell’italiano Boselli
Dic 23
RU 486, i dubbi clinici oscurati dai paraocchi ideologici
“Cancellata” l’informazione scientifica proveniente dagli USA
Eugenia Roccella
Cosa diranno adesso, tutti coloro che hanno prospettato l’introduzione in Italia della pillola abortiva, la RU 486, come la nuova grande battaglia per la salute e la libertà delle donne? Cosa dirà chi giurava a destra e a manca “è un metodo sicuro e indolore, il più sicuro e il più indolore”?. Sul New England Journal of Medicine, una delle testate scientifiche maggiormente accreditate in campo interbazionale, è apparso il primo dicembre un articolo che mette severamente in guardia dai rischi dell’aborto chimico, e invita gli operatori a usare la massima cautela.


il Giornale, 16 dicembre 2005






