Il Riformista, 11 ottobre 2007di Paolo Rodari
Che per le sette sataniche «il permesso ai fedeli di ricevere la comunione sulla mano ha rappresentato un punto di svolta» è cosa facilmente credibile. Lo scrive Michela – il nome è volutamente inventato per mantenere l’anonimato dell’autrice – nell’affascinante quanto terribile racconto (a ruba nelle librerie) edito da Piemme, “Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall’inferno” (165 pagine, 10 euro), ed è logico comprendere come per coloro che intendano impossessarsi della sacra ostia per profanarla, questa sia più facilmente trafugabile se la si riceve sulla mano che non direttamente in bocca.


Famiglia e minori n.8 settembtre 2008






