All’inferno mangeremo foie gras. I ricchi occidentali annoiati, amici della Cina, di Hamas e degli imbrattatori di quadri

La newsletter di Giulio Meotti 3 Giugno 2024

Chi finanzia l’apocalisse antagonista. E uno dei più grandi critici culturali li infilza come si deve: “Parlano di giustizia climatica, ma non sanno distinguere Karl Popper da Mary Poppins”

Giulio Meotti

Continua a leggere

I crimini contro la Chiesa del comunismo albanese

Abstract: I crimini contro la Chiesa del comunismo albanese denunciati in un libro scritto da un sacerdote che ha trascorso ventisei anni nelle carceri di Henver Oxa, spietato persecutore della religione in generale e della Chiesa cattolica in particolare, come avvenuto all’interno di qualsiasi regime comunista. Una lettura consigliata a quanti, anche in Italia, continuano ad avere un atteggiamento a dir poco indulgente nel giudizio storico sul comunismo, spesso limitandosi solamente a condannare il regime totalitario di Iosif Stalin in Urss. Ma i crimini rossi non sono stati una prerogativa dello stalinismo come dimostra la storia della vicina Albania negli anni di Enver Hoxha, artefice dell’ateismo di Stato.

Continua a leggere

Le élite snobbano il consenso popolare. I rischi per la democrazia

quando le élite snobbano il consenso popolare c'è rischi per la democraziaAbstract: le élite snobbano il consenso popolare. I rischi per la democrazia in una intervista a Roberto Persico, uno degli storici più competenti e più avveduti che abbiamo, e se si vuole capire qualcosa della nostra Italia è utile rivolgersi alla sua vasta e dettagliata cultura, ai suoi giudizi ficcanti, al suo sguardo impegnato con il nostro tempo e che al tempo stesso sa rimanere super partes: dote rara.

Continua a leggere

L’islam nella storia

Alleanza Cattolica

Dizionario del pensiero forte

30 Maggio 2024 

Silvia Scaranari

1. L’Arabia pre-islamica

Contrariamente a quanto si crede, la penisola arabica era un territorio ricco di significati. Solcata da sud a nord e da est a ovest da una rete di piste, fra cui la «via dell’incenso», quotidianamente percorse da carovane di cammelli carichi delle preziose merci provenienti da Oriente e dirette in tutto il Mediterraneo, era caratterizzata a sud, come pure nei regni dei Nabatei e di Palmira, distrutti dalle conquiste romane del II-III sec. d.C., una forma di governo di tipo monarchico dinastico.

Continua a leggere

Il green trasforma in business l’ipocrisia

La Verità martedì28 maggio 2024

Manager o magnati alla Bill Gates usano jet privati e vivono in ville smisurate, ma assicurano di avere un impatto zero perché «compensano» piantando alberi. Spesso però le loro sono solo parole, come mostra la ricercatrice (ecologista) Adrienne Buller

di Francesco Borgonovo

Continua a leggere

Le cattive notizie sull’ambiente sono sbagliate

Abstract: le cattive notizie sull’ambiente sono sbagliate. Lo si è detto nel simposio presso l’American Enterprise Institute (AEI) dal  titolo “30 anni di progressi ambientali: È giunto il momento di essere ottimisti?” in cui vari esperti nei loro campi hanno costatato come le catastrofi previsti dagli allarmisti in materia ambientale e climatica non sono non si sono verificati ma si registra un generale miglioramento della qualità dell’aria e di altri parametri. Al contrario le drastiche politice “green” rischiano di far aumentare i costi energetici e provocare pesanti dissesti economici che la genete comune farà pagare caro alla politica

Continua a leggere

La demitizzazione dietro la “svolta” sulle apparizioni

La Nuova Bussola quotidiana 30 Maggio 2024

Le recenti norme che rifiutano di esprimersi sulla soprannaturalità non arrivano di punto in bianco. I percorsi che hanno fatto da battistrada partono dalla teologia delle demitizzazione di matrice protestante, che ha l’intento è di razionalizzare la fede, eliminando dai racconti evangelici il miracolismo.

di Stefano Fontana

Continua a leggere

La voragine finanziaria del fotovoltaico

La Verità venerdì 10 maggio 2024

Fondi a pioggia per installare pannelli Il fotovoltaico è il nuovo Superbonus  

Dal Protocollo di Kyoto alle comunità energetiche: miliardi di soldi pubblici sottratti a spesa sanitaria e reali emergenze climatiche per sovvenzionare il solare. Che ha costi spropositati e produzione molto limitata

di Franco Battaglia

Per la Net zero dell'Unione Europea enorme incremento del fotovoltaico

Se vi ponete domande del tipo: come mai è da vent’anni che il servizio sanitario peggiora senza sosta? Una possibile risposta è: colpa della tecnologia fotovoltaica per la produzione d’elettricità, che è una multitentacolata piovra.

È da quasi vent’anni che i vari governi han stornato denaro pubblico verso la sovvenzione del fotovoltaico. Perché? La risposta in breve è: a) costa un occhio della testa e b) non funziona 16 ore al giorno, cioè nelle ore di massima domanda elettrica.

Per la parte a) il calcolo è presto fatto: per produrre 1 gigawatt elettrico con il fotovoltaico bisogna installare 8 gigawatt di pannelli, che lo Stato paga 20 miliardi. Con questa cifra si installa una centrale nucleare che produce 3 gigawatt.

Apparentemente l’impianto fotovoltaico costerebbe il triplo, ma l’impianto nucleare vive sessant’anni, quello fotovoltaico venti. Allora l’impianto fotovoltaico costa 9 volte quello nucleare? No, perché c’è anche la parte b): per avere elettricità anche quando l’impianto è inattivo bisogna avere o un altro impianto (per esempio, nucleare) o sistemi di accumulo. Questi ultimi, però, sono improponibili per i costi inaccessibili.

per le emissioni zero come vuole l'Unione europea occorre tappezzare l'Italia di pannelli

Per dire: durante le 16 ore giornaliere quando il fotovoltaico è morto, il nostro Paese ha bisogno di almeno 500 gigawattora elettrici, per avere i quali bisogna spendere 500 miliardi in impianti di accumulo. Ma questi impianti devono essere previsti per più giorni, per tener conto del fatto che, a volte, il fotovoltaico non funziona neanche di giorno.

Per impianti di accumulo che garantiscano elettricità per appena 3 giorni consecutivi bisognerebbe quindi impegnare 2.000 miliardi: il nostro Pil! Il che spiega perché non ci sono impianti di accumulo in Italia a sostegno del fotovoltaico.

In conclusione: nessun padre di famiglia installerebbe, a proprie spese, impianti fotovoltaici. Per motivare la necessità di installare questi impianti si sono inventati l’emergenza climatica, che ha indotto, nel 2005, la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto, in nome del quale s’è dato avvio alla sovvenzione del fotovoltaico.

La morsa s’è dovuta allentare perché s’è dovuto prendere atto che il Protocollo stava fallendo gli obiettivi. Poi c’è stato, pochi anni dopo, il pacchetto 20-20-20 per il clima della Ue, in nome del quale altro denaro pubblico è stato riversato nelle tasche dei venditori di fotovoltaico.

Nel frattempo (2007), il ministro Alfonso Pecoraro Scanio presidente dei Verdi, predisponeva il Conto-energia, che il chilowattora prodotto da fotovoltaico lo pagava per 5 volte il prezzo del chilowattora alla borsa elettrica, garantendo la cosa per moltissimi anni. Risultato: le nostre bollette elettriche son schizzate, triplicando in pochi anni.

Per evitare la bancarotta, i governi successivi han dovuto lentamente correggere il Conto-energia. È arrivato quindi il Superbonus 110%. Un’al tra scusa per rifilare al popolo italiano l’onere dei pannelli fotovoltaici che chi usufruiva di quel bonus è stato quasi obbligato a installare.

Perché il Superbonus era concesso se l’immobile saliva di due classi energetiche, e per fare quel salto l’impianto fotovoltaico era quasi sempre necessario. Infine è stata la volta delle Comunità energetiche (Cer), gruppo di soggetti che si organizzano per produrre energia. La motivazione narrata per incoraggiare queste comunità è duplice. Una, la solita: evitare siccità e alluvioni. La seconda vorrebbe risolvere il problema del prezzo alto dell’energia elettrica.

Ma questo problema non ci sarebbe stato se non si fossero installati gli impianti fotovoltaici, e proporre di risolverlo con altri impianti fotovoltaici richiede una grossa faccia tosta. Come funziona? Per esempio, se una Cer «investe» 2 milioni per installare 0.8 megawatt fotovoltaici, alla fine di vent’anni l’impianto avrà prodotto, se va bene, 18 gigawattora elettrici. La normativa riconosce 100 euro per megawattora, cosicché il ricavo totale sarà stato pari a 1,8 milioni. Non sono un economista, ma spendere 2 milioni subito per avere indietro 1,8 milioni in vent’anni vi sembra un’operazione finanziaria oculata?

A meno che l’impianto non sia pagato da qualcun altro. Per esempio, se i soci della Cer appartengono a Comuni con meno di 5.000 abitanti, lo Stato (cioè il contribuente) paga, a fondo perduto, il 40% dell’impianto. Ma anche così, spendere 1,2 milioni sùbito per guadagnare 0.6 milioni in vent’anni, non sembra una gran furbata.

Il rischio è che soci di codeste Cer siano gli enti pubblici (Comuni, Regioni ecc), che spendono denaro non proprio ma, ancora una volta, dei contribuenti. Denaro che finisce nelle tasche dei venditori di Fotovoltaico anziché nella sanità.

E v’è un’altra aggravante: gli impianti fotovoltaici dovrebbero evitare alluvioni, siccità e ogni altro danno del clima, cosicché il denaro dato al fotovoltaico è stornato non solo dalla spesa sanitaria ma anche da quella per proteggersi dai danni del clima.

Come per il Superbonus110%, prima o poi la voragine finanziaria emergerà

__________________________________________

Leggi anche:

Il grande flop del fotovoltaico

CO2 e scorie radioattive: tutto quello che non vi hanno detto sulle rinnovabili

Se Nicolò Stenone vedesse come oggi è trattata l’Eucaristia

Abstract: Nicolò Stenone, famoso scienziato e anatomista, nato protestante si convertì al cattolicesimo a Livorno osservando una processione del Corpus Domini restando colpito dalla solennità con cui era trattata l’Ostia. Se fosse vissuto oggi molto probabilmente vedendo con quanta superficialità ci si accosta al Corpo di Cristo sarebbe rimasto protestante

Continua a leggere

L’abiura della giornalista lesbica e progressista

Abstract:  l’abiura della giornalista lesbica e progressista Nellie Bowles, che era tutta dalla “parte giusta della storia”: lesbica, elettrice di Hillary Clinton, gestiva l’“alleanza gay-etero” al liceo, leggeva The Nation e poi il suo sogno che si avvera, assunta dal New York Times, il conclave degli eufemismi ufficiali. Ora in Morning After the Revolution, Bowles si tuffa nel suo risveglio personale e professionale denunciando come gli ex compagni vogliono rifare l’Occidente a propria immagine e somiglianza, solo che sarà un terribile gulag di falsità e idiozie.

Continua a leggere