Il Corriere del Sud n.3-2013, 20 apriledi Omar Ebrahime
Il Novecento sui libri di storia delle arti è stato catalogato da tempo come il secolo delle avanguardie, delle “rotture” epocali, o dei cosiddetti sperimentalismi. I quali non sarebbero altro – poi – che la certificazione estrema e definitiva della crisi del canone della letteratura occidentale per come lo abbiamo conosciuto attraverso i secoli. Il mondo letterario ritratto come specchio della realtà, insomma, fatto di concetti certi e permanenti, come “bene” e “male” ad esempio, con un insegnamento morale sempre valido, sparirebbe ora di scena lasciando il posto alle fantasie più impensabili e ai perturbamenti ossessivi di intere generazioni (si pensi, a titolo esemplificativo, all’influenza che eserciterà per tutto il secolo la scuola della psicanalisi freudiana).












