Quando morire era un privilegio

prigioniero_TitoIl Giornale, 7 marzo 1995

Morire era un privilegio. I campi di concentramento degli jugoslavi in Bosnia e Serbia erano fabbriche di orrori. Migliaia di italiani, militari e civili, uccisi a guerra finita. Non c’è aggettivo per definire le atrocità. Bastano le testimonianze dei militari, di cui il Giornale è venuto in possesso, per farsi un’idea.

Il sottocapo meccanico della Marina Federico Vincenti, già internato nell’isola di Lissa, scrive: «Dal 10 al 20 dicembre ’43 si calcola siano stati fucilati circa 1800 militari i cui cadaveri sono stati buttati in mare. Le esecuzioni in massa avvengono a Bisevo. Soldati, che quasi completamente nudi mostrano stanchezza vengono fatti oggetto di rappresaglie da parte delle sentinelle che sparano loro addosso colpendoli alle gambe».

Continua a leggere

«Ozono, gli spray non c’entrano»

sprayIl Giornale 25 febbraio 1995

Solo il fanatismo degli ecologisti, dice il famoso naturalista, fa credere alla gente che il buco sull’Antartide dipenda da quei gas

Parla lo scienziato francese Haroun Tazieff, strenuo avversario dei Verdi

 Parigi Alberto Toscano

Continua a leggere

E nelle foibe gli italiani uccisi furono ventimila

Il Giornale 18 marzo 1995

Torture, sadismi, occhi strappati ed esecuzioni sommarie: solo ora si indaga sui crimini dei partigiani di Tito in Istria

Francobaldo Chiocci

Ci provò nel febbraio 1993, quando ancora non si interessava di ribaltoni, il presidente della Repubblica Scalfaro reduce da una visita choc a Trieste, dove una delegazione di profughi istriani e dalmati l’aveva invitato a riaprire, per una rilettura troppo a lungo e vilmente trascurata, una delle pagine più infami della storia scritte dai comunisti: quella delle foibe.

Continua a leggere

Droga, c’è poco di leggero

MarijuanaIl Sole 24 Ore 1 aprile 1995

Il fallimento nella prevenzione delle tossicodipendenze finisce per far prevalere l’accettazione

Anche le sostanze cannabiche comportano pesanti conseguenze nella vita di relazione dei giovani

Dopo l’appello per la legalizzazione delle «droghe leggere» (si veda «Il So-le-24 Ore» del 26 marzo) e l’intervento di don Luigi Ciotti (29 marzo) oggi ospitiamo il contributo di don Chino Pezzoli.

di don Chino Pezzoli

(Comunità «Promozione umana» di San Giuliano Milanese)

Continua a leggere

Guernica, cinquantanni di menzogne

Guernica

Guernica dopo il “bombardamento”

Il Giornale 9 aprile 1995

I crimini dei vincitori: un falso storico sulla guerra di Spagna, sintesi di un massacro inventato e di una perversione estetica

 La verità sulla città basca che nel 1937 non fu distrutta dai nazionalisti ma dai «rossi» in fuga

 Piero Buscaroli

Continua a leggere

Quando la scimmia prese il posto di Adamo

evoluzionismoIl Tempo 6 marzo 1995

Il rischio che il darwinismo finisca per diventare una nuova metafisica

La presa di posizione di papa Pio XII nei confronti dell’evoluzionismo

 di Giuseppe Sermonti

Continua a leggere

Disinformando si vince

disinformazioneIl Secolo d’Italia venerdì 20 novembre 1987

Vladimir Volkoff presenta un libro sulla manipolazione della verità

 La «guerra occulta» da Sun Zu ai nostri giorni

di Rino Cammilleri

Continua a leggere

Il giorno che la famiglia Rockefeller decise di frenare le nascite nel mondo

fondazione_RockefellerAvvenire, 10 gennaio 1988

Chi pianifica le politiche di «crescita zero»

 di Aleksander Minak

«I settori pubblici e privati devono operare insieme per accelerare negli Usa lo sviluppo degli aborti legali. Da 1,2 milioni all’anno, essi devono salire a 1,8 milioni». Era il 14 marzo 1973 quando J.H. Knowles, presidente della Fondazione Rockefeller, enunciò questo programma a New York, davanti al Consiglio nazionale sviluppo pianificazione familiare. Nel ’73 la Corte suprema aveva appena depenalizzato l’aborto, ma per Knowles la politica “permissiva” non era sufficiente: occorreva una «promozione attiva» dell’aborto di massa.

Continua a leggere

I padroni del futuro elargiscono valori

civiltà_catt_coverIl Sabato, 17-23 ottobre 1987

Dibattiti. Del Noce risponde ai gesuiti

C’è un’antireligione che tollera la religione purché non interferisca. È la cultura che sta progettando il nostro domani, che raccoglie consensi attraverso evidenze morali comuni a tutti. Se i cattolici stanno al gioco lasciano via libera ai totalitarismi che verranno. Il grande pensatore replica a Civiltà cattolica

di Augusto Del Noce

Continua a leggere