Stephen Chow: resilienti tra le crepe di Hong Kong 

Asianews  

12 Giugno 2022

Di fronte al restringersi sempre più evidente degli spazi di libertà a Hong Kong la riflessione pubblicata dal vescovo sul settimanale diocesano: “L’amore e la luce di Dio si trovano in tutte le cose, anche nelle crepe. Accettare il cambiamento non significa approvarlo, ma imparare a discernere nuove possibilità. Quanto più dura è la condizione, tanto più resistente sarà lavita”.

di Stephen Chow Sau yan (vescovo di Hong Kong)

Hong Kong (AsiaNews)Il divieto assoluto di ogni forma di raduno a Hong Kong in occasione del 4 giugno – l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen, le cui vittime venivano ricordate ogni anno – nei giorni scorsi è stata un’ulteriore prova della sempre più pesante limitazione degli spazi di libertà imposta da Pechino. In questa situazione persino le Messe che venivano celebrate in questa ricorrenza sono state sospese, per non correre il rischio di cadere sotto la scure della draconiana Legge sulla sicurezza nazionale. Il tutto dopo lo shock creato dall’arresto del vescovo emerito il cardinale Joseph Zen Ze kiun, liberato su cauzione ma comunque con davanti la prospettiva di un processo. Con quale atteggiamento vivere come Chiesa dentro una situazione del genere?

È la domanda a cui il vescovo di Hong Kong, mons. Stephen Chow Sau yan, ha provato a rispondere in questo articolo pubblicato nei giorni scorsi sul settimanale diocesano Sunday Examiner

Penso alle bellissime immagini di fiori e piccole piante che si aprono dentro le crepe delle strade di ciottoli o nei vecchi muri di pietra. Gli affascinanti colori pastello dei fiori di primavera o i ricchi colori rustici del fogliame autunnale che emergono da semplici crepe sono semplicemente meravigliosi. Sono la prova dell’incredibile potenza della vita che proviene dal Creatore. Come possono crescere in un ambiente così stretto e scomodo?

Sento che la vita a Hong Kong, compresa quella della nostra Chiesa, sta diventando sempre più simile a un’esistenza tra le crepe. Un tempo godevamo di molto spazio e libertà di espressione, potevamo esprimere le nostre opinioni in qualsiasi modo. Naturalmente, come cristiani, dobbiamo salvaguardare le nostre lingue dall’immoralità e dall’ipocrisia. Ma quello spazio per la nostra libertà ed espressione, che avevamo dato per scontato, sembra diminuire.

Con questo restringimento dello spazio, iniziamo a sentirci come se vivessimo in una fessura, il che ci rende nervosi, ansiosi, delusi, sconvolti, frustrati e arrabbiati. Alcuni hanno scelto di stabilirsi in altri Paesi. Alcuni stanno avedere l’evolversi della situazione, mentre altri non hanno altra scelta che restare. Per quanto mi riguarda, ho compiuto la mia scelta quando ho accettato la nomina episcopale, come molti a Hong Kong che hanno scelto di rimanere. E voglio condividere con voi che l’amore e la luce di Dio si trovano in tutte le cose, anche nelle crepe

Guardiamo i fiori, gli arbusti e persino gli alberi che sono germogliati dalle crepe: dimostrano che nulla può impedire alla vita di fiorire, aggiungendo colori, bellezza e speranza al nostro mondo. Quanto più dura è la condizione, tanto più resistente sarà la vita. In alcuni casi le crepe possono persino allargarsi.

La nostra fede religiosa è un motore straordinario che potenzia le nostre vite, individualmente e collettivamente, se viviamo positivamente la nostra fede. Se invece vogliamo rimanere ancorati al passato, senza essere pronti a trovare la guida di Dio nel contesto che cambia, la nostra vita diventerà amara e aspra.

Le tenebre si impadroniranno di noi. Accettare il cambiamento della realtà in cui ci troviamo a vivere non significa approvarlo. Ma imparare a discernere nuove possibilità con una mentalità creativa in mezzo alle tensioni del contesto che cambia è la strada da seguire. E il futuro ha ancora in serbo promesse che vanno al di là della nostra comprensione.

Il discernimento ci richiede di riflettere e rispondere, non di reagire. Purtroppo, la nostra cultura attuale sembra essere una cultura reattiva. Sembra che ci spingiamo l’un l’altro a reagire quasi istantaneamente. Non saremo in grado di discernere la volontà di Dio se ci lasciamo trasportare da questa forza. Al contrario, permetteremo a chi spinge di essere il nostro dio.

Lo ricordo a me stesso, soprattutto quando la spinta diventa più forte. Salvaguardare il nostro spazio interiore per discernere è essenziale e benefico a lungo termine.

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