“In Sinu Jesu”: il Diario di un Sacerdote e le rivelazioni ricevute in Preghiera

Informazione Cattolica 8 Settembre 2020  

di Giuseppe Brienza

Il libro anonimo In Sinu Jesu. Quando il Cuore parla al cuore. Il Diario di un Sacerdote in Preghiera, tradotto dall’originale inglese dalla casa editrice cattolica Ancilla [Conegliano (TV) 2020, pp. 320, € 16, www.ancilla.it], raccoglie le rivelazioni private che avrebbe ricevuto, «nel silenzio dell’adorazione», “un Monaco Benedettino”.

Questo religioso figlio di san Benedetto da Norcia, probabilmente irlandese, da 13 anni parla infatti con Gesù Cristo, la Sua Madre Santissima e il Padre eterno e, convinto che dalle locuzioni interiori ricevute possa scaturire una nuova Pentecoste sacerdotale, le ha raccolte su richiesta di Nostro Signore in questo testo, finora tradotto dall’inglese in 8 lingue (francese, tedesco, polacco, portoghese, rumeno, indiano, ungherese, italiano).

Le rivelazioni private sono inframmezzate da sue meditazioni e orazioni personali che precedono, accompagnano ma, soprattutto, scaturiscono dalle rivelazioni ricevute. Come sappiamo e ribadisce nel modo più autorevole il Catechismo della Chiesa Cattolica, le rivelazioni private, pur non appartenendo al deposito della fede, possono«aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica» (n. 67).

Nell’Introduzione al testo, anonima anche questa (“di un Oblato Benedettino”), leggiamo in proposito: «Nel 2007, Nostro Signore Gesù Cristo e Maria Santissima iniziarono a parlare al cuore di un monaco benedettino nel silenzio dell’adorazione. Egli si è sentito spinto a scrivere ciò che riceveva, così è nato In Sinu Jesu, le cui pagine brillano di una intensa luminosità, di un fervore che scalda il cuore, che dà motivazione, speranza e coraggio ai cattolici di oggi, secondo le esigenze interiori ed esteriori del nostro tempo.

Le pagine di questa considerevole annotazione di comunicazioni spirituali tratta e si immerge in molti aspetti fondamentali della vita spirituale: l’amare e l’essere amati da parte di Dio, la pratica della preghiera in tutte le sue dimensioni, la potenza incommensurabile dell’adorazione Eucaristica, l’abbandono alla divina provvidenza, l’elogio del silenzio, l’importanza della preghiera liturgica e dei sacramenti, il mistero del Santo Sacrificio della Messa, l’identità sacerdotale e la fecondità apostolica, il ruolo della Vergine Maria e dei santi nelle nostre vite, il peccato, le ferite, la misericordia, la guarigione e la purificazione, il desiderio del Paradiso e l’atteso rinnovamento della Chiesa Cattolica sulla terra.

Queste pagine sono in perfetta armonia con l’insegnamento della Sacra Scrittura, la Tradizione Cattolica e i ben noti capolavori dei mistici; il libro, infatti, ha ottenuto l’Imprimatur ed è stato pubblicato da una Casa Editrice di New York [Angelico Press, 2016] che lo sta diffondendo negli Stati Uniti, dove sta influenzando la vita spirituale di laici e soprattutto sacerdoti e religiosi che lo hanno letto» (pp. II-IV).

In effetti, oltre all’Imprimatur concesso l’11 ottobre 2016 dal Vescovo di Meath (Irlanda) mons. Michael Smith, parole di elogio alla pubblicazione sono spese- il testo è riportato nelle prime pagine del libro – da significative personalità del mondo ecclesiale anglosassone. Si inizia con il card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che legge nelle pagine di In Sinu Jesu «le grazie che un sacerdote ha sperimentato nella sua vita attraverso il potere di guarigione e rafforzamento provenienti dall’adorazione Eucaristica»per terminare con quelle del teologo statunitense David W. Fagerberg, docente nell’Università di Notre Dame (South Bend, Indiana).

Secondo il prof. Fagerberg, autore fra l’altro del saggio “Consecrating the World. On Mundane Liturgical Theology” (2016), il messaggio principale proveniente dalle rivelazioni private è quello di «invitare i sacerdoti e tutti i fedeli a tornare al Sacramento dell’Amore. L’autore di In Sinu Jesu ha sentito la chiamata ad avvicinarsi al luogo in cui Cristo abita in mezzo al suo popolo; il luogo dove adorare il suo volto Eucaristico. In questo sta il potere conferito al sacramento del sacerdozio, rafforzato per un ministero più disinteressato».

Al Monaco Benedettino che ha scritto queste luminose pagine, in effetti, sarebbe stata affidata da Cristo la missione di «sacerdote adoratore» nell’attuale passaggio drammatico di crisi del sacerdozio e della Chiesa. «Voglio sacerdoti adoratori e riparatori» (p. 2), gli dice anzitutto Gesù nella prima delle rivelazioni, annotata nel giorno della festa del beato Columba Marmion O.S.B. (1858-1923), il 3 ottobre del 2007.

Pastori chiamati dal Signore a «vivere nei luoghi celesti, mentre sono ancora sulla terra» (p. 18), ricorrendo alla intercessione di un profeta dei nostri tempi come San Giovanni Paolo II, poiché l’autore di In Sinu Jesu scrive: «mi è stato dato di capire che anche l’intercessione di Giovanni Paolo II avrebbe avuto un ruolo nell’ottenere attraverso Maria questa grazia della Pentecoste sacerdotale» (commento dell’autore alla rivelazione privata ricevuta l’8 ottobre 2007, p. 9).

Il rinnovamento della Chiesa dipende quindi dalla rigenerazione dello Spirito Santo che seguirà al ritorno dei sacerdoti all’adorazione eucaristica e all’esempio di San Giovanni Evangelista, «che con la Vergine Maria adorava e compiva atti di riparazione per gli altri Apostoli»(diario del 5 ottobre 2007, p. 4). Solo così, avrebbe detto sempre Gesù all’autore di In Sinu Jesu, il Salvatore potrà parlare di nuovo al cuore dei pastori, «così come parlavo al cuore del mio amato discepolo Giovanni, l’amico del Mio Cuore, il sacerdote del Mio Cuore aperto» (rivelazione privata dell’8 ottobre 2007, p. 5).

Accurato e utile l’apparato finale di Indici e appendici al testo previsti dall’Editrice Ancilla. Anzitutto abbiamo l’Appendice I, “Preghiere da In Sinu Jesu” (pp. 269-286), nella quale sono riunite tutte le preghiere disseminate nel Diario, spiegando come pregare la Coroncina di Riparazione e L’Offerta del Preziosissimo Sangue per i Sacerdoti. Poi c’è l’Appendice II, “Parole su Queste Parole” (pp. 287-292), che raccoglie tutti i brani tratti da In Sinu Jesu nei quali si esplicita, secondo l’Autore, «l’obiettivo di Nostro Signore nel dare queste Sue Parole» (p. V).

Nell’“Indice delle persone e dei temi” (pp. 293-305), che vanno dalla voce Abele zelo, sono elencati i nomi propri dei santi, dei profeti e dei Papi, le preghiere, i personaggi biblici ed i concetti della vita spirituale e liturgica menzionati nei commenti dell’Autore e nelle rivelazioni private, ad eccezione delle parole adorazione, riparazione, amicizia, Santissima Eucaristia e Santo Volto, non inclusi perché ricorrenti – si può dire – quasi in ogni pagina del testo (cfr. p. 293).

L’“Indice dei giorni e delle date” (pp. 306-312) comprende «i giorni, le date, le feste e i tempi liturgici che vengono menzionati nelle intestazioni in grassetto nel corso del libro» (p. 306), in pratica i titoli dati al Diario dall’Autore di In Sinu Jesu. Per quanto riguarda invece «quelle feste, tempi liturgici o quei giorni speciali che sono espressamente menzionati» all’interno del corpo del testo, a questi è dedicata la sezione conclusiva intitolata Feste e tempi liturgici (pp. 313-314).

Come si vede anche dalla struttura del testo, esso è destinato in particolare a tutte quelle anime sacerdotali cui si ricorda, secondo le parole dell’elogio del card. Burke, che «l’amore incommensurabile e incessante di Dio che si è rivelato nel glorioso Cuore trafitto di Gesù, sempre presente nella Santa Eucarestia, deve essere il fondamento della vita di ogni sacerdote».

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