Nessuno tocchi Caino, di Abele chi se ne frega

preghieraLibero 24 settembre 2006

Hanno ucciso, probabilmente per vile vendetta, tre cristiani in Indonesia ma in Occidente si fanno campagne contro la pena di morte solo quando ci sono di mezzo gli Stati Uniti. Quello che accade in Cina (10 mila esecuzioni l’anno) alle noste “anime belle” non interessa e ancor meno la mattanza dei paesi islamici, sopratutto perchè lì a farne le spese sono i cristiani.

di Antonio Socci

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Musulmani, le prove da superare

IslamCorriere della Sera, 11 settembre 2006.

di Vittorio Messori

Parole importanti, quelle di Benedetto XVI  sulle “popolazioni d’Asia e d’Africa“ che si sentono minacciate da una cultura come quella dell’Occidente che, cinicamente, nulla considera sacro, sulla base di una ragione che degenera in razionalismo, di “un drastico illuminismo e laicismo“. L’agnosticismo, l’ateismo, il rifiuto della religione: questo, non il cristianesimo autentico, sarebbe causa di sgomento per le altre culture. Parole importanti, dicevamo; ma che –nel breve spazio di un’omelia– non possono esaurire un quadro complesso, dove ogni schematismo sarebbe abusivo. Ovviamente, quello straordinario teologo che è Joseph Ratzinger  è il primo ad esserne consapevole.

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Le vignette dell’odio contro Ratzinger

islamic satiraCorriere della Sera, 19 settembre 2006

Magdi Allam

Gli italiani, gli occidentali, i cristiani, i musulmani moderati, tutte le persone di fede, i laici, lo sanno che sono state pubblicate e diffuse in rete e nelle tv arabe vignette che oltraggiano e istigano a uccidere il Papa?

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Ratzinger e l’Islam tra 60 anni

Ratzinger_IslamIl Giornale 20 settembre 2006

di Rino Cammilleri

Sarebbe bello poter esserci fra cinquanta o sessant’anni, quando e se certe anime candide se la piglieranno con Benedetto XVI per non aver alzato la voce contro l’islam e non averlo, magari, condannato a tutte lettere con un’enciclica apposita. La situazione odierna ricorda le ancora calde polemiche  contro i presunti silenzi di Pio XII sul nazismo.

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E la Bibbia del giornalismo liberal diventò il Corano

MewYork TimesIl Foglio 18 settembre 2006

Giuliano Ferrara

La Bibbia o il Corano del giornalismo li­beral e politicamente corretto, il New York Times, ha scritto sabato nella rubrica dei suoi editoriali, una sequenza di enor­mità, che ricalcano alla lettera le aggres­sioni islamiche a Benedetto XVI dopo il suo discorso di Regensburg.

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Siamo sicuri che a 11 anni un aborto è meno traumatico di un parto?

abortoIl Foglio del 6 settembre 2006

Roccella sfida un tabù e un riflesso pavloviano

di Eugenia Roccella

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La nostra libertà in mano ai futuri carnefici

estremismo_islamCorriere della Sera 9 settembre 2006

di Magdi Allam

Ha indubbiamente ragione chi sostiene che oggi il mondo è meno sicuro rispetto alla vigilia dell’11 settembre. E’ un fatto oggettivo che, cinque anni dopo, sono aumentati gli attentati, i Paesi colpiti e le vittime del terrorismo. Così come è vero che tale deterioramento è la conseguenza dell’atteggiamento prevalentemente militarista finora assunto dai governi occidentali e musulmani nei confronti di Al Qaeda, degli Stati canaglia e dell’estremismo islamico.

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L’Europa in cerca di se stessa si guardi da se stessa

EuropaIl Domenicale N. 36, 9-15 settembre 2006

Per tema del fondamentalismo, ci si rifugia spesso e volentieri nel laicismo. E così, non senza malizia, il rapporto tra religione e cultura (e tra religione e politica) si riduce a un dilemma semplicistico. Ma gli accostamenti possibili non sono solo due. Sono tre. Oltre a laicismo e fondamentalismo, esiste la laicità. Sana. E il laico più sano (e lucido) è Papa Ratzinger.

Massimo Introvigne

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Integrazione: un mito ucciso dalla barbarie

il Giornale, 18 agosto 2006

di Rino Cammilleri

La dimostrazione che la mentalità delle sinistre è sostanzialmente ancora marxista, cioè giacobina (la pretesa di una minoranza, una volta al potere, di «educare» il popolo anche contro la sua volontà) e teorica, è stata data dall’episodio di Hina, la ragazza pakistana sgozzata dal padre perché frequentava un italiano.

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La forza del cristianesimo

islam_preghieraCorriere della Sera 18 settembre 2006

di Vittorio Messori

I cristiani della mia generazione hanno passato gran parte della vita a confrontarsi con quelli che non credevano in Dio: i comunisti. E adesso, devono confrontarsi con quelli che, in un Dio, ci credono «troppo»: i musulmani. Se questo è il menu, non resta che accettare, purché sempre sorretti dal realismo evangelico. Quello, ad esempio, che renda consapevoli che la lettura distorta delle parole di Benedetto XVI a Ratisbona non è che un pretesto come un altro: un detonatore purchessia, di cui si andava alla ricerca.

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