Nel bimillenario della nascita
L’Anno paolino, indetto nel bimillenario della nascita di san Paolo (qui accanto, l’Apostolo in un mosaico bizantino nel museo di S. Salvatore in Onora, Istanbul) e inaugurato da Benedetto XVI il 28 giugno scorso, è occasione opportuna per una sempre più profonda riflessione sull’eredità spirituale e teologica che l’Apostolo delle genti ha consegnato alla Chiesa e al mondo. In queste pagine Miguel Angel Tàbet, ordinario di Sacra Scrittura e Storia dell’esegesi nella Pontificia Università della Santa Croce in Roma, espone anzitutto le ragioni dell’attualità di Paolo per l’uomo d’oggi e di ogni epoca, inoltrandosi successivamente – sulla scorta altresì di preziose indicazioni rintracciabili nell’omelia inaugurale del Papa – nel corpus delle dottrine paoline, di cui si enucleano alcuni temi fondamentali: la concezione cristologica dell’Apostolo, quella ecclesiologica e l’ardente suo zelo nel predicare il messaggio evangelico. Con richiamo a pronunciamenti di Giovanni Paolo II Tàbet, infine, sottolinea l’eccezionale importanza del passaggio di Paolo dall’Asia minore in Europa, un evento decisivo nella storia universale e per la fondazione della civiltà occidentale
di Miguel Angel Tàbet





Studi cattolici n.560 ottobre 2007
Il Foglio, 25 novembre 2008



