
dal sito:
Libertà e Persona 12 settembre 2010
di Giulia Tanel
Il 12 settembre di un anno fa, alle ore 20.30, il cuore di Caterina Socci si fermava. Gli operatori del 118, accorsi alla tempestiva chiamata degli amici della ragazza, la rianimarono per quasi un’ora, perdendo via via la speranza di salvarla.
In quel momento arrivò don Andrea, il sacerdote che segue gli universitari di CL di Firenze, e il medico − vedendo che si stava inginocchiando per pregare − gli disse che ormai tutto era inutile. “Ma don Andrea lo esortò a continuare il suo lavoro mentre lui avrebbe fatto il proprio: infatti alla fine della sua preghiera il cuore di Caterina riprese a battere e si poté trasportarla al pronto soccorso” (A. Socci, Caterina – Diario di un padre nella tempesta, ed. Rizzoli, p. 43).
Continua a leggere