Un regalo meraviglioso alla nostra generazione
di Antonio Socci
Apr 12
Un regalo meraviglioso alla nostra generazione
di Antonio Socci
Apr 12
Sin da quando, tra la fine egli anni 1940 e la prima degli anni 1950, il conservatorismo ha cominciato a prendere piede nella società americana, prima come opzione culturale quindi anche come “movimento” di popolo capace alla lunga di condizionare pure il mondo politico, la percezione – più volte espressa per iscritto dai suoi storiografi – è stata che i cattolici ne costituissero la maggioranza, o che comunque ne egemonizzassero le sorti.
di Marco Respinti
Apr 12
di Mario Palmaro
Un banale guasto ha provocato la morte di 94 embrioni crioconservati, che si trovavano in un centro per la fecondazione artificiale a Roma. Un’ecatombe che ha trovato spazio sui giornali italiani, perforando la solita cortina di silenzio e di complicità che avvolge il mondo dei figli in provetta.
Apr 12
di Vittorio Messori
Ho letto con interesse l’intervento dell’on. Giulia Bongiorno sull’incapacità femminile di creare gruppi coesi che permettano di portare, e di mantenere, donne a posizioni di potere politico.
Leggendo, mi sono ricordato di un esame di “Comportamenti elettorali“ sostenuto in anni lontani alla facoltà di Scienze Politiche, a Torino. La situazione descritta allora non era diversa da quella di oggi: quasi in ogni Paese dove esistono democrazie a suffragio universale, il numero delle elettrìci supera quello degli elettori.L’obiettivo del “potere al femminile“ potrebbe essere agevolmente raggiunto, se non fosse per una anomalia: poche donne votano per le donne.
Apr 12
Mons. Antonio Livi, decano emerito di filosofia alla Pontificia Università Lateranense, allievo di Etienne Gilson, offre a Disputationes una riflessione sulle conseguenze del dilagare della filosofia hegeliana in ambito teologico. La familiarità con la philosophia perennis che ha lungamente insegnato ne fa uno dei maggiori epistemologi tomisti; ha recentemente dato alle stampe un testo che vuole andare alle radici concettuali dell’attuale crisi dottrinale: il problema prima ancora che teologico è filosofico.
Nel suo recentissimo “Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica scienza della fede da un’equivoca filosofia religiosa” denuncia la “teologia” di Teilhard de Chardin, Karl Rahner, Hans Küng e Klaus Hemmerle; egli afferma che è suo compito di filosofo quello di mostrare “falsa” la teologia di chi è nell’incoerenza logica coi principi filosofici essenziali, esprimendo un giudizio sui presupposti filosofici che inficiano qualsiasi trattazione teologica e lasciando al Magistero il compito di condannare.
Nel presente articolo Mons. Livi analizza scientificamente il pensiero del noto teologo italiano Piero Coda, proponendo alcune dense citazioni. Ne emerge un bagaglio d’ispirazione hegeliana e l’improponibile conciliazione con la scienza teologica, che ad esso viene sottomessa; è dunque lecito parlare di “falsa teologia” per chiare ragioni epistemologiche. Ma mons. Livi denuncia anche un aspetto da pochi rilevato nell’attuale confusione immanentista: la comparsa del teologo-vate, oseremmo dire. Ovvero del teologo che non è non più servitore della Verità rivelata, ma autonomo interprete – e addirittura quasi organo – della Rivelazione, trascurando il dato oggettivo della Tradizione, del Magistero della Chiesa e persino della Scrittura.
S. C.
Apr 12
L’ecologia è ormai al centro del dibattito pubblico e delle decisioni politiche. C’è chi affronta la questione con equilibrio e chi invece, forse speculandoci sopra, semina il panico propagandando teorie catastrofiste e prevedendo scenari apocalittici qualora non si rimedi alla situazione attuale. Anche la Chiesa non si sottrae alla discussione, ma cerca anzi di intervenire con i suoi insegnamenti per dare una lettura cristiana del problema.
di Federico Catani
Apr 04
Secolarizzazione indigesta / 1. Dalla vicenda delle riforme ottomane del XIX secolo emerge tutta la difficoltà di rifondare lo Stato su basi non religiose, e quindi di introdurre l’effettiva parità tra cristiani e musulmani. Una sfida che, nelle circostanze attuali, è aperta più che mai.
di Mark L. Movsesian
Apr 04
Convegno di presentazione del volume di Giuseppe Toniolo
“Capitalismo e socialismo”
con una introduzione di Ettore Gotti Tedeschi.
Apr 04
di Pietro Soriani
Parlare di patriottismo oggi in Italia è considerato politicamente scorretto. Infatti, quasi nessuno lo fa, se non in occasioni particolari e circoscritte. Per esempio i giornali, a proposito di partite di calcio o di altri eventi sportivi. Oppure il Presidente della Repubblica, per promuovere l’inno nazionale o per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia. Mai che qualcuno si preoccupi di spiegare l’importanza del patriottismo nella vita del nostro Paese (come in quella di tutti gli altri) e perché esso possa aiutarci a superare le nostre attuali difficoltà.