La Nuova Bussola quotidiana 24 maggio 2015
di Matteo Borghi
Di critiche all’idea diffusa per cui fede e libero mercato siano inconciliabili ce ne sono tante. L’obiezione più nota è quella per cui la ricchezza, prima di essere ridistribuita ai più sfortunati, deve essere in qualche modo prodotta: senza fare una torta è difficile dividerne le fette. È piuttosto facile obiettare ad Andrea Camilleri (e agli Andrea Camilleri sparsi per il mondo) quando dice: “Può un vero cristiano amare il capitalismo? Perché se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del comunismo, le vittime del capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno”. Non quantificate perché, anche se può non piacere, il capitalismo non ha fatto morti a differenza del comunismo le cui vittime si contano – dicono i dati – quantomeno nell’ordine delle decine di milioni.












