13 febbraio 2016
Giovanni Sale S.I.
La recente esecuzione, voluta dal Governo di Riad, dello sceicco sciita Nimr al-Nimr (1), uno dei capi carismatici della «primavera saudita» del 2011, seguita a sua volta da numerosi movimenti di protesta nei Paesi dove sono presenti importanti comunità sciite — in particolare in Iran, dove l’ambasciata dell’Arabia Saudita è stata assalita da diversi manifestanti —, rischia di far deflagrare un duplice scontro religioso e politico nella regione: quello tra sunniti e sciiti — da anni promosso dalla propaganda dell’Isis — e quello ancora più grave tra le due grandi «potenze confessionali» — Arabia Saudita e Iran — in competizione tra loro per la leadership del mondo islamico.













