Il Corriere della Sera 11 Maggio 2020
di Alessandro D’Avenia
Nel 1373 il popolo fiorentino, stremato dalle conseguenze della peste e dalle divisioni politiche chiese ai propri governanti una lettura pubblica settimanale della Divina Commedia: «A favore dei cittadini che desiderano essere istruiti nel libro di Dante, dal quale, tanto nella fuga dei vizi quanto nell’acquisizione delle virtù, quanto nella bella eloquenza possono anche i non letterati essere educati».












