Cristianità N. 237-238 gennaio-febbraio 1995
Nel 1968 venne pubblicato in traduzione italiana il volume Alce Nero parla, presentato come resoconto delle esperienze spirituali di uno «stregone» sioux e come documento di una religiosità «tradizionale» e «primordiale» genuina, pura superiore al cristianesimo. L’opera ebbe grande successo e influì su generazioni di «tradizionalisti» paganeggianti. Oggi nuovi studi e documenti pubblicati negli Stati Uniti d’America permettono di ricostruire la verità sulla straordinaria storia di Nocholas Black Elk (1866-1950), dalle esperienze giovanili fino alla conversione al cattolicesimo nel 1904, ai successivi quarantasei anni di fedele servizio alla Chiesa cattolica come catechista missionario e alla morte in fama di santità. Mentre Alce Nero parla si rivela una semplice mistificazione, dei documenti emerge la figura di un cattolico esemplare che mette a dormire i nipotini «cantando una delle Messe Solenni in latino» e il cui messaggio incita ad essere «figli di Dio e soldati di Cristo».
di Massimo Introvigne












