Libertà religiosa e diritto di resistenza: il caso della guerra cristera

Storia Libera n.1-2015

di Giovanni Formicola

Abstract

La Cristiada – l’epica insorgenza armata dei cattolici messicani contro un potere che considerava la Chiesa nemica del popolo e il cattolicesimo un male sociale – dura tre anni, dal 1926 al 1929. Essa e poco nota – anche se un film omonimo finalmente in programmazione in Italia dal 2014 sta contribuendo, raccontandola con fedelta storica, a liberarla dalla crosta di silenzio che ne soffoca la memoria – sebbene sia stato un episodio unico della storia del XX secolo. Infatti, diversamente da altri accadimenti con i quali sembra avere rapporti di forte analogia, come la guerra civile spagnola, combattuta esattamente dieci anni dopo (1936-1939), e stata un puro fenomeno di popolo e di popolo credente. Qui non s’intende tanto raccontarla, quanto cercare di coglierne le radici remote e le cause prossime – al di la della leggenda nera sulla scoperta, conquista ed evangelizzazione del Messico –, e discutere le questioni della sua legittimita morale e della sua efficacia storica.

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“Io, sopravvissuta ai Gulag cinesi”

Newsletter di Giulio Meotti 22 Gennaio 2021

 La testimonianza-choc di Gulbahar Haitiwaji. “3 anni nei campi, le catene ai piedi, il ‘numero 9’, la sterilizzazione e ogni mattina dovevamo ripetere ‘grazie al nostro caro presidente Xi Jinping”

di Giulio Meotti

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“Ippocrate è morto ad Auschwitz”

Dalla Newsletter di Giulio Meotti 28 Gennaio 2021

In esclusiva il primo capitolo del mio libro, “Ippocrate è morto ad Auschwitz. La vera storia dei medici nazisti” (Edizioni Lindau)

di Giulio Meotti

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Sorvegliati alla cinese

L’Espresso 24 gennaio 2021 

Pechino ha l’egemonia sulle tecnologie per controllare la popolazione. per l’occidente non sembra un problema

di Simone Pieranni

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Vaticano-Cina rossa: un flirt che viene da lontano

Tradizione Famiglia Proprietà

n.88 Dicembre 2020  

Sordo agli ammonimenti che, da più parti gli sono stati rivolti , il Vaticano ha rinnovato il patto segreto col governo di Pechino – cioè col Partito Comunista Cinese – riguardante la situazione della Chiesa. Si tratta di un patto pesantemente sfavorevole alla Chiesa. Perché questo debole per la dittatura rossa?

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Come la Fondazione Gates impedisce e non aiuta lo sviluppo umano

Dal sito Vita umana internazionale 14 Dicenbre 2020 

di don Shenan J. Boquet

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Donne in cantiere nella Fabbrica di San Pietro. Tanti saluti alla parità di genere dal XVI secolo

Il Timone.org 25 Gennaio 2021  

di Sara Magister

Che certi pregiudizi sulla condizione delle donne nella Chiesa andrebbero meglio soppesati, lo avevano già dimostrato alcuni saggi del volume Quando la Fabbrica costruì San Pietro (Il Formichiere, Foligno, 2016).

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Quasi-blackout europeo: segnale di allarme per le rinnovabili

La Nuova Bussola quotidiana

27 gennaio 2021

Pochi se ne sono accorti, specie fra i non addetti ai lavori. Ma venerdì 8 gennaio scorso abbiamo rischiato di rimanere tutti al buio. Per “tutti”, in questo caso, si intende in tutta l’Europa continentale. Ci siamo salvati soprattutto grazie all’intervento di tante centrali nucleari e termiche. Quelle che l’Ue vorrebbe eliminare a favore delle rinnovabili.

di Stefano Magni

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La cultura nemica della famiglia che ci spinge nel baratro demografico

Tempi 14 gennaio 2021  

Esistono forze politiche e ideologiche che spingono verso la decostruzione dell’umano, come spiega il sociologo Donati. Ma una via d’uscita esiste

di Marco Invernizzi  

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Whatsapp e privacy: quali rischi per la privacy? 

Centro Studi Rosario Livatino 20 gennaio 2021

In questi giorni si discute molto della possibilità che WhatsApp, modificando unilateralmente le condizioni di utilizzo del servizio, trasferisca a Facebook per fini commerciali i dati dei propri utenti. In Europa, almeno per il momento, questo pericolo sembra scongiurato grazie al GDPR-il Regolamento europeo sui dati personali. Il tema dà comunque l’occasione per mettere in evidenza come i pericoli per la privacy degli utenti che utilizzano WhatsApp sono già esistenti, e sono spesso determinati da una scarsa consapevolezza dei rischi legati alla condivisione dei propri dati.

Daniele Onori e Daniela Bianchini

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