Miracoli Eucaristici del XXI secolo

Abstract: miracoli Eucaristici del XXI secolo testimoniano che nell’epoca degli ideologi compulsivi dell’investigazione che trovano piacere esclusivamente nel condividere stroncature, fallimenti o tristezza, della verbigerazione della qualunque, dell’onnipotenza scientista, alcune notizie non meritano di essere rilanciate. Eppure esistono . Dal Connecticut al Massachusetts, dal Sudan alla Polonia, dal Messico all’Italia. Ecco i più recenti presunti miracoli eucaristici nel mondo  

Il Timone n.229  Giugno 2023

Un’ostia ancora viva gli ultimi fatti

Dal Connecticut al Massachusetts, dal Sudan alla Polonia, dal Messico all’Italia. Ecco i più recenti presunti miracoli eucaristici nel mondo  

di Lorenzo Formicola

«Vescovo e sacerdoti si salvano dalla morte nel bombardamento della cattedrale grazie al Santissimo Sacramento». Nell’epoca degli ideologi compulsivi dell’investigazione che trovano piacere esclusivamente nel condividere stroncature , fallimenti o tristezza, della verbigerazione della qualunque, dell’onnipotenza scientista, alcune notizie non meritano di essere rilanciate. Eppure esistono . Perché se il vero scienziato è animato «dalla passione per la realtà» , allora è la che si deve andare . E’ il 20 aprile scorso, in un Sudan dove, mentre scriviamo, il cessate il fuoco ancora traballa, e sulla cattedrale Maria Reina de Africa piovono bombe. La canonica e il portone sono saltati in aria, e con essi tutte le vetrate della chiesa, intanto parzialmente distrutta. Il vescovo Yunan Tombe Trille Kiku Andali e altri sacerdoti stanno pregando davanti al Santissimo Sacramento nella chiesa bombardata: intorno a loro, e nell’area che circonda il tabernacolo, i colpi tornano indietro. Nella Chiesa del Sudan si grida al miracolo.

Segno di contraddizione

C’è stato un momento nella storia della Chiesa in cui i miracoli eucaristici si consideravano frutto di una epoca ingenua e portata a costruire prodigi. Che i fatti parlassero inequivocabilmente è stata la scienza a decretarlo, ma fatti acclarati non hanno smesso di accadere nel corso dei secoli. E negli ultimi anni, in particolare, con una frequenza inedita. E’ nel corso del 1200 che si sono registrati il maggior numero di miracoli eucaristici tra quelli tramandati dalla storia. Un secolo ricco di fervore spirituale che al contempo, però, ha favorito eresie. Dai Valdesi fino agli Albigesi e ai Catari furono tante le ideologie che diffusero dubbi e bugie su Cristo che vive nell’Eucarestia. Per vincere le eresie intervennero i Santi, i Papi, i Concili, ma soprattutto il soprannaturale: quei segni “misteriosi”, circa quindici, servirono a ristabilire la reale definizione di Eucarestia. Non si trattò di fantasie ma di miracoli confermati dalla scienza. Allora come adesso, l’Eucarestia resta «segno di contraddizione» e non può non esserlo, perché un Dio che si fa carne e sacrifica se stesso per la salvezza del mondo pone in crisi una certa ragione dell’uomo.

Indenni alle fiamme 

E’ la mattina del 13 aprile, siamo al Thomas Aquinas College, Massachusetts. Il cappellano del campus sta aprendo la porta per un’ora di Adorazione eucaristica, quando a dargli il benvenuto è un muro di fumo nero. La chiesa da poco fatta ristrutturare è in fiamme. La sagrestia è ormai distrutta, l’incendio è divampato ovunque, è solo una parte della chiesa a rimanere indenne: la cappella recentemente rinnovata e che contiene il tabernacolo. Tutto miracolosamente risparmiato alle fiamme.

«Si sentiva ancora il profumo, è qualcosa che ci commuove». E’ così che Giovanni D’Ercole, arcivescovo emerito di Ascoli Piceno, commentò il miracoloso ritrovamento di quaranta ostie, perfettamente intatte, a un anno e mezzo dal terremoto nelle Marche del 2016. Il sisma aveva sepolto il tabernacolo della chiesa di Santa Maria Assunta di Arquata del Tronto, ritrovato ottanta settimane dopo, conservava ancora le ostie consacrate, che il tempo non era riuscito a intaccare. Perfette, bianche, senza alcun segno di decomposizione, come appena consacrate nell’agosto di due anni prima.

Muscolo cardiaco in agonia

«La macchia rossa ritrovata nell’ostia consacrata è un frammento di un muscolo cardiaco sottoposto a forte stress, come durante l’agonia», lo decretano l’Istituto di medicina legale dell’Università di Stettino, Legnica, Polonia, è il dicembre 2013, padre Andrzej Ziombra, parroco della chiesa di San Jacek, lo racconta così: «Un’ostia consacrata, caduta a terra durante la distribuzione della Santa Comunione, fu messa in acqua, secondo le raccomandazioni liturgiche, perché si dissolvesse. Dopo dieci giorni si scoprì che l’ostia non solo non si era sciolta, ma su di essa si era formata una macchia rossa. Commissionata l’indagine scientifica, gli esperti in seguito a un esame istopatologico stabilirono che la macchia rossa era un frammento di un muscolo cardiaco sottoposto a forte stress, come durante l’agonia». Vennero fatti, allora, test più approfonditi e tutti confermarono quella fibra di muscolo cardiaco in stato di agonia. E’ il più recente dei miracoli eucaristici analizzati dalla scienza e le circostanze che caratterizzano il caso di Legnica sono identiche a quelle di altri miracoli come Lanciano, Sokolka, Buenos Aires.

Messico 23 luglio 2022, nella parrocchia di Nostra Signora del Rosario è in corso l’Adorazione eucaristica. Qualcuno sta filmando con il cellulare il momento di lode, la qualità è bassa e la registrazione inizialmente non mira a riprendere il Santissimo Sacramento, quando a un certo punto le immagini non lasciano troppi dubbi: la Santa Eucarestia oscilla nell’ostensorio come al ritmo di un cuore che batte. Cosa che dura quasi un minuto. La scena è stata vista non solo dall’autore del video.

Moltiplicazione inspiegabile

L’arcidiocesi di Hartford, nel Connecticut, sta indagando, proprio in questi giorni, sulla possibilità di un miracolo eucaristico. E’ domenica 5 marzo 2023, nella chiesa di Saint Thomas è il momento della comunione. Nella pisside sono ci sono davvero poche ostie consacrate rispetto ai fedeli in fila, il sacerdote abbassa lo sguardo, lo rialza e inspiegabilmente sono moltiplicate. «Dio ha moltiplicato se stesso», dirà padre Joseph Crowley.

A Manila, Filippine, c’è una chiesa molto nota dedicata al Bambin Gesù di Pandecan. La venerata immagine del Bambino Gesù ha quattrocento anni di storia e la chiesa che la conserva ha un grande valore storico, essendo stata costruita nel 1732 dai missionari francescani. E’ il 10 luglio del 2020, quando, però, un misterioso incendio rade al suolo ogni cosa. Ma non proprio tutto. «Quando è stato aperto il ciborio, l’ostia consacrata era lì. E’ il miracolo più grande. Mentre cercavamo la statua è stata trovata l’ostia consacrata, Questo ci ha portati a Gesù. Smettiamo di piangere e rialziamoci più forti», dirà il parroco, padre De Claro. Sono tanti i miracoli eucaristici degli ultimi dieci anni. In un nuovo tempo di apostasia ed eresia, il richiamo alla fede nell’unico salvatore è forse promemoria, come nel XII secolo?

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Miracoli eucaristici nella storia:

Miracolo eucaristico di Herkenrode

Miracolo di Ettiswil

Miracolo eucaristico di Dronero