Muro, spuntano gli ordini choc di uccidere

Avvenire

14 agosto 2007

Nell´anniversario della costruzione del muro che divideva in due la capitale, nuovi raccapriccianti verità affiorano sulla crudeltà dei capi dell´allora Ddr. A diciotto anni dalla demolizione non si conosce ancora il numero esatto di chi morì per cercare la libertà Ritrovato documento segreto nel quale si ingiungeva di sparare anche contro le donne e bambini che tentavano di passare nella parte Ovest

di Vincenzo Svignano

«Non esitate a impiegare le armi da fuoco, neanche nei casi in cui la fuga viene attuata con donne e bambini, metodo questo spesso utilizzato dai traditori». È l’ordine emesso il 1 ottobre del 1973 dal Ministerium für Staatssicherheit, «Ministero per la Sicurezza di Stato», l’MfS o meglio conosciuto come Stasi, la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio dell’ex Germania Est.

La direttiva è stata ritrovata la settimana scorsa tra le migliaia di documenti degli archivi della Stasi di Magdeburgo. La notizia, apparsa alcuni giorni fa sul quotidiano regionale il Magdeburger Volksstimme, è stata ripresa e ampiamente approfondita da tutti gli organi d’informazione nazionali, dopo le conferme ufficiali dei responsabili dell’Ente statale tedesco che cura gli archivi della vecchia Stasi.

«È la prima volta che troviamo un documento di questo genere», ha sottolineato Marianne Birthler, la responsabile federale dell’archivio. In realtà, secondo la Berliner Zeitung, già nel 1997 alcuni ricercatori avevano rinvenuto il documento, a cui però stranamente non venne data la stessa rilevanza mediatica.

Da giorni, invece, in Germania non si parla d’altro anche perché ieri è stato celebrato il quarantaseiesimo anniversario del giorno in cui iniziò la costruzione del muro di Berlino: il 13 agosto del 1961. Fino al novembre del 1989 restò il simbolo della Guerra Fredda tra Stati Uniti ed Unione Sovietica e per 28 anni fu anche la causa di incredibili sofferenze e di numerose vittime.

A quasi diciotto anni dalla sua caduta ancora non si conosce il numero esatto delle persone che hanno perso la vita nel tentativo di oltrepassare il Muro o il confine tra Germania est ed Ovest. Nella sola Berlino finora sono stata accertate 133 vittime. In tutta la Germania est, secondo la «Comunità di lavoro 13 agosto», l’associazione che da tempo tenta di fare luce sulla questione, furono 943 le persone uccise, tra le quali più di quaranta bambini.

Ora questo documento potrebbe rivelarsi un passo fondamentale verso la verità. La dirigenza della ex Ddr aveva sempre negato l’esistenza di un formale «ordine di sparare» lungo la vecchia frontiera fra le due Germanie, mentre nella cosiddetta «legge sulle frontiere», adottata dallo stato tedesco-orientale nel 1982, l’uso delle armi da fuoco veniva indicato come «misura estrema nell’uso della forza» per evitare le fughe all’Ovest.

«Finora avevamo trovato documenti con passaggi nei quali l’uso delle armi da fuoco veniva indicato come mezzo estremo. In ogni caso le guardie di frontiera avrebbero dovuto prima urlare frasi di preavvertimento», ha aggiunto il portavoce dell’Ente per gli archivi della Stasi, Andreas Schulze.

Nel documento rinvenuto ora però non vi è nulla di tutto questo. L’ordine di sparare era diretto a una unità speciale della Stasi, i cui agenti erano camuffati da normali guardie di frontiera.

A loro si ordinava di sparare sui colleghi che tentavano la fuga, anche se essi erano in compagnia di donne o bambini. Secondo alcuni ricercatori la direttiva venne emessa dalla Stasi dopo che circa 2800 soldati della Ddr tentarono la fuga insieme alle loro famiglie.

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Costruito nel 1961, furono cinquemila i tedeschi che riuscirono a scappare

«Nessuno ha intenzione di costruire un muro»: è quanto Walter Ulbricht, capo di Stato della Ddr e segretario del Partito comunista della Germania Est, dichiarò il 15 giugno del 1961: ma circa due mesi dopo, nella notte tra il 12 e il 13 agosto di 46 anni fa, la parte orientale di Berlino venne materialmente divisa da quella occidentale da un filo spinato, che nei giorni successivi diventò un vero e proprio muro.

Con il precipitare della «guerra fredda», i movimenti furono fortemente limitati e nel 1952 il confine venne chiuso: ma ciò non fu sufficiente per fermare l’emorragia umana dall’Est verso l’Ovest. Tra il 1949 e il 1961 circa 2,5 milioni di tedeschi passarono dalla Germania Est alla Germania Ovest, soprattutto professionisti e lavoratori specializzati, senza contare le numerose diserzioni nell’esercito.

Così venne costruito improvvisamente un muro, che separò bruscamente le famiglie, le amicizie e taglia la strada tra la casa e il posto di lavoro, la scuola o l’università. Tra il 1962 e il 1989 le fughe coronate da successo furono 5mila, mentre furono compresi tra un numero di 192 e 239 i cittadini della Germania Est uccisi dalle guardie nel tentativo di scavalcare la barriera. Il muro «resistette» fino al 1989.

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