Il mondo dell’occulto / Magia: la pretesa di sostituirsi a Dio

di Andrea Menegotto

Per parlare della magia occorre innanzitutto considerare le differenze sostanziali fra questo ambito e quello della religione. Come afferma Massimo Introvigne [1], questa si differenzia dalla religione in quanto l’esperienza magica più che un’esperienza del Divino è un’esperienza del potere, così, se i nuovi movimenti religiosi sono classificabili in base al grado di distacco dalla specifica visione del mondo propria della Chiesa Cattolica, il contesto della magia e dei nuovi movimenti magici è caratterizzato da una pretesa di appropriarsi e possedere con la volontà ciò che nell’esperienza religiosa può essere concepito solo come dono.

A. Definizione

Il termine magia deriva dal greco “magheia“, che significa scienza, saggezza; i “magi” erano gli antichi sacerdoti persiani. Anche il Nuovo Testamento parla di maghi e magia: i Magi che secondo il racconto di Matteo (2,1-12), si recano alla ricerca del Bambino Gesù guidati dalla stella, non sono però maghi nell’accezione moderna del termine, ma piuttosto scienziati o sapienti. Negli Atti degli Apostoli (8,9-24), si trova l’episodio di Simon Mago che, come molti altri, aderisce alla predicazione degli Apostoli e si fa battezzare.

Meravigliato per i prodigi da loro compiuti, offre del denaro per ottenere quel potere, ma Pietro risponde:”Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato di acquistare con denaro il dono di Dio” (At 8,20). Da questo episodio deriva il termine “simonia” riferito al commercio di cose sacre. Dal fatto che la magia si trova in tutti i popoli, qualcuno sostiene che essa sia la madre della religione.

Ma cristiani ed ebrei, come mostra anche la Bibbia, tracciano una netta distinzione. La Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana (CET) afferma: “La religione dice riferimento diretto a Dio e alla sua azione, tanto che non può esistere esperienza religiosa senza tale riferimento; la magia implica una visione del mondo che crede all’esistenza di forze occulte che influiscono sulla vita dell’uomo e sulle quali l’operatore ( o il fruitore ) di magia pensa di poter esercitare un controllo mediante pratiche rituali capaci di produrre automaticamente degli effetti; il ricorso alla divinità – quando c’è – è meramente funzionale, subordinato a queste forze e agli effetti voluti” [2]. Quindi la magia parte dal presupposto di voler dominare le forze occulte, è la pretesa di sostituirsi a Dio, attribuendosi un potere sovrumano su oggetti ed eventi della storia.

B. Diverse forme e aspetti della magia

Si possono individuare in particolare tre diverse forme di magia:

a. “magia imitativa“, secondo cui il simile produce il simile, ad esempio: il trafiggere gli occhi di un pupazzo accecherà la persona da esso rappresentata;

b. “magia contagiosa“, si basa sul principio del contatto fisico: per influire su una persona, il mago ha bisogno di qualcosa che le appartiene (peli, capelli, unghie, vestiti);

c. “magia incantatrice“, che attribuisce un potere particolare a formule e azioni simboliche.

Inoltre, tradizionalmente si è soliti distinguere la magia in due grossi filoni:

1. “magia bianca, riguarda due campi diversi, il primo si riferisce a effetti strabilianti ottenuti con metodi naturali, come giochi di prestigio, illusionismo…. La già citata Nota della CET ricorda che se i mezzi usati sono leciti e il fine è solo di stupire, non c’è nulla di male. Diversa valutazione per il secondo settore, dove i fini da raggiungere sono buoni (soluzione dei problemi economici, d’amore, malattie), ma perseguiti con mezzi discutibili che portano al mondo della superstizione e della truffa (talismani, filtri, amuleti….).

2. “magia nera“, ricorre a evocazioni di forze demoniache, sotto i cui influssi pensa di operare. E’ indirizzata a scopi malefici: procurare malattie, disgrazie, morte, oppure pretende di piegare gli eventi a proprio vantaggio per conseguire onori e ricchezze. Il fine ultimo di questa forma di magia è quello di trasformare gli adepti in “servi di Satana”. Rientrano in questo ambito i riti a sfondo satanico culminanti nelle “messe nere“. La distinzione, peraltro, non è priva di ambiguità: per molti maghi la loro magia è sempre “bianca” e quella dei concorrenti sempre “nera”.

In molte zone d’Italia, è diffusa l’idea della “fattura“, eseguita a danno di qualcuno. Essa viene intesa generalmente come una maledizione in grado di arrecare del male a coloro contro cui è rivolta. In questo atto non si pensa necessariamente ad un’azione di tipo demoniaco. Nonostante la forte ingenuità che la contraddistingue, è comunque da ritenersi inaccettabile dal punto di vista cristiano.

Ben più grave è il “maleficio“, che ha l’intenzione di consegnare oggetti, animali, ma soprattutto persone, al potere o comunque all’influsso del demonio. Esso assume le forme della “magia nera” ed è gravemente peccaminoso a causa dell’intenzione malvagia che lo origina e quindi al di là dei reali effetti. Per ciò che concerne la fattura e il maleficio, occorre nella valutazione un estremo equilibrio, non attribuendo sistematicamente o in maniera superstiziosa tutti i mali che possono capitare nella vita all’intenzione malvagia di qualcuno.

In effetti la caccia alle streghe dei secoli passati molte volte partiva dalla antipatia contro una data persona; oggi non dobbiamo ripetere lo stesso errore. Non si può comunque escludere in pratiche di questo genere qualche partecipazione demoniaca al gesto malefico; giova comunque ricordare che gli studi di vari specialisti, nonché vari Documenti del Magistero invitano alla prudenza per non cadere in facili e ingenue “demonizzazioni”.

Ma è ancora più importante per il cristiano non dimenticare il Lieto Messaggio che egli stesso è chiamato a portare nel mondo, cioè la certezza della vittoria di Cristo: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore“(Ap 12,10a). Cristo è il vincitore e noi siamo vittoriosi con Lui! Occorre poi considerare un aspetto che spesso caratterizza il mondo della magia: i maghi sono non raramente persone che godono di ricchezze ingenti, le quali vengono accumulate sfruttando la credulità o l’ignoranza di molte persone che a loro si affidano per risolvere problemi di ordine spirituale, materiale, fisico o psichico.

Al mago “Al Fred” i Carabinieri hanno trovato due appartamenti a Nettuno, un’automobile di grossa cilindrata, un camper ed uno yacht da mezzo miliardo, mentre il famoso mago di Arcella ha guadagnato al punto da comperarsi un mobilificio.

Bisognerà allora sviluppare da parte della Chiesa, accanto ad un’opera di informazione che conduca alla vigilanza, un’attenzione particolare verso tutti i bisogni della persona, affinché sempre meno uomini e donne cadano vittime di imbrogli che creano reali e forti situazioni di disagio economico e sociale, accanto alle possibili conseguenze a carattere spirituale (possibili disturbi demoniaci come l’ossessione, la vessazione e – nei casi più gravi – la possessione diabolica) che possono riguardare le persone che fruiscono dell’ambito della magia o dell’occultismo in genere.

C. Uno sguardo globale: classificazione e tipologie del mondo magico

Se ci sforziamo di dare uno sguardo generale al mondo della magia, ci accorgiamo che questo è senza dubbio un qualcosa di complesso, di cui fanno parte diversi ambiti, che – seguendo gli studiosi del CESNUR – possono essere suddivisi in tre distinti piani [3]:

1. il primo piano è rappresentato dalla magia popolare (folk magic), costituita da maghi, guaritori, cartomanti, indovini, cioè da tutti coloro che si qualificano come “professionisti dell’occulto” e, dietro compensi che vanno dal modesto all’astronomico, promettono guarigioni, risoluzione di problemi economici e affettivi, lanciano fatture.

Questo primo piano è a sua volta suddivisibile in due sfere distinte: quella della magia popolare delle campagne e quella della magia popolare delle città. La prima ha origini antichissime e non sembra per nulla intaccata dallo sforzo di evangelizzazione che cerca di portare al superamento delle superstizioni; la seconda è invece di origini più recenti, si concentra in particolare nei capoluoghi, si rivolge ad un pubblico piuttosto benestante, applica prezzi più alti, inoltre sia l’operatore che il fruitore sono persone generalmente più colte, se si fa eccezione per l’ambito della religione dove domina un’assoluta ignoranza anche sulle questioni più elementari.

Di fronte alla diffusione di questo tipo di magia popolare, che esercita una forte attrattiva sui ceti urbani emergenti e professionali, Mons. Casale afferma che se nell’opinione di Marx la religione era intesa come “oppio del popolo”, oggi la magia può essere considerata “l’ oppio’ di una certa borghesia” [4].

2. Il secondo piano è rappresentato dall’esoterismo [5], uno stile di pensiero che accompagna tutta la cultura occidentale a partire dagli Scritti Ermetici fino ai nostri giorni. Il termine “esoterico” viene riferito ad una dottrina che è da trasmettere segretamente all’interno di una cerchia ristretta, è l’opposto di “essoterico”, aggettivo attribuito in genere alle grandi religioni, che non presentano rivelazioni segrete ed hanno invece un carattere pubblico. Spesso la visione esoterica è anche gnostica, proclama cioè che la salvezza si ottiene attraverso la conoscenza e non come dono. L’esoterismo ha largamente influenzato la cultura occidentale: la filosofia di Hegel (1770-1831), ma anche la psicanalisi di Freud (1856-1939) e Jung (1875-1961) ne risultano ampiamente debitrici.

La tradizione esoterica continua ad esercitare un notevole fascino su molte persone particolarmente di formazione “laica” ed è stata diffusa da alcune correnti della massoneria e da alcuni opere di autori come il russo George Ivanovitch Gurdjieff (1866 o 1874-1949). Questi ha esercitato un’influenza particolare sul New Age ed ha riassunto la sua visione del mondo nell’enneagramma [6], un simbolo a nove punte che spesso viene impropriamente presentato come derivante dalla tradizione mistico-musulmana (sufi), tuttavia nessuna dimostrazione o ricerca storica appare convincente in tal senso, in quanto viene puntualmente smentita dagli storici.

L’enneagramma, che per Gurdjieff era piuttosto un simbolo generale dell’uomo e del cosmo, è utilizzato come strumento di classificazione dei “tipi psicologici” umani, grazie soprattutto all’Istituto Arica di Oscar Ichazo e alla psicologia di Claudio Naranjo ed è molto popolare anche negli ambienti cattolici americani ed italiani (grazie ad una certa stampa cattolica che lo ha ampiamente diffuso).

Questo strumento rischia di influenzare seriamente la vita delle persone che ad esso si affidano per compiere delle scelte: una volta individuati i “tipi“, infatti, il metodo psicologico e spirituale dell’enneagramma si occupa delle relazioni fra questi. Così, chi crede in questa tecnica – che nel suo procedere rivela le sue origini occulte – se è classificato come “tipo uno” cercherà di evitare di sposare una “quattro“, solo perché le conclusioni arbitrarie dell’enneagramma preannuncerebbero disastri.

Non mancano le reazioni contro l’utilizzo dell’enneagramma cattolico da parte degli studiosi: queste fanno perno sulla derivazione dello stesso ed insistono quindi sull’impossibilità di conciliare il Cattolicesimo con la tradizione esotero-occultista. Una volta riconosciuta la vera origine dell’enneagramma, però, il discorso non è ancora chiuso: si pone infatti la questione di separare la tecnica – utilizzata per leggere il carattere delle persone – dalla dottrina che, in quanto esoterica (e quindi magica), è inconciliabile con il Cristianesimo.

Tuttavia, le tecniche tratte dall’ambito esoterico sono influenzate dallo gnosticismo (abbiamo accennato alla componente gnostica dell’esoterismo); sulla difficoltà di conciliare le tecniche orientali ed anche gnostiche con il Cristianesimo si sofferma un Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 ottobre 1989, la Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana. Credo che le considerazioni svolte a proposito dell’enneagramma possano essere applicate, con opportuni adattamenti, anche ad altri casi in cui, soprattutto grazie all’influsso del New Age, si tenta di inserire elementi derivanti dalla tradizione magica in ambito cattolico.

3. Esiste, infine, un terzo piano in cui può essere suddiviso il mondo della magia. Contemporaneamente allo sviluppo dei nuovi movimenti religiosi, assistiamo alla crescita anche di nuovi movimenti magici che si collocano tra la cultura esoterica e la magia popolare. Il rapporto tra il mondo delle cartomanti e degli indovini e i loro clienti, che li consultano solamente per chiedere incantesimi, guarigioni e “profezie” in cambio di danaro, senza però essere coinvolti attivamente dalle pratiche degli addetti, appartiene ancora al primo piano, quello della magia popolare, e non va confuso con la diversa realtà dei nuovi movimenti magici. Quindi non è corretto affermare, basandosi unicamente sul numero dei clienti dei maghi a pagamento, che gli italiani aderenti ai movimenti magici sono milioni.

I nuovi movimenti magici interessano attivamente in Italia solo alcune migliaia di persone. I nuovi movimenti magici [7] si distinguono dalla magia popolare per la struttura sociologica che li caratterizza e che presuppone l’esistenza di una gerarchia, una sede, un codice di comportamento ed un insieme di credenze che accomuna gli adepti. Questi nuovi movimenti magici possono essere classificati secondo un’ottica sociologica utilizzando lo stesso sistema adottato per i nuovi movimenti religiosi, anche se i primi differiscono da questi ultimi in modo significativo data la differenza sostanziale che esiste fra religione e magia.

Il criterio di classificazione più valido è dunque quello proposto dal CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), per cui anche per i nuovi movimenti magici possiamo delineare quattro fasi.

Se per i nuovi movimenti religiosi nella prima fase si parla di rifiuto della Chiesa, secondo la formula “Cristo sì, Chiesa no”, per i nuovi movimenti magici si deve piuttosto vedere una volontà di sostituirsi alla Chiesa mediante l’affermazione “noi siamo la Chiesa“. Fanno parte di questa categoria una varietà di movimenti magici che pretendono di avere origine da iniziazioni risalenti a Mosè, a Salomone e ai Druidi e tramandate dai maestri di generazione in generazione; vantando così un’antichità, peraltro storicamente non documentata, superiore a quella della Chiesa Cattolica.

In questo contesto si collocano anche le cosiddette “massonerie di frangia“, che si situano alla periferia della tradizione massonica, ma hanno talvolta contatti con il centro. Fin dalle origini la massoneria maggioritaria è stata accompagnata da “massonerie di frangia” più interessate all’occulto, come per esempio l’ordine della “Stella Fiammeggiante” detto anche “Ordine dei Filosofi Incogniti”.

La sua influenza fu determinante, anche se transitoria, sulla evoluzione non solo delle correnti magiche, ma anche di quelle ermetiche, occultistiche, cabalistiche e rosicruciane e ne costituì l’esaltazione della componente alchemica. Questa mirava a portare l’adepto a una trasformazione dell’ “Uomo” su tre piani: fisico, animico e spirituale, per consentire ai “fratelli nella ricerca” la possibilità del ritrovamento della “Parola Perduta” [8].

I prodromi della massoneria possono essere trovati nella ricerca da parte di molti della misteriosa Fraternità dei Rosacroce, che in realtà è risultata essere un’invenzione politico-letteraria [9]. La massoneria ha origine dalle corporazioni di Liberi Muratori, cioè di costruttori quali muratori e architetti; in concomitanza della perdita dell’importanza delle corporazioni, un consistente numero di appassionati di occultismo e di alchimia (che costituirono i cosiddetti “massoni speculativi”) alla ricerca di presunti segreti, vi affluirono in gran numero, prendendo il sopravvento e cambiando così la natura originaria dell’istituzione massonica. II)

Nella seconda fase sono collocati i movimenti magici dello spiritismo, del quale ci occupiamo nel paragrafo ad esso dedicato. Essi hanno la pretesa di appropriarsi delle prerogative uniche del Cristo. Se per i nuovi movimenti religiosi nella seconda fase si nega Cristo, qui invece si afferma: “‘noi siamo il Cristo’, in quanto come lui esercitiamo poteri sugli spiriti, sulle malattie e abbiamo il potere della profezia sugli avvenimenti futuri”. Il New Age ha contribuito in maniera determinante al risveglio delle attività spiritiche, pretendendo di dar loro addirittura una giustificazione scientifica [10]. III)

La terza fase riguarda l’occultismo propriamente detto, dove si praticano vere e proprie cerimonie magiche (magia cerimoniale) finalizzate all’ottenimento di una serie articolata di poteri. Se la formula usata per i nuovi movimenti religiosi in questa fase è “religione sì, Dio no”, qui invece vi è la pretesa dell’affermazione “noi siamo Dio!“. La dottrina che accomuna i gruppi rientranti in questa fase – che è tenuta per lo più segreta ai molti e viene rivelata solo nei gradi più elevati – presuppone un insieme di credenze di tipo gnostico, secondo cui l’uomo, che ha in sé una “scintilla divina”, è caduto da uno stato divino e spirituale in uno stato materiale da cui deve essere liberato e riportato alle condizioni originarie. Una influenza basilare sulla formazione di questi concetti l’ebbe Cagliostro, che contribuì anche a codificare diversi metodi e tecniche magiche atte ad ottenere i “poteri magici”.

Cagliostro (1743?-1795), il cui vero nome era con ogni probabilità Giuseppe Balsamo, è una delle grandi figure dell’occultismo nel Settecento [11]. Lasciata l’Inghilterra nel 1777, dove era stato iniziato alla massoneria, soggiornò intorno al 1783 a Napoli e Lione. Legata a queste due città è la fondazione di un rito massonico, l’ “Alta Massoneria Egiziana”. In seguito percorse l’Europa esercitando le sue doti di guaritore e aprendo logge massoniche in varie città. Cagliostro è celebre, oltre che per le sue doti magiche, anche per la prigionia (dal 1791) nella Rocca di San Leo; la condanna a morte, conseguenza della denuncia al Sant’Uffizio, per cui finì per testimoniare anche la moglie Lorenza, era infatti stata commutata nella pena del carcere a vita.

Sulla prigionia si sviluppano varie leggende, fra cui quella che vorrebbe Cagliostro fuggito negli USA dove condurrebbe un’esistenza immortale. L’impadronirsi del potere stesso di Dio, comandando agli spiriti, demoni e angeli, conseguendo così l’immortalità e appropriandosi di tutti i requisiti di Dio stesso riprende nella sostanza le parole con cui il serpente (tentatore) nel racconto biblico di Genesi 3 si rivolge ai progenitori conducendoli al peccato originale: “…diventereste come Dio” (Gn 3,5). IV)

Nella quarta fase, infine, si collocano i movimenti del satanismo, dove confluiscono comunque anche vari elementi di magia cerimoniale, tipici della terza fase. I movimenti satanisti nascono dalla delusione per non aver potuto ottenere, nonostante gli sforzi di cui alla terza fase, le capacità e i poteri di Dio. Da qui la negazione di Dio e l’adorazione del suo avversario, il diavolo.

D. Alcune considerazioni

La Bibbia con frequenza prende posizione contro la magia, le diverse forme di occultismo e contro tutto ciò che rende a Satana un culto diretto o indiretto. La lettura dell’occultismo fornita dalla Parola di Dio è la base su cui si regge il giudizio della Chiesa in proposito. Essa, già a partire dalla Didachè (o Dottrina dei dodici apostoli, il più antico manuale conosciuto per l’insegnamento cristiano, vicino all’epoca apostolica) [12], si è sempre espressa giudicando in maniera assolutamente negativa le pratiche magiche.

Abbiamo già considerato la valutazione data dalla Nota Pastorale della CET ad alcune forme di magia. I giudizi che la Chiesa ha espresso durante i secoli [13] sono oggi ben riassunti al n. 2117 del Catechismo della Chiesa Cattolica, che nella sua parte finale accenna anche all’ambito delle “pratiche mediche dette tradizionali”. Spesso le varie “pratiche terapeutiche alternative” (dette più semplicemente “medicine alternative“) sono caratterizzate o traggono origine da teorie di tipo magico o comunque inconciliabili con il Cristianesimo.

“Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole.

Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento delle credulità altrui”. Infine, cercando di dare una valutazione globale del vasto e articolato mondo magico, non si può dimenticare il fatto che la magia e le altre pratiche occulte nel loro complesso rappresentano un grave pericolo per la psiche e per lo spirito: l’esperienza di molti esorcisti, che trova conferme da parte di vari studiosi, porta a ritenere l’occultismo una buona “porta d’entrata” per possibili problemi di ossessione, vessazione o possessione diabolica.

Anche Mons. Giuseppe Casale afferma: “E’ possibile che la pratica incauta della magia o dell’occultismo apra la strada alla possessione diabolica….” [14]. Di fronte alla realtà contemporanea, fortemente intrisa di magia e di credenze che allontanano l’uomo dalla Verità di Cristo, ognuno di noi è chiamato a realizzare la grande opera della Nuova Evangelizzazione per la ricostruzione di una civiltà cristiana, che riconosca Gesù come unica “Via, Verità e Vita” (cfr. Gv 14,6) di ogni uomo. “Una voce grida…!” n. 5; ampiamente anticipato, con il titolo redazionale “Nessuno può sostituirsi a Dio” in “Rinnovamento nello Spirito Santo” . Organo ufficiale del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, n. 91997.

NOTE  

[1] Massimo Introvigne, La questione della nuova religiosità. In appendice la relazione generale al Concistoro straordinario del 1991 del card. Francis Arinze, Cristianità, Piacenza 1993, p. 39.
[2] Conferenza Episcopale Toscana, A proposito di magia e di demonologia. Nota Pastorale (1541994), in “Rinnovamento nello Spirito Santo” n. 10-11-121994 e Ed. Coop. Firenze 2000, Firenze 1994.
[3].Cfr. per questo punto e per la classificazione degli ambienti e dei nuovi movimenti magici: M. Introvigne, La sfida magica, Ancora, Milano 1995, in particolare: pp. 61-101, “Il ritorno della magia, una ‘sacra’ rappresentazione: lo scenario, gli attori, la trama”, in CESNUR (a cura di M. Introvigne), Il ritorno della magia, Effedieffe, Milano 1992, pp. 13-34 e, ancora dello stesso autore, La questione della nuova religiosità, cit., pp. 27-30. Inoltre: cfr. Mons. G. Casale, Nuova religiosità e nuova evangelizzazione. Lettera Pastorale, Piemme, Casale Monferrato (Al) 1993., pp. 19-28.
[4]. Mons. G. Casale, Doc. cit., p. 47 e, dello stesso autore, “I cattolici e la sfida dei nuovi movimenti magici”, in CESNUR (a cura di M. Introvigne), Il ritorno della magia, cit., p. 144.
[5].Sull’esoterismo: cfr. la parte IV, “Fuori dal tempo? Il ritorno dell’esoterismo”, in M. Introvigne, Il sacro postmoderno. Chiesa , relativismo e nuova religiosità, Gribaudi, Milano 1996, pp. 255-312.
[6].Su Gurdjieff: cfr. M. Introvigne, Storia del New Age. 1962-1992, Cristianità, Piacenza 1994, pp. 48-50. Sull’enneagramma: cfr. M. Introvigne, La sfida magica, cit., pp. 67-69 ed anche il volume precedentemente citato, che tratta l’argomento in varie pagine.
[7].Per maggiori dettagli e per un inventario dei nuovi movimenti magici: cfr. M. Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, SugarCo, Carnago (Va) 1990.
[8].Cfr. Barone Henri Theodor Tschudy (traduzione di E. Alvi), Il catechismo ermetico-massonico della “Stella Fiammeggiante”, Atanor, Roma 1984.
[9].Cfr. M. Introvigne, La sfida magica, cit., pp. 90-93.
[10].Sullo spiritismo nel New Age: cfr. M. Introvigne, Storia del New Age, cit., pp. 46-47.
[11].Su Cagliostro: cfr. Il capitolo “Arcana Arcanorum: l’ombra di Cagliostro”, in M. Introvigne, La sfida magica, cit., pp. 105-133 e, per una biografia sintetica: Giuseppe Maggioni, Nuovi movimenti religiosi magici, Centro Ambrosiano, Milano 1995, pp. 33-34.
[12].Cfr. Didachè 1,5.
[13].Per una sintesi su questi giudizi: cfr. la Nota della Conferenza Episcopale Toscana, cit.
[14].Mons. G. Casale, Doc. cit., pp. 27-28.

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