Marcelin Champagnat

“cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi”

[Didaché IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].

Marcellin_Champagnat

di Rino Cammilleri

Marcelin-Joseph-Benoît Champagnat nacque a due mesi dallo scoppio della Rivoluzione francese a Rosey, nella Loira, ottavo e ultimo figlio di un mugnaio convertito alle nuove idee. Quest’ultimo, che aveva anche ricoperto incarichi politici a livello locale per conto del nuovo regime, naturalmente quando il figlio decise di entrare in seminario a Lione lo sconsigliò vivamente.

Ma quella rivoluzione aveva inventato anche il conflitto generazionale e il giovane Champagnat fece di testa sua. In quel seminario Marcelin ebbe come compagni Jean Vianney (il futuro Curato d’Ars) e Jean-Claude Colin (poi fondatore dei Maristi). Nel 1816 i tre giovani sacerdoti si consacrarono alla Madonna e lo Champagnat, divenuto viceparroco, si mise in testa di aggiungere ai Padri Maristi del Colin (di cui ormai faceva parte) i laici Fratelli Maristi, dediti all’istruzione primaria specialmente nelle campagne.

Alla Restaurazione l’opera si rivelò così egregia da far richiedere quei congregati a molti comuni francesi. Nel 1836 la Santa Sede riconobbe ufficialmente la nuova congregazione e le affidò le missioni in Oceania. Diversi furono i sacerdoti che si resero conto dello sfacelo lasciato dalla Rivoluzione e dalle successive follie napoleoniche.

Soprattutto, vent’anni di ghigliottine e guerre ideologiche avevano fatto tabula rasa nei cervelli. Perciò in parecchi si consacrarono all’istruzione (come i contemporanei Marianisti, per esempio). Lo Champagnat morì nel 1840. Nel 1903 le leggi anticlericali costrinsero i Fratelli a chiudere i loro collegi francesi e a portare la casa-madre in Italia.

Il Giornale 6 giugno 2005