Sperimentare l’occulto equivale a perdersi

seduta_spiriticaPubblicato su Nuovo Dialogo
28 ottobre 1994

LA TESTIMONIANZA

DELLA DOTT.ANNA VEGGENTI

Vivo intresse ha suscitato l’intervento della dott.Anna Maria veggenti, psicoterapeuta, che riproponiamo in sintesi

Intendo inquadrare il mio intervento sul tema dello spiritismo da due diverse prospettive: la prima è la descrizione dell’esperienza vissuta da me direttamente; la seconda è il tentativo di arrivare a considerazioni teoriche agganciate alla visione cristiana del problema.

La scelta di partire dall’esperienza deriva dalla constatazione che quello che attrae una quantità enorme di persone (troppe!) verso lo spiritismo e le altre forme di occultismo è prevalentemente l’impatto esperenziale ed emotivo. Ed è improbabile riuscire a convincere sulla pericolosità di queste pratiche limitandosi ad argomentazioni “scientifiche” o filosofiche.

Negli anni ’79-81 mi sono addentrata in pratiche occulte, percorrendo una escalation partita dalla parapsicologia, attraverso cartomanzia ed altre forme di divinazione, e sfociata nello spiritismo, prima ricorrendo a sedute con le lettere dell’alfabeto e un bicchierino, poi con l’intervento di una medium scrivente. Quello che mi spingeva era il desiderio di ricercare delle spiegazioni sugli aspetti ella vita a cui gli studi psicologici, che avevo fatto, non riuscivano più a darmi risposte convincenti.

In modo particolare quello che mi angosciava era la realtà della malattia mentale, che quotidianamente vivevo nell’ambio della professionale. Quindi la motivazione era di ricercare oltre la scienza, nella speranza di raggiungere una verità più profonda e misteriosa su me stessa, sul senso della vita, sulla realtà dell’uomo. In quel periodo ero atea e materialista, quindi la prima scontra fu costatare che “qualcuno” stava rispondendo. Era da escludere fosse frutto di suggestione mentale, o di qualche magnetismo. Queste prime esperienze furono ancor più confermate dalla scrittura automatica.

Avevo conosciuto una giovanissima adepta dello spiritismo, dall’aria innocua e dotata di forti poteri medianici. Era in grado di praticare scrittura automatica entrando in stato di trance . La sua coscienza si ritirava, ed attraverso la sua voce cominciava a parlare un’entità che si autodefiniva Stella. Fin dalle prime battute Stella seppe catturare con grande abilità tutta la mia attenzione. Prometteva spiegazioni sui problemi delle malattie mentali e mi assicurava aiuto, insieme a doti particolari che avrei potuto utilizzare per rafforzare me stessa ed aiutare gli altri.

Inizialmente non potevo trattenere l’euforia; mi sentivo una privilegiata, credevo di avere trovato una straordinaria fonte di sapere… Ma, mentre io cercavo di dirigere i discorsi in una direzione, Stella li potava da tutt’altra parte. Così qualcosa ha cominciato a non quadrare più. Mi si promettevano nuove capacità di pensiero, e la mia mente sperimentava un graduale aumento dell’oppressione. Mi si parlava di amore e io stavo diventando sempre più irascibile ed insofferente. Iniziò a crescere in me il senso di panico e la paura, mano a mano che realizzavo che Stella stava mentendo: non stava affatto tentando di aiutarmi, ma di distruggermi.

Perché? Perché mentre cercavo la Verità mi stavo imbattendo in una menzogna? Una menzogna personificata in un essere spirituale intelligente, che dialogava con me… ma che poteva a anche condizionarmi se ora cominciavo a sentirmi così male. Oggi posso dire che la verità non può manifestarsi attraverso l’occultismo, perché ne è per sua natura contrario. Dio che è Verità ha ripetutamente e con accoratezza messo in guardia gli uomini dal praticare la divinazione, evocazione degli spiriti, magie e sortilegi di ogni sorta (io ho trovato 35 citazioni dalla Parola di Dio in cui si fa riferimento a queste pratiche, al comando di Dio di non praticarle e alle conseguenze).

Dal punto di vista cristiano sappiamo dell’esperienza del mondo spirituale. S Paolo esplicitamente dice che la “nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”. (Ef.6) Il catechismo della Chiesa cattolica ai capitoli V e VII parla della realtà di angeli e demoni. Avevo scoperto l’esistenza del soprannaturale e la reale pericolosità di esseri spirituali da cui però non sapevo difendermi.

Chi poteva aiutarmi? Ebbi il coraggio di sospendere ogni contatto con la “medium” che reagì con minacce molto concrete. Allontanai da me ogni persona collegata a quel mondo e cominciai a distruggere libri, appunti, registrazioni. Ma la mia decisione di fermarmi e troncare fece precipitare la situazione. Si scatenò in me una terribile guerra spirituale, che aggravò molto il mio malessere. Stavo sperimentando quello che in psichiatria iene definito “senso di estraneità”: sentirsi avvolti da una coltre invisibile che crea una barriera, una separazione tra sé e il mondo circostante, che appare estraneo e lontano.

Avvertivo anche un blocco della capacità di concentrazione, un fermo nell’apprendimento e di ogni produzione creativa ed immaginativa. Ho capito in seguito che, prima di andare ancora avanti, avrei dovuto risistemare tutto il materiale interiore precedente. Se si trattava di una battaglia contro forze spirituali del male avrei dovuto cercarmi una forza spirituale superiore a loro. Poteva essere che il rimedio che stavo cercando fosse proprio quel Dio a cui avevo dato così scarsa importanza nella mia vita? Un laico, senza girare tanto intorno, mi presentò il rimedio. Mi parlò di Gesù, spiegandomi il significato della salvezza da Lui operata.

Lui era Colui che aveva vinto con la Sua morte e Resurrezione il potere del maligno e di ogni altra forza del male. Lui era la potenza spirituale che io stavo cercando . per me Gesù davvero era il Salvatore. Cerchiamo ora di passare d un livello più teorico: quali sono le motivazioni che spingono le persone verso le pratiche di occultismo:

1) ricerca interiore o esistenziale

2) ricerca di potere: intellettuale (gnosi), personale (ricerca di poteri occulti), materiale (utilizzazione dei poteri occulti per arricchirsi, per dominare sugli altri

3) evocazione degli spiriti nell’illusione di mantenere un contatto nell’al di là con una persona cara deceduta. Quindi rifiuto della morte, rifiuto della perdita, rifiuto del lutto

Per quanto riguarda invece gli effetti dello spiritismo, ripeto che non tutte le persone che lo praticano manifestano poi in seguito disturbi psichici. Bisogna allora fare un discernimento ed una diagnosi che è al tempo stesso psichiatrica e spirituale.

I sintomi che mi è capitato di ritrovare sono gli stessi della comune nosografia psichiatrica: insonnia persistente e resistente alla terapia farmacologia, crisi di angoscia profonda, con collegata sintomatologia fisica (sudorazione fredda, tachicardia, tremori, ecc.), indebolimento del controllo delle emozioni. Scoppi improvvisi di irascibilità e violenza , sproporzionati e incontrollabili, in persone prima miti ed equilibrate, impulso subdolo e persistente al suicidio (specifico dello spiritismo).

Improvvisi atteggiamenti di disordine morale: attrazione per il gioco, l’adulterio, comparsa di disordini sessuali. Tendenza all’alcolismo ed all’assunzione di droghe, sopratutto nei giovani, spesso con comparsa di atteggiamenti violenti e delinquenziali o fortemente trasgressivi.

A volte spunti deliranti: alterata percezione ed interpretazione della realtà; deliri persecutori o di gelosia. Forme allucinatorie, sensazioni di voci interiori o esteriori, allucinazioni olfattive o tattili. Stati depressivi, anche gravi, stati di affaticabilità.

A volte il disturbo si allarga ai membri della famiglia , con scoppi di litigi e discussioni violente in ambienti fino a poco prima normali.

Veniamo ora al trattamento. Un intervento efficace deve tener presente che i livelli coinvolti sono due: il livello psichico e il livello spirituale. E’ necessaria una terapia psico-spirituale e il rimedio può essere solo di questo tipo: può essere necessario un trattamento farmacologico d’appoggio, ed a volte può essere necessario anche un ricovero psichiatrico; è sempre consigliabile un intervento di psicoterapia, per ricostruire una sicurezza ed una integrità interiore, per rafforzare il proprio io e riacquistare la propria identità.

E’ inoltre indispensabile inquadrare le motivazioni personali che hanno spinto al contatto con l’occulto. Ma tutto questo non basta: una malattia spirituale deve necessariamente trovare un rimedio spirituale. Quindi la collaborazione di un sacerdote che affronti il problema con i mezzi ordinari e straordinari della fede. Sono consapevole che forse non tutti i presenti possono condividere queste mie affermazioni. Ma sono convinta che occorra parlare con molta chiarezza, sempre nella libertà di coscienza di ognuno e nel rispetto reciproco

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