di Andrea MenegottoDall’estate del 1994, con una serie di interventi – tenuti in occasione di diversi convegni internazionali – di uno dei più noti specialisti di nuova religiosità, J. Gordon Melton, si è incominciato a parlare della “fine” del New Age (1). Se questo fenomeno avesse una struttura definita come molti nuovi movimenti religiosi (ad esempio i Mormoni o i Testimoni di Geova), la “fine” non potrebbe avvenire in silenzio, occorrerebbe un atto formale di scioglimento o comunque dovrebbe accadere qualche avvenimento che in maniera evidente faccia intravedere questa fine. In realtà, invece, il New Age è un metanetwork, cioè una rete fluida di gruppi che si ritrovano intorno ad alcune idee comuni e non un’organizzazione gerarchica e strutturata; dunque, bisogna essere buoni e attenti osservatori per poter leggere i segni di questa “fine”.

Cristianità n. 236 (1994)
da il Domenicale, anno 2, numero 21
Pubblicato su Discussioni Nuove, 

Articolo pubblicato su Cristianità n. 235 (1994)



