Avvenire 27 settembre 2012
di Ilaria Nava
A pochi mesi dalla sentenza sulla legge austriaca sull’eterologa, la Corte europea dei diritti dell’uomo – come noto – è tornata a pronunciarsi su temi bioetica, questa volta su un caso italiano. La sentenza Costa-Pavan è stata emessa il 28 agosto e riguarda una coppia che, pur non essendo sterile, vorrebbe ricorrere alla fecondazione artificiale. L’obiettivo è poter sottopone gli embrioni creati in vitro alla diagnosi preimpianto, evitando dì far sviluppare quelli malati e quindi dì avere un figlio col grave difetto genetico di cui sono portatori sani.
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