Dopo la sconfitta in Iraq e Siria, l’IS alla conquista dell’Africa

Aleteia 17 Luglio 2018

La presenza jihadista nel Sahel, una minaccia che non va presa alla leggera

 Paul De Maeyer 

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Nessuna azione sociale senza dottrina. Non è possibile “costruire la città nuova sulle nuvole”.

Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

Newsletter n.904 del 12 Luglio 2018

di Silvio Brachetta

C’è una tendenza, in politica, ad imporsi con proclami forti e infuocati, del tutto separati da un apparato teorico debole di fondo, che si manifesta con parole, alla fine, del tutto innocue. Al contrario – scrive mons. Giampaolo Crepaldi in un suo libro [1] – è necessario che vi sia qualcosa «a fondamento della politica» e che si fondi su «finalità che vanno oltre la politica». I «principi non negoziabili», ad esempio, hanno proprio questo «scopo, prepolitico e metapolitico». Sembra dunque opportuno una preparazione propedeutica di contenuti, per nulla contrastante con la successiva ed energica pratica competitiva tra partiti.

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Se i pastori “escono” senza Gesù diventano pecore (2)

La Nuova Bussola quotidiana 10 Luglio 2018

«Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non possiede Dio» (2Gv 9). In sintesi: sì uscire nelle periferie, ma rimanere in Gesù, nella sua parola, amore e dottrina. Perché l’idea di “avere l’odore delle pecore” non si trova nel Vangelo, che dice ai pastori di essere «modelli del gregge» e quindi alle pecore di avere l’odore dei pastori.

di Riccardo Barile

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In libreria “Chiesa gnostica e secolarizzazione” di Stefano Fontana

Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

Newsletter n.902 del 6 Luglio 2018

L’eresia gnostica: il più pericoloso e insidioso nemico della fede cattolica

(a cura di Virna Balanzin)
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Il socialismo del XXI secolo

John Maynard Keynes

Istituto Bruno Leoni. Focus 10 ottobre 2015

 Il ritorno del “keynesismo idraulico”?

di Eugenio Somaini (*)

Gira e rigira le posizioni di quanti si oppongono alle politiche di rigore finanziario e/o a riforme di stampo liberale ruotano intorno ai seguenti punti: la spesa pubblica non deve essere tagliata, ma piuttosto aumentata e riqualificata, concentrandola sugli investimenti in infrastrutture, sulla ricerca e sul sostegno alle fasce più bisognose e alle aree più arretrate; l’osservanza di vincoli di bilancio è da evitare in una fase di recessione in quanto pro-ciclica, ma nel più lungo periodo può essere resa compatibile con un sensibile aumento della spesa pubblica grazie agli effetti espansivi che la stessa avrebbe sul reddito (e quindi anche sul gettito fiscale), soprattutto quando il prelievo si concentri sulle fasce di reddito più elevate; le misure di liberalizzazione, in particolare quelle riguardanti i rapporti di lavoro, non danno alcun contributo al superamento della crisi, ma piuttosto ne aggravano le conseguenze sociali e rappresentano comunque un attentato a diritti fondamentali.

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La sinistra è riuscita ad asfissiarsi da sola

Italia Oggi Numero 156 del 4 Luglio 2018

Le masse divennero radicali. E chi guidava il processo, più di Marx, erano Freud e Reich. Fu Augusto Del Noce a capirlo per primo fin dagli anni 70

di Gianfranco Morra

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Gli oppiacei diventano una delle prime causa di mortalità negli USA

Aleteia 10 Luglio 2018

Decedute nel 2016 42.249 persone in seguito ad un’overdose di oppioidi (cioè quasi 116 al giorno e quasi 5 ogni ora).

Paul De Maeyer

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Crociate e inquisizione

Centro culturale “Amici del Timone” Staggia Senese 13 Aprile 2018

Conferenza tenuta da Rino Cammilleri

(trascrizione della conversazione tenuta “a braccio”, rivista dall’autore)

Il titolo di questa sera è abbastanza azzeccato, nel senso che, se ci pensiamo un attimo, la Chiesa ha sempre avuto due nemici: uno interno e uno esterno, spesso in contemporanea. Quello interno sono le eresie, comunque esse si chiamino; quello esterno, dal VII secolo in poi, è sempre e solo uno: l’Islam.

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La Chiesa è sparita

Il Tempo 15 giugno 2018

di Marcello Veneziani

Ma in questo frangente, la Chiesa dove si è finita, perché tace? No, non mi sto riferendo alla questione dei migranti e degli sbarchi, del governo gialloverde e del plenipotenziario Salvini. E non sto certo dicendo dopo cinque anni di protagonismo mediatico di Papa Bergoglio, che la Chiesa sia troppo taciturna. Altro che. Mi sto riferendo a una questione più importante, cruciale per il mondo, per l’occidente, per l’Europa e soprattutto per l’Italia.

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