Per il pane e per la libertà (cronologia)

Cseo Documentazione
(rivista mensile del Centro Studi Europa Orientale)
n.152/153 luglio-settembre 1980
La Terza Insurrezione Polacca
Solidarnosc_1980
Tra l’I e il 30 luglio sono almeno cento le aziende che entrano in sciopero in tutta la Polonia. In agosto diventano parecchie centinaia, collegate tra loro nei Comitati Interaziendali di sciopero (MKS) a Danzica, Stettino, Katowice, Varsavia. L’intero paese è in rivolta. Una rivolta incruenta, ma estremamente decisa e consapevole dei valori in gioco. Dopo quelle del 1831 e del 1863, questa è la Terza Insurrezione per l’indipendenza. I nemici sono gli stessi di allora. Questa volta sarà la vittoria? Ecco la cronaca dei 60 giorni che hanno cambiato la Polonia.

Calendario degli scioperi 

100 AZIENDE IN LUGLIO, 500 IN AGOSTO, POI IL POTERE CEDE

Giorno per giorno la cronaca della lotta della Nazione per il riconoscimento di diritti umani e civili fondamentali, combattuta nelle fabbriche e nei cantieri di tutta la Polonia.

1 luglio – martedì

Prime reazioni di malcontento in seguito all’aumento del 70% del prezzo della carne. Alcuni reparti delle Officine Meccaniche «Ursus» presso Varsavia sospendono il secondo turno di lavoro.

2 luglio – mercoledì

Sciopero per l’intera giornata alle Officine «Ursus». A Tczew, nella fabbrica «Polmo» che produce parti di auto e che da lavoro a circa 3.500 operai, scendono in sciopero le maestranze del I e II turno. Si rivendica un aumento dei salari che compensi l’aumento dei prezzi. Alla fabbrica di elicotteri (WSK) di Mielec (20.000 operai) la maggioranza dei reparti scende in sciopero. Nelle industrie siderurgiche di Varsavia, scioperano al II turno l’acciaieria W-35 e il laminatoio W-45; altri reparti scendono in sciopero al III turno. All’impresa di costruzioni di Rzeszów, in seguito agli scioperi, vengono diminuiti i prezzi alla mensa.

3 luglio – giovedì

Al cantiere di Danzica alcune decine di persone scioperano dalle 7.00 alle 10.00. Chiedono l’aumento dei salari. Nuova serie di scioperi alle officine «Ursus». Commissioni operaie vengono elette nello stabilimento per le riparazioni elettriche, in quello di montaggio di motori e in quello dei telai.

Termina lo sciopero in alcuni reparti delle Officine «Ursus», nelle filiali di Ostrów Wielkopolski e di Wloclawek. Si ottiene l’aumento dei salari. Sciopero nello stabilimento «Fomet» di Poznan. Preannunciano uno sciopero gli operai dell’azienda tranviaria di Varsavia. Sciopero in un reparto della Fabbrica di cinescopi a Piaseczno, nei dintorni di Varsavia. Sciopero al laminatoio di Srem (filiale degli stabilimenti Cegielski di Poznan). A Zyrardów sciopero negli stabilimenti di riparazione macchine utensili «Fonar – Repo» e negli stabilimenti «Polmos».

4 luglio – venerdì

Scendono in sciopero: reparti delle Officine «Ursus», l’impresa di costruzioni (TPBO) di Tarnów.

8 luglio – martedì

Scendono in sciopero gli stabilimenti tessili di Zyrardów; gli operai chiedono, tra l’altro, aumento dei salari, migliori condizioni sociali e l’impegno scritto da parte della direzione che nessuno subirà repressioni per aver partecipato allo sciopero. Scendono in sciopero a Varsavia gli stabilimenti R. Luxemburg dove si fabbricano lampade. Il ministro dell’industria meccanica, Kopec, si reca alla fabbrica di elicotteri (WSK) di Swidnik, ma il personale si rifiuta di parlare con lui. Sciopero agli stabilimenti per la lavorazione della carne di Grudziadz.

9 luglio – mercoledì

Sciopero a Zyrardów negli stabilimenti tessili (ZTT). Si chiede che venga accolto un pacchetto di circa 30 richieste tra cui aumento dei salari pari a 1000 zloti, introduzione del premio di anzianità, controllo dei salari degli operai che subiscono una continua diminuzione, intervento di esperti della Camera suprema di controllo che esaminino i materiali e i profitti, miglioramenti nell’approvvigionamento dei generi alimentari. Sciopero di due ore agli stabilimenti per la lavorazione della carne a Grudziadz: si chiede la revoca dell’aumento dei prezzi della carne. Alle 10.00 si astiene dal lavoro il reparto lampade elettroniche degli stabilimenti R. Luxemburg di Varsavia: si chiede un aumento dei salari. Sciopero alla fabbrica di elicotteri (WSK) di Swidnik: la richiesta è di un aumento dei salari. Continua lo sciopero agli stabilimenti tessili di Zyrardów.

10 luglio – giovedì

Continua lo sciopero agli stabilimenti tessili di Zyrardów. Sciopero alla fabbrica di auto (FSO) di Zeran (Varsavia). Scendono in sciopero nuovi reparti degli stabilimenti R. Luxemburg. Sciopero in due reparti della fabbrica di camion di Lublino. Sciopero alla Betoniera n. 1 di Myszków, sciopero del primo turno alla fabbrica di contenitori «Swiatowid» di Myszków. Viene preannunciato uno sciopero agli stabilimenti di produzione di apparecchi per telecomunicazione di Varsavia.

11 luglio – venerdì

Continua lo sciopero alla fabbrica di auto (FSO) di Varsavia. Sciopero alla «Agromet» di Lublino che produce macchine agricole. Sciopero al reparto lampade fluorescenti della R. Luxemburg di Varsavia; a Lublino scioperano gli stabilimenti Buczek, quelli di riparazione delle automobili, la fabbrica di camion. Viene eletto un Comitato di sciopero: si chiedono aumenti di stipendio, migliori approvvigionamenti, assegni familiari pari a quelli corrisposti ai membri della Milizia Popolare. Sciopero nella fabbrica di macchine agricole «Agromet» di Lublino e negli stabilimenti «Ema – Apator» di Torun.

12 luglio – sabato

Fine dello sciopero alla fabbrica di elicotteri (WSK) di Swidnik. Le maestranze ottengono un aumento del 15%. A Lublino permane lo stato di agitazione negli stabilimenti per la lavorazione della carne, nella fabbrica di camion, nei calzaturifici Buczek, nella fabbrica Wag.

14 luglio – lunedì

A Lublino, le maestranze della MPK (autobus e filobus) chiedono un aumento di stipendio da 600 a 1000 zloti. La direzione promette di dare una risposta il 23 luglio. I lavoratori minacciano lo sciopero. Si conclude lo sciopero alla fabbrica di camion (FSC) di Lublino. Le maestranze ottengono un aumento di stipendio di 1000 zloti. Il ministro dell’industria meccanica garantisce l’incolumità agli scioperanti. Si conclude lo sciopero iniziato giovedì 10 luglio al reparto betoniera n. 1 di Myszków. Gli scioperanti ottengono un aumento che oscilla fra i 900 e i 1000 zloti a testa. Ultimo giorno di sciopero agli stabilimenti di Zyrardów. Hanno scioperato: la tessitura «Stella», la fabbrica di confezioni «Poldres», gli stabilimenti per la tessitura del lino, gli stabilimenti tessili (ZTT), gli stabilimenti di riparazione delle macchine utensili «Renar -Remo», le concerie «Syrena», le distillerie «Polmos», la «Bawehiianka», la fabbrica di pannelli. Vengono concessi aumenti di stipendio che si aggirano intorno ai 1000 zloti. Fine dello sciopero negli stabilimenti di Lublino: alla fabbrica Wag, agli stabilimenti di riparazione auto (ZRS), ai calzaturifici, alla fabbrica di macchine agricole «Agromet». Le maestranze ritornano al lavoro. Uno sciopero di sette ore all’Elektromontaz di Lódz ottiene una riduzione del 30% delle norme di produzione.

15 luglio – martedì

Inizia lo sciopero alla stazione ferroviaria di Lublino. I lavoratori chiedono aumenti di stipendi di 1300 zloti, nuove elezioni per il Consiglio dell’azienda, assegni familiari pari a quelli percepiti dai membri della Milizia Popolare, sabato libero come in tutti i settori dell’economia, generale miglioramento delle forniture alimentari, approvvigionamenti alimentari particolari nell’azienda, anticipo a 55 anni per i macchinisti dell’età del pensionamento, divieto di ingresso nell’azienda durante lo sciopero ai membri della Milizia Popolare e della Polizia, garanzie scritte di incolumità per gli scioperanti. In seguito allo sciopero iniziato il 12 luglio, le maestranze degli stabilimenti «Wawel» di Varsavia ottengono aumenti fra i 500 e i 1000 zloti, l’equiparazione degli stipendi, la garanzia che saranno esaminate le richieste di avanzamento e la promessa di forniture alimentari. A Lublino entrano in sciopero: vari cantieri, l’impresa di costruzioni, l’impresa del commercio interno, l’impresa dei lavori di ingegneria. Al mattino entra in sciopero l’impresa di costruzioni industriali le cui maestranze eleggono un comitato di sciopero e chiedono l’equiparazione degli assegni familiari a quelli percepiti dalla Milizia Popolare, aumenti di stipendio di 5 zloti l’ora, soppressione dei negozi commerciali (spacci «Pewex» dove si vendono prodotti difficilmente reperibili sul mercato a prezzi maggiorati e solo pagando in valuta straniera, n.d.t.), equa distribuzione degli alloggi, garanzie scritte di incolumità per gli scioperanti.

16 luglio – mercoledì

Lo sciopero dei ferrovieri iniziato al reparto locomozione si allarga all’intero nodo ferroviario di Lublino. I treni vengono bloccati. Gli scioperanti eleggono un comitato di sciopero unitario per l’intero nodo ferroviario. Sciopero generale nelle aziende di Lublino. In sostanza scioperano tutti gli stabilimenti, ad eccezione di quelli che hanno già visto accolte le loro richieste. Sappiamo che sono in sciopero i seguenti stabilimenti: centrale del latte, panifici, mulino n. 5, forni elettrici, stabilimento riparazioni elettriche, «Polfa», «Transbud», «Cefarm» (magazzini di medicinali e trasporto), impresa di costruzioni industriali, impresa di costruzioni, impresa dei lavori di ingegneria, cooperativa dei ciechi, personale paramedico dell’ospedale Biernacki. Fra le 6.00 e le 8.00, sciopero di avvertimento dell’autoparco dei mezzi addetti al trasporto sanitario nel voivodato. A causa dello sciopero nei trasporti delle derrate alimentari, scarseggiano i generi alimentari nei negozi. Vengono riforniti di latte solo ospedali e asili. Il trasporto del pane viene affidato ai militari. Si calcola che i lavoratori in sciopero nel voivodato di Lublino siano circa 80.000. Sciopero di alcune ore negli stabilimenti per la lavorazione della carne a Zeran (Varsavia).

17 luglio – giovedì

Un gruppo di macchinisti giunge a Lublino da Siedlce per interrompere lo sciopero. Dopo un appello del Comitato di sciopero, ritornano indietro. Alla riunione fra tutte le maestranze del nodo ferroviario e la direzione, il comitato di sciopero presenta le richieste dei ferrovieri. Alla direzione si trova in pianta stabile il viceministro delle comunicazioni che però non interviene all’incontro. Sciopero dei capomastri alla «Unitra – Omig» in via Czernakowski a Varsavia. Chiedono 500 zloti in più di stipendio. A Varsavia, le maestranze della tipografia dell’«Expres Wieczorny» e del «Przeglad Spor-towy» in Aleja Jerozolimskie chiedono un aumento di 1000 zloti e minacciano uno sciopero per venerdì. Comincia lo sciopero al reparto attrezzatura dell’industria siderurgica di Stalowa Wola. Comincia lo sciopero a Krasnik. Si astengono dal lavoro: i panifici, i trasporti automobilistici di stato (PKS), la società di trasporto dei generi alimentari (PTHW), i trasporti urbani (MPK).

18 luglio – venerdì

Lo sciopero dei trasporti urbani di Lublino paralizza le comunicazioni in città. Praticamente tutti i luoghi di lavoro sono in sciopero. A Varsavia, come era stato preannunciato, entrano in sciopero alle 7.00 i lavoratori della tipografia dell’«Expres Wieczorny» e del «Przeglad Sportowy». Alle 11.00 la direzione concorda un aumento oscillante fra i 650 e i 1000 zloti a testa. Lo sciopero si conclude. Minacciano lo sciopero: la Casa della Lingua Polacca e la tipografia in via Okopowa. La Casa della lingua polacca ottiene gli aumenti. Alle fabbriche già in sciopero a Lublino si uniscono il MPO e alcune sezioni del CPN. All’industria siderurgica di Stalowa Wola sono in sciopero 5.000 dei 20.000 lavoratori impegnati nell’impresa. Lo sciopero coinvolge i reparti lavorazioni meccaniche. A Varsavia si riunisce in seduta straordinaria l’Ufficio politico del POUF. Al termine dei lavori viene emesso un comunicato in merito alle «sospensioni del lavoro». Non si fa alcuna promessa di concessioni. Il mattino seguente il comunicato viene pubblicato esclusivamente sui giornali di Lublino.

19 luglio – sabato

Lentamente si placa l’ondata di scioperi a Lublino. I trasporti urbani riprendono il lavoro al mattino: i lavoratori ottengono un aumento di 500 zloti; i forni elettrici ricominciano a lavorare nel pomeriggio: l’aumento alle maestranze è di 200 zloti. I treni riprendono a funzionare alle 20.00. I macchinisti e i meccanici ottengono un aumento di 600 zloti; gli altri di 400. L’impegno di soddisfare le richieste viene sottoscritto dal direttore, dal sindaco della città e dal voivoda. Per tutte le richieste vengono fissate scadenze. I ferrovieri promettono di riprendere lo sciopero qualora una sola delle richieste non venga esaudita o in caso di ritorsioni sulle persone. A Krasnik entra in sciopero la fabbrica di cuscinetti a sfere (FLT). Tutte le aziende di Krasnik in sciopero, ad eccezione dei trasporti dei generi alimentari, concludono in questo giorno lo sciopero. Continua a scioperare la cooperativa dei ciechi di Lublino. Le maestranze si dichiarano disposte a riprendere il lavoro solo se le autorità intraprenderanno trattative con la Commissione operaia e le assegneranno un locale. La Commissione deve essere il rappresentante permanente delle maestranze. All’industria siderurgica di Stalowa Wola scioperano tutti i reparti macchine. Le maestranze chiedono la restituzione delle quote sindacali versate, aumento dei salari, indennità di carovita, migliori approvvigionamenti alimentari nelle campagne (la maggior parte delle maestranze proviene infatti dalla campagna).

La direzione concorda un aumento del 10% degli stipendi e promette di rifornire di carne lo spaccio dell’azienda. Dalle prime ore del mattino alle 12.00 scioperano le comunicazioni urbane a Chehn Lubelsky. I lavoratori interromperanno lo sciopero mercoledì 23 luglio, dopo aver ottenuto la risposta alle loro rivendicazioni. Sciopera la «Transbud» di Chelm Lubelsky. in sciopero l’impresa dei trasporti auto e quella di recapito dei giornali. I lavoratori della base dell’impresa di via Towarova ottengono un aumento di 1500 zloti, mentre quelli di via Ratuszowa un aumento di 1000 zloti.

23 luglio – mercoledì

Si conclude lo sciopero alla cooperativa dei ciechi di Lublino: vengono ottenuti l’aumento degli stipendi e il riconoscimento della commissione operaia scelta attraverso elezioni. Si conclude lo sciopero all’industria siderurgica di Stalowa Wola: nei reparti metallurgici l’aumento dei salari è pari al 15%, negli altri reparti, l’aumento è del 10%. Sciopero alla fabbrica di case di Stalowa Wola: si chiedono aumenti dei salari e migliori approvvigionamenti. Nuovo sciopero dei trasporti urbani a Chelm Lubelsky: le maestranze hanno giudicato insufficienti gli aumenti proposti dopo il primo sciopero. Scioperano i reparti W-2, W-4, e W-7 degli stabilimenti Cegielski di Poznan: si ottiene un aumento da 24 a 27.80 zloti all’ora. Si conclude lo sciopero alle confezioni «Delia» di Zamosc: si ottiene il ritorno alle vecchie norme che regolano la produzione. Dopo aver rivolto una petizione alle autorità, il personale delle farmacie di Varsavia ottiene un aumento di 500 zloti. Sciopero agli stabilimenti per la riparazione del materiale rotabile a Ostrów Wielkopolski, nella fabbrica di apparecchiature di Ostrzeszów; sciopero nelle prime ore del mattino all’autoparco dei trasporti sanitari di Lublino (il primo si era verificato il 16 luglio), in seguito alle minacce lo sciopero si conclude alle 8.00. Scioperano gli stabilimenti «Azoty» di Wloclawek. Minaccia di sciopero alla rimessa dei trasporti urbani di Varsavia in via Kawgczynska: viene promesso un aumento dei salari pari al 10%. Sciopero di alcune ore dei gruisti dell’impresa di costruzione «Rataje» di Poznari: viene promesso un aumento di 3 zloti l’ora.

21 luglio – lunedì

All’industria siderurgica di Stalowa Wola riprendono il lavoro i reparti meccanici, mentre continuano lo sciopero quelli metallurgici. Chiedono un incontro con il voivoda. Tornano al lavoro a Krasnik le maestranze addette al trasporto dei generi alimentari (PTHW). A Varsavia nelle prime ore del mattino entra

24 luglio – giovedì

Aziende in sciopero a Ostrów Wielkopolski: impresa allevamento polli e produzione uova, industrie del legno «Sklejka», stabilimenti «Prefabel» (parti in calcestruzzo), base del trasporto dell’impresa di costruzioni industriali di Ostrów, fabbrica di apparecchiature meccaniche di Ostrzeszów. Riunione agli stabilimenti in sciopero per la riparazione del materiale rotabile di Ostrów. Si parla della mancanza di alloggi, dell’inflazione galoppante, della mancanza di generi alimentari; fischi al rappresentante del Consiglio centrale dei sindacati. Sciopero al reparto costruzioni-laboratorio nell’istituto per le comunicazioni di Varsavia: si ottiene un aumento di stipendio di 400 zloti. Sciopero dei fuochisti delle locomotive a Gdynia, negli stabilimenti di motorizzazione elettromeccanica a Swidnica, a Duszniki e Namy-stow nella cooperativa per la fabbricazione dei giocattoli «Bajka» a Lublino. Aderiscono allo sciopero negli stabilimenti Cegielski di Poznan i reparti W-3 e W-9: la direzione si impegna ad esaudire le richieste e lo sciopero si conclude. Gli scioperi di Wroclaw: stabilimenti «Fadroma», «Pafawag», «Inco», «Elwro», «Rutmen», «Delmel» reparti W-l, W-2 e TP-2; chiedono un premio del 20%, l’equiparazione degli assegni familiari a quelli dei membri della Milizia Popolare e della Polizia, il 100% dei contributi per malattia, miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene del lavoro, migliori forniture alimentari. Sciopero ai depositi locomotive di Danzica, al lanificio di Stablowice e alla fabbrica di macchine di Zabierzów.

25 luglio – venerdì

Si conclude lo sciopero dei ferrovieri di Gdynia e agli stabilimenti «Sklejka» e «Prefa-bet» di Ostrów Wielkopolski; si ottengono aumenti del 10%. Agli stabilimenti per la riparazione del materiale rotabile (ZNTK) i lavoratori giornalieri ottengono un aumento di 800 zloti e i cottimisti un aumento di 500 zloti sulla tariffa concordata. Sciopero in tre reparti della fabbrica «Archimedes» di Wroclaw; sciopero degli operatori dell’Istituto di Tecnica termica di Lódz: si chiedono aumenti di stipendio e migliori condizioni sociali. Si conclude lo sciopero alla «Bajka» di Lublino. All’ «Azoty» di Tarnów sciopero degli addetti ai trasporti all’interno degli stabilimenti: immediato miglioramento nelle forniture di insaccati e carne a prezzi normali. Continuano gli scioperi a Swidnica, Duszniki e Namyslów. Si conclude lo sciopero agli stabilimenti per la riparazione del materiale rotabile a Ostrów Wielkopolski: si erano chiesti aumenti del 20%, migliori approvvigionamenti di carne e carbone, contributi come per i membri della Milizia Popolare e dell’esercito. Gli operai retribuiti a giornata ottengono un aumento del 20% (700-800 zloti), quelli pagati a cottimo ricevono un aumento del 10% (400-500 zloti), ottengono anche una fornitura di carne e carbone all’interno dell’azienda.

26 luglio – sabato

Interruzione dello sciopero dei fuochisti delle locomotive: si promette un aumento di 400-600 zloti. Si conclude lo sciopero agli stabilimenti della motorizzazione elettromeccanica di Swidnica, Duszniki, Namyslów: le maestranze ricevono un aumento pari al 15% e spacci aziendali. Si conclude lo sciopero alla cooperativa di giocattoli «Bajka» di Lublino. Si conclude lo sciopero in alcune aziende di Wroclaw. Minacciano lo sciopero le maestranze della centrale elettrica di Gorzów Wielkopolski: richieste di aumenti di stipendio e di più equa ripartizione degli alloggi. La direzione, con l’aiuto della Milizia Popolare e della Polizia costringe gli operai a riprendere il lavoro. Le richieste non trovano attuazione.

28 luglio – lunedì

Sciopero di mezz’ora degli addetti alle segnalazioni tranviarie nelle Tre Città. Scioperano i servizi macchine alle industrie siderurgiche Szkla di Walbrzych. Sciopero negli stabilimenti «Dolmel» dove si fabbricano macchine elettriche a Wroclaw: si chiede un migliore approvvigionamento degli spacci aziendali, aumenti di stipendio, assegni familiari come per i membri della Milizia Popolare e della Polizia, migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero viene sospeso alle 14.15. La direzione non accoglie le richieste.

29 luglio – martedì

Scioperano i duemila operai della II zona di scarico nel porto di Gdynia, minacciano di entrare in sciopero gli operai della filiale della «Ursus» di Gorzów Wielkopolski. All’Istituto di Tecnica termica di Lódz gli operatori ottengono 700 zloti di aumento.

30 luglio – mercoledì

Sciopero al porto di Gdynia nel reparto meccanica centrale. Vengono rafforzati i distaccamenti di truppe delle unità armate di frontiera operanti nella zona del porto. Sciopero degli operai del reparto lavorazione termica, della sezione energetica e dell’insieme dei magazzini della filiale della «Ursus» di Gorzów Wielkopolski. In seguito alle trattative fra la delegazione delle maestranze e la direzione, gli scioperanti della «Dolmel» di Wroclaw ottengono un aumento del premio. Aderiscono allo sciopero nel porto di Gdynia: il reparto della meccanica centrale, il reparto costruzioni meccaniche e ingegneristiche e parte del reparto elettrico. Lo sciopero si conclude in seguito a un accordo con la direzione. Gli scioperanti delle industrie siderurgiche Szkla di Watbrzych in seguito alle trattative ottengono un aumento del 10% e una più alta indennità di merito.

1 agosto – venerdì

Scioperano 170 dei duemila lavoratori degli stabilimenti «Erg» che producono materie plastiche a Bierunie Stary: si ottiene un aumento del 20%. Scioperano entrambi i turni dei reparti 2, 3, 5 e 9 della fabbrica SHL di Kielce. Sciopero di quattro ore nella fabbrica di presse automatiche «Prasomat» vicino a Varsavia. Sciopero di cinque ore al reparto manicotti delle Officine meccaniche «Nowot-ko» di Varsavia.

2 agosto – sabato

Sciopero al reparto semicombustione dell’«Azoty» di Tarnów: alcune decine di operai chiedono un aumento di stipendio del 10%, nuove tute da lavoro, rifornimento di carne alla mensa e allo spaccio, permessi di tre ore per terapie profilattiche a coloro che lavorano in condizioni pericolose per la salute, miglioramento delle comunicazioni urbane. Sciopero di due ore nella zona del secondo porto di Danzica sulla Vistola. Sciopero di quattro ore di un paio di turni a Silwan (seta artificiale): si chiede la restituzione dell’aggiunta di incentivo (circa 250 zloti). Sciopero alla fabbrica di fibre artificiali Stilon e alla falegnameria (ZSB) di Gorzów Wielkopolski. Viene stilata una richiesta di aumenti. Nella prima azienda si rivendica un aumento del 5% e nella seconda del 10%. In entrambi i casi gli aumenti vengono accordati.

4 agosto – lunedì

Ondata di scioperi nell’industria tessile: si invoca un ritorno ai prezzi in vigore in precedenza.

Sciopero del turno di notte negli stabilimenti «Difensori della Pace» e al laboratorio tessitura C di Lódz. Lo sciopero si protrae fino alle 2.00 della notte del 7 agosto. Vengono concessi aumenti. Aderisce allo sciopero anche il laboratorio A: lunghe ore di assemblea a cui partecipano il direttore Grzegorczyk e il vicesindaco Kwiatkowski. Viene concesso un aumento del 10%.

7 agosto – giovedì

Sciopero agli stabilimenti «9 maggio» (lanificio) di Lódz.

8 agosto – venerdì

Sciopero di due ore dei segnalatori alla Stomil (fabbrica scarpe di gomma) di Lódz. 42 macchinisti su 60 della rimessa tranviaria di via Lakowa a Danzica chiedono alla direzione un incontro che affronti il problema dell’aumento dei prezzi e minacciano uno sciopero. A Varsavia scioperano gli spazzini.

11 agosto – lunedì

Sciopero alla fabbrica di macchine tessili di Bielsko Biata: viene eletta una Commissione operaia, si chiedono aumenti dei salari del 30%, rifornimento dei prodotti essenziali alla città, elezione di un nuovo consiglio di fabbrica. Si conclude lo sciopero all’MPO di Varsavia: giorni di sciopero pagati, spacci di carne nelle basi, miglioramento delle condizioni di lavoro (istallazione di bagni), aumento dei salari, elezioni di nuovi consigli di fabbrica. Per l’intera giornata di domenica la Polizia ha cercato nove membri del comitato di sciopero. Sciopero alla rimessa di autobus di Varsavia-Pozarów, alle aziende di trasporti urbani di Brudnie: si invocano aumenti di stipendio e un migliore trattamento del personale. Agli autisti dei trasporti urbani viene accordato un aumento di 10 groszi all’ora, mentre avevano chiesto 5 zloti. Ad Aleksandrów Lodzki entrano in sciopero gli stabilimenti «Sandra» (fabbrica di calze): chiedono aumenti di stipendio, migliori condizioni sociali, sicurezza e igiene nel lavoro.

12 agosto – martedì

Sciopero all’azienda di trasporti urbani (MZK) di Varsavia – Pozarów in via Staniewickie. Via via aderiscono allo sciopero anche le altre rimesse: si chiede un aumento di 15 zloti all’ora. Gli autisti della zona di Chelm devono lavorare 350 ore in un mese. I lavoratori chiedono una riduzione a 200 ore. Tutte le basi chiedono migliore trattamento del personale e approvvigionamenti di carne nelle mense e negli spacci. Gli scioperanti delle linee tranviarie di Varsavia chiedono un aumento del 50% per i manovratori e del 40% per gli ausiliari, premio fisso e abiti da lavoro.

13 agosto – mercoledì

Continua lo sciopero alle rimesse degli autobus di Varsavia: i lavoratori chiedono 50 zloti in più all’ora (in precedenza ne avevano ricevuti 31). A Varsavia scioperano anche i tassisti.

14 agosto – giovedì

Sciopero al cantiere Lenin di Danzica. Lo sciopero inizia in segno di solidarietà con alcuni lavoratori licenziati: Anna Walentynowicz, Leszek Walgsa e Andrzej Kolodziej (attivisti dell’opposizione e membri dei sindacati liberi fondati nel 1978). Le richieste: aumento dei salari di 1200 zloti, assegni familiari pari a quelli percepiti dalla milizia popolare e dalla Polizia, libertà per i detenuti politici, riassunzione dei lavoratori licenziati dopo le manifestazioni del dicembre 1970, scioglimento dal Consiglio centrale dei sindacati, aumento di 2000 zloti delle pensioni, abolizione dei negozi commerciali. In serata si riunisce il plenum del Comitato del voivodato a cui interviene Kania, membro del Politburo. Si parla di terrore sollevato dai comitati di sciopero, di anarchia e di forze antisocialiste. Il contrammiraglio Janczyszyn assicura che l’esercito non farà nulla che possa turbare il legame esistente fra l’armata e la collettività.

15 agosto – venerdì

Si uniscono allo sciopero il cantiere «Comune di Parigi» di Gdynia (guida lo sciopero Andrzej Kolodziej), tutti gli altri cantieri, i trasporti urbani e le aziende su base cooperativa: «Elmor» (apparecchiature elettriche navali), «Opakomet» (compartimenti stagni), «Techmet» (apparecchiature navali), l’impresa «Klimor» (impianti di condizionamento sulle imbarcazioni). Il cantiere Nord manda i propri rappresentanti al comitato del cantiere centrale. Alle 12.00 vengono interrotte le comunicazioni fra le Tre Città e le altre località del Voivodato.

A Varsavia termina lo sciopero delle comunicazioni urbane. Scioperano i cantieri edili Ludwik Warynski; le richieste avanzate: 2000 zloti di aumento, assegni familiari come per i membri della Milizia Popolare e della Polizia, miglioramento delle condizioni sociali, abolizione dei negozi commerciali, pensionamento anticipato, elezioni dei sindacati liberi. A Wrocfaw scioperano gli stabilimenti sperimentali di automatismi elettrici e gli stabilimenti «Predoni – Polar».

16 agosto – sabato

Allo sciopero sul litorale di Danzica aderisce anche la raffineria di Danzica. Gli scioperanti, nonostante la concessione di aumenti di stipendi e dell’indennità di caro-vita, decidono di continuare lo sciopero. Durante la nottata giunge al cantiere una delegazione di 21 aziende in sciopero. Nasce il Comitato interaziendale di sciopero (MKS).

L’agenzia di stampa ufficiale PAP diffonde notizie premature sulla cessazione dello sciopero nel cantiere.

17 agosto – domenica

Alle 9.00 viene celebrata al cantiere di Danzica la Messa a cui partecipano circa 5000 persone all’interno e circa 2000 fuori dei cancelli. Dopo la Messa, davanti all’altro cancello del cantiere, viene piantata una croce. Al cantiere «Comune di Parigi» partecipano alla Messa circa 5000 persone all’interno e 1500 fuori. Nell’area del cantiere si contano circa 10000 persone.

Ad EIblag comincia lo sciopero delle comunicazioni urbane e delle officine meccaniche «Zamesz».

Sono oltre 100 le imprese del litorale orientale entrate a far parte del Comitato Interaziendale di Sciopero.

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CONTRO LA MISERIA, PER SINDACATI LIBERI

Su «Postęp» (II Progresso) – una pubblicazione «indipendente» stampata alla macchia — una sintesi delle ragioni della lotta degli operai e della Nazione.

Ci uniamo alla protesta contro l’aumento dei prezzi della carne e dei salumi introdotto il 1 luglio di quest’anno. Le maestranze degli Stabilimenti Meccanici «Ursus» e di altri stabilimenti sono scese in sciopero in segno di protesta. Gli scioperi degli operai polacchi esprimono il malcontento di tutta la società, che già da tempo disapprova il regime arbitrario del POUF (Partito Operaio Unificato Polacco) che trascura completamente l’opinione pubblica. Si sa che in Polonia le autorità effettuano continui aumenti segreti dei prezzi dei generi di consumo. In conseguenza della lievitazione dei prezzi si è avuto un grande abbassamento dei salari reali, e dunque invece del proclamato incremento del benessere, i lavoratori vivono sempre più miseramente.

Nei paesi occidentali i lavoratori lottano per l’aumento dei salari, per il miglioramento del tenore di vita. Invece da noi in Polonia i lavoratori devono lottare contro l’ulteriore abbassamento del già bassissimo tenore di vita. Là i sindacati conducono una lotta comune con i lavoratori, qui in Polonia, invece, i sindacati ufficiali, filogovernativi, non solo non difendono i lavoratori, ma aiutano il partito e le autorità statali a sfruttare la società. Gli effetti della crisi economica in Polonia, della quale è responsabile la direzione del POUF, sono continuamente scaricati addosso alla società.

Da ciò consegue che i lavoratori devono creare sindacati liberi e rafforzare la solidarietà fra le maestranze delle diverse aziende. I mezzi per aumentare i salari più bassi e le pensioni possono essere procurati limitando i costi dell’apparato difensivo, eliminando gli aiuti ai gruppi dirigenti in Afganistan che hanno aiutato l’URSS ad aggredire quel paese.

Contemporaneamente al continuo abbassarsi del livello di vita dei cittadini, le autorità impiegano diverse forme di pressione e discriminazione, arrestano, organizzano processi politici infondati per intimidire la società.

Per questo dobbiamo essere uniti nella lotta contro l’aumento dei prezzi, per la sospensione dei processi politici, per la scarcerazione degli attivisti sociali indipendenti.

La redazione del trimestrale indipendente «Postęp»

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Una dichiarazione  del Comitato di Autodifesa Sociale (KOR)

I CONTENUTI DELLA PROTESTA OPERAIA

Le richieste economiche, politiche e sociali per cui si lotta

Sul «Robotnik» (L’operaio) — settimanale «indipendente» stampato alla macchia—del 12 luglio viene pubblicata questa dichiarazione del KOR

Il primo luglio è stato effettuato un sensibile aumento dei prezzi della carne e dei salumi senza informarne il pubblico. Il 2 luglio al telegiornale il presidente dello «Spotem» (catena di negozi governativi – ndt) ha informato dell’aumento dei prezzi che però risultava circoscritto a un numero più ristretto di generi alimentari. Il 4 luglio in diverse regioni del paese nelle mense aziendali e in alcuni negozi c’è stato un ritorno ai vecchi prezzi che ha interessato quasi tutti gli articoli, che tre giorni prima erano rincarati.

In altre regioni invece nelle mense e nei negozi sono stati mantenuti i nuovi prezzi, senza mutamenti. Nei giorni seguenti fino ad oggi, l’altalena dei prezzi è continuata. Ad esempio nella mensa aziendale della fonderia di Varsavia, il 1 luglio sono stati introdotti i nuovi prezzi, il 3 luglio dalle 10 alle 12 sono stati rimessi in vigore i vecchi, tra le 12 e le 14 i nuovi, dalle 14 del 3 luglio e per tutto il 4 luglio sono tornati in vigore i vecchi prezzi e dal 5 luglio fino ad oggi i nuovi.

Il 9 luglio si è svolto a Varsavia il consiglio centrale dell’attivo economico del partito. È stato annunciato che l’aumento dei prezzi sarebbe stato mantenuto, tuttavia per un numero di generi alimentari più ridotto rispetto a quanto dichiarato dal vicepresidente dello «Spolem» (due tipi di carne, la pancetta, alcuni tipi di alimentari e scatolame). È stato annunciato per l’anno prossimo l’aumento delle pensioni del cosiddetto vecchio portafogli e un notevole aumento degli assegni familiari e dei salari più bassi.

Le autorità revocano l’aumento dei prezzi, lo ripristinano limitandolo, promettono un aumento degli stipendi — tutto sotto la pressione della protesta operaia, delle richieste sostenute con la minaccia dello sciopero e con lo sciopero. Al momento attuale abbiamo notizia di scioperi in 14 aziende (industria siderurgica di Varsavia, fabbrica di automobili di Varsavia, officine meccaniche «Ursus», fabbrica di elicotteri di Mielec, fabbrica di elicotteri di Swidnik, la «Polmo» di Tczew, la «Zelos» di Piaseczno-Varsavia, la «Zelmot» di Varsavia, l’impresa di costruzioni di Rzeszów a Dabrowa Górnicza, gli stabilimenti di lavorazione della carne a Grudziadz, il reparto K 1 del cantiere di Danzica, gli stabilimenti R. Luxemburg di Varsavia, la «Tomed» di Poznari, il laminatoio Cegielski di Srem).

In cinque aziende è stata richiesta la revoca degli aumenti dei prezzi, in otto l’aumento dei salari, in una (la Fabbrica di automobili) l’aumento dei salari e la diminuzione dei prezzi. Ovunque le maestranze in sciopero abbiano richiesto l’aumento dei salari, la direzione li ha promessi. In tre reparti degli Stabilimenti meccanici «Ursus» sono sorte commissioni operaie. Sono state ottenute dalla direzione garanzie scritte che nessuno verrà perseguito per aver partecipato allo sciopero. Le maestranze esigono un’indennità fissa per il caro vita. Gli scioperi continuano in tutto il paese.

Nella dichiarazione del 2 luglio abbiamo scritto: «II Comitato di Autodifesa Sociale “KOR” esprime la sua piena solidarietà con gli scioperanti e il suo appoggio alle loro rivendicazioni. In particolare esprimiamo il nostro appoggio alla richiesta dell’indennità per il caro-vita rivendicata dagli scioperanti. Il modo più efficace e anche più sicuro per la nazione di affermare gli interessi degli operai e di tutta la società è organizzarsi nelle aziende, eleggere democraticamente rappresentanti indipendenti degli operai con l’incarico di avanzare le rivendicazioni a nome delle maestranze, condurre i colloqui con le autorità, dirigere l’azione delle maestranze in modo responsabile ma deciso. Le maestranze devono rendersi conto che solo un’azione unitaria può dare esiti positivi. Soprattutto non si può permettere che le autorità intraprendano una qualunque persecuzione di quanti realmente, o solo nell’immaginazione delle autorità, sono a capo della protesta operaia».

L’irriflessiva politica d’investimenti condotta dalle autorità negli anni settanta e la politica agraria che ha portato alla crisi dell’offerta dei prodotti agricoli hanno contribuito a creare una vera e propria catastrofe economica. Un peso essenziale lo ha anche avuto il sistema dei prezzi in vigore da molte decine di anni e che è anormale e in contrasto con le leggi economiche. Questo sistema però può essere corretto solo nel quadro di un radicale mutamento di tutto il sistema economico. L’attuale sistema economico è irrazionale, dissipatore, frena il progresso e abbatte il morale dei lavoratori.

Si accusano gli operai di lavorare male, si dice che fiorisce la poltroneria, e che la giornata lavorativa non viene sfruttata a fondo. Ma tutto ciò avviene non perché la gente non vuole lavorare. Le radici profonde di questo fenomeno vanno cercate nello stesso sistema economico, nel sistema degli incentivi. Non sono i lavoratori i responsabili della mancanza di materie prime o dell’arresto della fabbrica a causa della sospensione dell’erogazione di energia elettrica. Il POUF (Partito Operaio Unificato Polacco) vuole addossare alla società la responsabilità degli errori che ha commesso per la propria incapacità, per la propria incomprensione dei processi economici.

Il mutamento del sistema dei prezzi può esse­re accettato solo se ciò costituirà uno dei tanti piccoli passi verso una radicale riforma economica. Infatti la causa fondamentale della crisi è la pluriennale politica del governo della Repubblica Popolare Polacca che consiste nel prendere decisioni al di sopra della società e sostituire alle riforme economiche provvedimenti estemporanei. Le conseguenze negative di questo si ripercuotono sulla società, e in particolare sugli strati più poveri. È necessario intraprende-re immediatamente quelle energiche azioni che sono indispensabili per salvare il paese dalla catastrofe.

1 Il sistema economico e il modo in cui vengono prese le decisioni nelle questioni che riguardano tutta la società devono subire un radicale mutamento. Il Comitato di Autodifesa Sociale «KOR» non si pronuncia in merito alle direttrici di questa riforma perché è convinto che esse possono essere definite solo da una decisione di tutta la società. Certamente verranno prese in considerazione le proposte di riforma formulate negli ultimi anni dalle istituzioni sociali indipendenti. Deve anche essere chiaramente precisato il piano governativo di riforma con l’indicazione dei termini della sua realizzazione. Diversamente, a operazioni estemporanee delle autorità risponderanno operazioni immediate dei singoli gruppi della società.

2 Poiché causa immediata della tensione attuale è la situazione del mercato alimentare, e in particolare di quello della carne, occorre interrompere subito la politica che sta rovinando le proprietà agricole familiari, principali produttrici di generi alimentari. Occorre garantire la proprietà privata della terra, insieme alla libertà di venderla e acquistarla. Tutte le forme di economia agricola — familiare, cooperativistica, statale — devono essere trattate equamente per quanto riguarda gli approvvigionamenti, la vendita, il costo del credito, le tasse e la protezione legale. Bisogna destinare all’agricoltura individuale una parte di foraggi e di altri mezzi di produzione forniti all’agricoltura che sia giusta e quindi sensibilmente superiore a quella finora fornitale.

3 Finché il mutamento della politica agricola non porterà un graduale incremento dei rifornimenti alimentari del mercato, e se le autorità statali non sono in grado di assicurare alla popolazione il rifornimento di carne nei negozi a prezzo normale, bisogna abolire i prezzi commerciali e introdurre un sistema generale di razionamento della carne, ricorrendo cioè alle tessere con i prezzi anteriori al 1 luglio.

4 È indispensabile la pubblicazione di tutti i dati sulla situazione economica e specialmente sui debiti e del bilancio delle carni (produzione globale, consumo in dividuale, collettivo, commercio con l’estero).

5. È di fondamentale importanza che la discussione e la trattativa che abbiamo dinnanzi si svolgano nella calma, e che le loro conclusioni esprimano il reale punto di vista di tutti i gruppi sociali. Le autorità devono capire che non potranno sottrarsi alle trattative con la società. Dalle autorità, tuttavia, in una certa misura, dipende se tali trattative si svolgeranno nella calma o in un’atmosfera di dura lotta.

Il Comitato di Autodifesa Sociale «KOR», in conformità ai propri fini, rivolge attenzione soprattutto alla necessità di ristabilire i diritti civili fondamentali. Essi sono stati garantiti nei Patti sui Diritti dell’Uomo che vincolano la Repubblica Popolare Polacca. L’osservanza di questi diritti da parte delle autorità creerà la possibilità di giungere a un accordo sulle più scottanti riforme economiche, politiche e sociali. Occorre rendere possibile alle assemblee dei lavoratori l’istituzione di commissioni di operai, di commissioni di lavoratori, indipendenti da vincoli professionali, e di altre rappresentanze che siano capaci di difendere gli interessi dei lavoratori. Occorre permettere ai cittadini di organizzarsi nella lotta per i propri diritti, e di intraprendere e realizzare iniziative che abbiano come fine il bene della società. Per facilitare questo occorre mutare la legge riguardante le assemblee e le associazioni. Bisogna cambiare il codice del lavoro, e in particolare bisogna abolire l’articolo 52, comma 1 che permette il licenziamento per partecipazione a sciopero. Il diritto di sciopero deve essere tutelato dalla legge.

Occorre creare le condizioni perché tutta la società possa discutere sulla situazione del paese e sulle vie di uscita. Oltre ai fattori puramente economici una delle cause fondamentali della situazione economica attuale è il bavaglio imposto alla società dalla censura e il monopolio dei mezzi di comunicazione di massa: stampa, televisione, radio, che permette l’arbitraria e miope esclusione non solo delle vere opinioni della società, ma persine di quelle degli esperti, se vengono giudicate scomode.

In questo modo sia la società che le autorità sono private di qualsiasi controllo della situazione del paese e quanti conoscono la vita economica e sociale non possono raggiungere con le loro opinioni e proposte di modifica né le autorità, né — cosa non meno importante — i loro concittadini. Il persistere di questo stato di cose non permette di trovare vie di uscita, e così aumenta enormemente il pericolo di una catastrofe.

Occorre dunque lasciare libero accesso ai mezzi di comunicazione di massa agli esperti indipendenti, alle organizzazioni indipendenti; occorre cessare la persecuzione delle pubblicazioni e della stampa indipendente. Nell’interesse di tutta la nazione è necessario eliminare la censura preventiva e introdurre una legge sulla stampa che precisi i metodi per tutelare il segreto militare e l’integrità dei privati. Occorre cessare la persecuzione di quanti si impegnano in un’attività sociale e politica indipendente. Le competenze della Milizia Popolare e del Servizio di Sicurezza devono essere limitate. Bisogna restituire l’indipendenza ai Tribunali. I prigionieri politici devono essere immediatamente liberati.

Abbiamo precisato in questi punti le condizioni minime, formulate da tempo, che devono essere realizzate perché sia possibile intraprendere una discussione che coinvolga tutta la nazione sulla situazione attuale e perché si possa raggiungere un accordo tra società e autorità.

Il Comitato di Autodifesa Sociale «KOR» si rivolge a tutta la società, e in particolare alle maestranze perché appoggino le suddette richieste, presentandole nelle imminenti trattative con le autorità. Non bisogna accontentarsi di una parziale revoca degli aumenti o di ottenere una parziale ricompensa solo negli stabilimenti più importanti. Concessioni di questo genere non serviranno a migliorare l’esistenza della società e in particolare dei suoi strati più poveri. Si tratta non solo di salvaguardare condizioni di vita sopportabili; è particolarmente importante arrestare il processo di decomposizione dello stato e della società. L’irresponsabilità delle autorità non esenta tutti noi dalle responsabilità per il nostro paese.

Comitato di Autodifesa Sociale «KOR»

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Dichiarazione del Movimento di Difesa dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino

NON BASTA L’AUMENTO DEI SALARI, VOGLIAMO LA LIBERTA’

Mentre Io sciopero dilaga, se ne precisano gli obiettivi sociali

A tutti i lavoratori della Polonia.

Dall’inizio di luglio è in corso in diverse aziende della Polonia un’azione di protesta contro l’aumento del prezzo della carne introdotto dalle autorità. Sempre più spesso questa azione assume la forma di dichiarazioni di sciopero. In questi ultimi giorni, nella regione di Lublino lo sciopero ha coinvolto anche una serie di aziende di pubblica utilità. Diventa reale la possibilità di un allargamento dell’azione di sciopero a tutto il paese.

In questa situazione il ROPCiO ritiene suo dovere rivolgersi a tutti i lavoratori — e soprattutto ai lavoratori dei grandi stabilimenti industriali, del trasporto e dei servizi — invitando alla responsabilità e alla coerenza nelle azioni intraprese.

L’azione di sciopero, alla luce della legge vigente, è legale. È la difesa del legittimo interesse dei lavoratori e delle loro famiglie. Tuttavia perché sia efficace esige la solidarietà, la fermezza e l’azione organizzata delle maestranze.

Perciò:

Eleggete vostre rappresentanze, che sostituiscano i sindacati ufficiali più volte compromessi per il loro lealismo e servilismo. Attraverso tali rappresentanze cercate di allacciare contatti con le maestranze di altre aziende, per presentare alle autorità rivendicazioni unitarie.

Create un vostro servizio di difesa del patrimonio dell’azienda, bene comune di tutta la nazione. State attenti ai provocatori. Ricordate che l’uso della violenza può servire unicamente come pretesto per scatenare il terrore politico — come è avvenuto nel 1976 a Radom e a Ursus.

La responsabilità dell’anarchia dominante nell’economia, del livello di vita di vastissimi strati della popolazione, della crisi morale e politica che si fa di giorno in giorno più acuta cade su coloro che detengono il potere per mandato del POUF. Tuttavia la loro responsabilità non viene punita. Il Parlamento della Repubblica Popolare Polacca è una finzione, è una finzione tutto il sistema dei Consigli Nazionali. Una finzione sono le rappresentanze operaie e gli organi di controllo sociale.

In tali condizioni una difesa efficace degli interessi materiali del mondo del lavoro non può ridursi alla rivendicazione di minori o maggiori aumenti dei salari. L’esperienza di questi ultimi anni ci insegna che ogni au­mento nelle retribuzioni è stato subito annullato dalle autorità attraverso il continuo aumento dei prezzi.

Una reale tutela degli interessi della società esige un mutamento del sistema di elezione delle autorità nel nostro paese. A detenere il potere deve essere una autentica rappresentanza della nazione. Perciò, accanto alla richiesta dell’indennità di carovita, al diritto a sindacati autonomi e rappresentativi, tutti debbono esigere l’applicazione di un fondamentale diritto civile: libere elezioni all’organo supremo del potere, il Parlamento Legislativo della Repubblica Polacca — un Parlamento, che sia in grado di eseguire la vera volontà dei suoi elettori. I fatti del 1956, del 1970 e del 1976 hanno dimostrato che non si può governare la Polonia contro gli interessi fondamentali della nazione. Hanno dimostrato che l’azio­ne solidale di tutti i lavoratori assicura loro una forza che nessuno può spezzare né disprezzare. È venuto il momento di pren­dere nelle nostre mani gli affari del nostro paese.

Il Movimento di Difesa dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino(ROPCiO)

Edward Staniewski, Ufficio Stampa del Movimento di Difesa, Varsavia – via Grochowska 234/240 interno 59 tei 13-31-47.

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TRAJKOWY BIULETYN INFORMACYJNY 

KOMUNIKAT Gdansk, 16.08.8Or.

W wyniku porozumienia zalóg strajkujqcych zakladów i przedsiebiorstw Wybrzezautworzono W dn. 16. bm. Miedzyzaktadowy Komitet Strajkowy z siedzibij W Stoczni Gdanskiej. Celem MKS jest koordynacja zadan i akcji strajkowej zakladów i przedsiebiorstw.

Opraeowano teksl zi|dari i postulalów bedacych wspólnq uchwafij komitetów strajkowych. Postanowiono kontymiowaé slrajk do czasn spetnienia zqdari i postulatów zafóg. MKS jest upowaznioziy do prowadzenia rozmów z wladzami eentralnymi.

Ogtoszenie zakoriczenia slrajku podejmuje Miedzyzaktadowy Komitet Strajkowy.

Po zakonczeniu strajku MKS nie rozwiaze sie i bejdzie kontrolowat realizacje postulatów oraz organizowai Wolne Zwiqzki ZaModo-

MIEDZYZAKIADOWY KOMITEI STRAJKOWY

WOLNA DRUKARNIA STOCZNI GDYNIA

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BOLLETTINO D’INFORMAZIONE DEGLI SCIOPERANTI

COMUNICATO      Danzica, 16.08.80

A conclusione dell’accordo fra le maestranze in sciopero degli stabilimenti e delle imprese del litorale il giorno 16 c.m. è stato costituito un Comitato Interaziendale di Sciopero con sede nel cantiere navale di Danzica. Scopo del Comitato è il coordinamento delle rivendicazioni e delle azioni di sciopero dei vari stabilimenti e imprese.

È stato elaborato il testo delle richieste e delle rivendicazioni che sono state approvate da tutti i comitati di sciopero. Si è deciso di continuare lo sciopero fino al completo accoglimento delle richieste e delle rivendicazioni delle maestranze. Il Comitato è autorizzato a condurre trattative con le autorità centrali.

L’annuncio della fine dello sciopero sarà dato dal Comitato Interaziendale di Sciopero.

Dopo la fine dello sciopero il Comitato non si scioglierà, controllerà la realizzazione delle rivendicazioni e organizzerà i Sindacati Liberi.

COMITATO INTERAZIENDALE DI SCIOPERO

Stamperia Libera del Cantiere Navale di Gdynia.
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