Il giorno che la famiglia Rockefeller decise di frenare le nascite nel mondo

fondazione_RockefellerAvvenire, 10 gennaio 1988

Chi pianifica le politiche di «crescita zero»

 di Aleksander Minak

«I settori pubblici e privati devono operare insieme per accelerare negli Usa lo sviluppo degli aborti legali. Da 1,2 milioni all’anno, essi devono salire a 1,8 milioni». Era il 14 marzo 1973 quando J.H. Knowles, presidente della Fondazione Rockefeller, enunciò questo programma a New York, davanti al Consiglio nazionale sviluppo pianificazione familiare. Nel ’73 la Corte suprema aveva appena depenalizzato l’aborto, ma per Knowles la politica “permissiva” non era sufficiente: occorreva una «promozione attiva» dell’aborto di massa.

La cosa fu organizzata come se si trattasse di promuovere un maggior consumo di Coca Cola. Vi si impegnò, anima corpo e portafogli, Nelson Rockefeller, capo della dinastia che possiede la Standard Oil e la Chase Manhattan Bank, controlla giornali e network televisivi (Abc, Cbs), che ha fondato il club dei supermiliardari del mondo noto come Commissione trilaterale. Nelson (è morto nel ’79) è stato inoltre governatore dello Stato di New York e vicepresidente degli Usa

Una famiglia potente. Che ha promosso l’aborto in America con la fondazione, già dal 1952, del “Population council”, condotto da uomini della Fondazione Rockefeller.

Ente privato, il Council gode però di entrate pubbliche, in quanto finanziato dal ministero della Sanità e dall’Agenzia internazionale per lo sviluppo (Aid). Per ammissione degli stessi Rockefeller, ogni dollaro da loro versato al Council ha “attivato” 24 dollari “pubblici” per propagandare – attraverso 22mila centri di base «per la pianificazione familiare» — l’aborto e le pratiche contraccettive.

Ma gli Stati Uniti sono solo uno dei Paesi in cui si svolge la «promozione attiva» della famiglia Rockefeller per questa, l’aborto è soprattutto un genere d’esportazione, desti­nato in particolare al Terzo Mondo. Attraverso i canali dell’Aid e le solidarietà occulte della Trilaterale e della massoneria americana, l’ideologia abortista dei Rockefeller ha informato da gran tempo i vertici dell’Onu. L’ex segretario U’Thant è stato amministratore del «Population council».

Un’ottantina di sezioni della Pianificazione familiare operano in altrettanti Stati sotto l’egida degli organismi Onu, i quali condizionano la concessione di aiuti ai Paesi poveri al fatto che questi accettino di adottare politiche di contenimento della popolazione.

Perché questa volontà dei clan supercapitalisti di promuovere aborto e contraccezione? Alla base ci sono visibili interessi concreti dei supercapitalisti stessi: le famiglie con figli non sono buone “consumatrici”, non cambiano l’auto o il frigorifero con la frequenza che pare necessaria ai fabbricanti di beni di consumo. Il Fondo monetario internazionale inoltre, che è l’organo supernazionale che unisce le banche creditrici (di cui la Chase Manhattan è la maggiore) dei Paesi del Terzo Mondo, impone a questi Paesi severe misure di “austerità” perché essi possano pagare ai banchieri gli interessi sui debiti: e questa “austerità” comprendono la necessità di bloccare il numero di «bocche da sfamare» in questi Paesi, secondo idee di neocolonialismo malthusiano che hanno trovato espressione persino in un progetto (Global 2000) elaborato dall’amministrazione Carter, nota “creatura” dei laboratori della Trilaterale.

Global 2000 non riuscì a nascondere la vera preoccupazione dei miliardari, che è questa: l’aumento della popolazione è in realtà un fattore potentissimo di cambiamento e di innovazione; è stato sotto l’impulso demografico che l’umanità ha imparato, ad esempio, a sfruttare più efficienti forme di energia, dalla legna al carbone e poi al petrolio. Ma ogni “innovazione” epocale ha comportato il tramonto di vecchi centri di potere a favore di nuovi centri di potere, per esempio la fine dei signori del carbone e l’ascesa dei signori del petrolio.

Di qui la necessità di bloccare la demografia per conservare l’attuale sistema di potere economico mondiale.

Perciò si è cercato di bandire un’ideologia della «crescita zero», come quella a cui il Mit americano (finanziato dai Rockefeller) e il Club di Roma (Rockefeller e Agnelli) hanno cercato di dare una coloritura “scientifica”: le risorse della Terra «si stanno esaurendo», dunque bisogna frenare la crescita della popolazione.

Di qui nascono tutti i movimenti ecologisti e “verdi” del mondo, sulle cui fonti di finanziamento sarebbe interessante indagare. Una fonte massonica certa, il ginecologo israelita Pierre Simon, già gran maestro della Gran Loggia di Francia, ha rivendicato alle Logge il merito di aver promosso la legislazione abortista in Francia. Secondo lui, già nel ’53, in una riunione segreta a Ginevra, fu formulata l’idea motrice: «Porre il principio secondo cui la vita è un materiale nel senso ecologico del termine, e che ci spetta gestirlo»; «la civiltà moderna, siccome è in condizione di controllare il processo biologico, farà sempre meno riferimento al fatto fisico della vita che alla sua qualità (…) Guardiamo le cose in faccia: un mongoloide entra in questo quadro?».

E’ qui la radice del nazismo legalizzato e razionalista, del genocidio banalizzato, quoti­diano e di massa, in cui tutti viviamo senza vergogna.

______________________

(P. Pir.) L’aborto procurato, benché la legge italiana affermi il contrario, è uno strumento di controllo delle nascite, è cioè uno strumento finalizzato a quella «crescita zero» predicata dalle multinazionali della pianificazione familiare (contraccezione, aborto, sterilizzazione) che si riconducono, tra l’altro, alla statunitense Fondazione Rockefeller. E l’aborto procurato è una vera e propria industria.

E’ quindi del tutto logico che una ragnatela di mostruosi interessi economici e finanziari come è quella che si cela dietro gli slogan del «bambino desiderato» e della «libertà di scelta» cerchi di massimizzare sempre più i propri spazi di mercato e i profitti.

In quest’ottica la piovra Rockefeller con i suoi numerosi tentacoli (Population Council, International Planned Parenthood Federation, Pathfinder Found, Club di Roma, ecc.) conduce un’incessante azione per rimuovere tutti gli ostacoli culturali all’espansione dei suoi profitti. E a livello internazionale un «ostacolo» di tutto rilievo è proprio quella di­chiarazione universale dei diritti del fanciullo, con la quale le Nazioni unite sancirono che il bambino ha diritto «a un’adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita».

Perfidamente «logico» quindi, ma profondamente disumano, il tentativo che i fautori della «crescita zero» stanno facendo per arrivare all’approvazione da parte dell’assemblea generale delle Nazioni unite di una nuova Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, ma solo del fanciullo già nato.

I potenti autori di questo tentativo, infatti, ce la metteranno certamente tutta per prendersi una solenne rivincita, dopo la sconfitta subita nel 1984 in un’altra sede Onu, alla Conferenza mondiale sulla popolazione di Città del Messico. Anche allora la bozza della Dichiarazione finale aveva «dimenticato» la Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, che venne ripescata

A Città del Messico si percepì chiaramente che la piovra-Rockefeller controllava, come ancora controlla, con i suoi uomini, i posti-chiave del Fondo delle Nazioni Unite per le attività in materia di popolazione, anche se alla fine l’aborto risultò messo al bando