di Augusto del Noce
La sorte postuma toccata all’opera di Croce è un’indifferenza assai peggiore dell’ostilità; e il venticinquesimo anniversario della sua scomparsa, testé trascorso, ne da significativa testimonianza, con il gelo dei necrologi obbligati. Le nuove generazioni sembrano concordi in un giudizio, accolto tacitamente, e tanto più efficace proprio per questo, anche dai loro migliori rappresentanti, che lo raffigura come «il filosofo che non ha più nulla da dire». Non trova grazia né a destra né al centro né a sinistra.




La vita, il pensiero, le opere
Il Timone – n. 8 Luglio/Agosto 2000
La vita, le opere
Il Timone – n. 12 Marzo/Aprile 2001
Articolo pubblicato su Tracce


