Veri e falsi profeti

Humanae_vitaeDa blog Armagheddo 3 febbraio 2013

L’insistenza del Papa e dei vescovi, dalla Humanae Vitae di Paolo VI (1968) ad oggi, non è compresa nemmeno dai cattolici, una parte dei quali pensano che la difesa della vita e della famiglia passa in secondo piano di fronte alle drammatiche urgenze della fame, della miseria disumana, delle ingiustizie a livello mondiale e nazionale. Non capiscono il valore profetico di quanto dicono il Papa e i vescovi, che vedono nella cultura che rifiuta la vita la rottura sostanziale fra l’uomo e la Legge di Dio, con conseguenze nefaste anche per la soluzione dei problemi sociali.

di Piero Gheddo

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Notizie dal Libano

oui pour la vieI poveri del libano n.1 febbraio 2013

Notiziario di un gruppo di volontari libanesi membri di “Oui pour la vie”, associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta e operante in favore dei più poveri.

p. Damiano Puccini

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Un uomo netto, una fede che fonda la vita. Testimone di un Dio che entra nella storia

marco_TangheroniIl Portico settimanale diocesano dell’arcidiocesi di Cagliari.
Domenica 3 febbraio 2013

Dall’incontro nello studio di un dipartimento al rapporto con la malattia: allievo di Alberto Boscolo, ripeteva che “la Storia si fa con i se e con i ma”e insegnava la vera ricerca

S. N.

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Parola di scienziati: non ci sono “generi” ma solo uomini e donne

uomo-donnaRassegna Stampa 29 gennaio 2013

Studiosi di diverse discipline si sono incontrati a Roma il 21 e 22 ottobre presso il Consiglio nazionale delle ricerche per il primo Congresso “Persona, sessualità, procreazione”, i cui lavori si sono svolti sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Di seguito il documento post-congressuale

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Polito: il "papà-orsetto" e il ’68 hanno rovinato i nostri figli

contro_papà_coverIl sussidiario.net venerdì 25 gennaio 2013

Intervista ad Antonio Polito

Vi ricordate l’appello di Steve Jobs? Siate affamati, siate folli. I giovani italiani non sono né l’uno né l’altro. Al contrario: sazi e conformisti, aspettano che la promozione e il lavoro bussino alla porta. Ma non è tutta colpa loro. Nel suo ultimo libro, Contro i papà (Rizzoli, 2012) Polito spiega come e perché i padri italiani hanno rovinato i loro figli.

Ma quel che è peggio, è che lo hanno fatto per il loro bene. «L’ho scritto per due ragioni» racconta Polito a ilsussidiario.net. «La prima è personale. Quando sono ridiventato padre, a distanza di 18 anni, ho perduto il mio. Questo mi ha indotto a ripensare al ruolo che mio padre ha avuto nella mia vita. La seconda ragione, invece, è politico-culturale. Nel dibattito italiano notavo da tempo una serie di contraddizioni clamorose».

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Com’era il Mali prima di Al Qaida

MaliAg Zenit (Zenit.org). 30 January 2013

Intervista con padre Arvedo Godina, nel Paese africano dal 1968

padre Piero Gheddo, PIME

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L’ecologia non è un circo verde

Mark_ LynasTempi n. 5 6 febbraio 2013

Vandalizzava le coltivazioni transgeniche e tirava torte agli scienziati “ecoscettici”. Poi scoprì che non si può difendere il pianeta senza passare per Ogm e nucleare. Così l’idolo degli ambientalisti Mark Lynas si è liberato dalle troppe superstizioni di Greenpeace

di Rodolfo Casadei

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On the presumed irreversibility of secularisation.

secularismOsservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan
Newsletter n.454 del 2013-02-04

S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Archbishop of Trieste

In concluding his observations about secularisation in the western world the philosopher Karl Löwith wrote: “But if people think each immature spirit was left to its own decisions in the most important things, it is astounding that morality did not degenerate completely”. What comes to the forefront here is that the emancipation of the temporal from the spiritual, the replacement of Christian salvation with progress and religion with science do not end up producing a true autonomy capable of preserving its own level, but bring about a phenomenon of “decadence”. In fact, Löwith considers it miraculous that it proved possible to retain an albeit weak form of morality after this separation.

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Allarme cattolici "negoziabili"

ACLa Nuova Bussola quotidiana 2 febbraio 2013

di Tommaso Scandroglio

Credo che a pochi sia sfuggito il fatto che un giorno sì e l’altro pure il Papa parli dei famosi principi non negoziabili. Anche l’ultima prolusione di Bagnasco andava in questa direzione. Ciò accade non per pochezza di idee della Chiesa universale e di quella italiana, ma perché il Vicario di Cristo e alcuni pastori illuminati riconoscono che questi valori sono la scialuppa di salvataggio per noi tutti dopo che la nave della modernità si è scontrata con l’iceberg dell’ateismo pratico, del relativismo, del soggettivismo e del nichilismo. Insomma scegliete voi l’-ismo che più vi convince.

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Omofobia e fascismo

omofobiaDal sito di Alleanza Cattolica Milano Newletter n.79 gennaio 2013

Marco Invernizzi

Care amiche, cari amici,

“Omofobo” è l’insulto equivalente a “fascista” degli anni successivi al 1968. Allora veniva qualificato come fascista chiunque fosse contrario al comunismo. Fascista era chi preferiva la femminilità al femminismo. Fascista era chi riteneva che l’autorità avesse un ruolo importante nella vita privata e pubblica e non sfociasse necessariamente in autoritarismo repressivo. Fascista, insomma, era chi non fosse politicamente corretto e allineato. E una brutta conseguenza era che molti giovani diventavano fascisti senza sapere nulla del fascismo, ma solo per contestare la vulgata di moda, oppressiva e noiosa.

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