Pierdomenico Perata, rettore della Sant’Anna di Pisa, smonta tutte le leggende sugli organismi “giornalisticamente modificati”. Ma ammette: «Purtroppo in questo campo chi fa disinformazione è più abile di chi informa»
Emmanuele Michela
Mar 09
Pierdomenico Perata, rettore della Sant’Anna di Pisa, smonta tutte le leggende sugli organismi “giornalisticamente modificati”. Ma ammette: «Purtroppo in questo campo chi fa disinformazione è più abile di chi informa»
Emmanuele Michela
Mar 09
Una delle questioni più “scandalose” a proposito di Stati Uniti d’America è la famosa – o “famigerata” – questione della separazione fra Chiesa e Stato, ritenuta causa e al contempo effetto di una concezione della “libertà religiosa” improntata al relativismo e di una volontà di “libertà dalla religione” che comporta l’indifferentismo delle istituzioni. Ma non è affatto così.
Mar 09
Vita e Pensiero n.6 Novembre-dicembre 2013
La strumentalizzazione del fatto religioso a fini di potere non è una novità. Ma, attuata sempre più spesso, essa tende a trasformare quella regione in una vera e propria “polveriera” – basti pensare a Siria e Iran. Come i Balcani di prima del 1914.
di Georges Corm
(Traduzione di Mario Porro)
Mar 09
Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan Newsletter n. 470 – 23 gennaio 2014
Silvio Brachetta
Dopo il 1989, un po’ dovunque, si credette che il crollo del comunismo sovietico avrebbe determinato uno sganciamento spontaneo dell’autorità politica dalle ideologie totalitarie. Sugli anni Novanta soffiava l’ormai celebre ‘vento nuovo dell’est’ e pure nella Chiesa – che con Giovanni Paolo II aveva avuto un ruolo anticomunista significativo – si ebbe la percezione che assieme al materialismo marxista si sarebbe potuto attenuare (se non dissolvere) l’ateismo mondiale, che tanto intralciò la fede cristiana. In questo senso, molto prima della caduta del Muro di Berlino, specialmente dal Sessantotto in poi, le prospettive ateiste o laiciste s’imposero in Occidente, fagocitandone i costumi e corrompendone la cultura. Secolarismo, ateismo, laicismo. Molti nomi per uno stesso male, che si reputava sepolto sotto le macerie del Muro.
Mar 09
Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan – Newsletter n.469 del 21 gennaio 2014
Bisogna riconoscere che anche nelle menti di tanti cattolici e in ampi spazi dentro la Chiesa il concetto di “bene comune” si sta assottigliando, fino ad essere ormai equiparato al cosiddetto interesse generale. La cosa è abbastanza evidente, per esempio, nella discussione del tema delle Unioni Civili, tornato di recente alla ribalta.
Molti cattolici hanno spinto avanti la linea del non possumus e hanno inventato dubbie soluzioni di compromesso dalle quali emerge appunto quanto stiamo dicendo, ossia l’impoverimento del concetto di bene comune così come è sempre stato insegnato dalla Dottrina sociale della Chiesa.
Mar 09
Lottare per la costruzione di uno Stato cattolico è ancora non solo ammissibile, bensì doveroso checché ne pensino i “cattolici adulti”. Ungheria docet. Oggi c’è bisogno più che mai di cattolici militanti, di miles Christi, che lottino per far regnare Cristo sulla società. A confermarcelo, è il Catechismo della Chiesa Cattolica.
di Federico Catani
I problema dei rapporti tra Stato e Chiesa, nonché del ruolo dei cattolici nella vita politica, è quanto mai attuale. Purtroppo, al riguardo, il Magistero dei Papi viene spesso travisato e minimizzato, se non addirittura ignorato. Il pericolo giunge soprattutto da quei cattolici così “adulti”, da preferire il compromesso al ribasso piuttosto che l’evangelizzazione e che ad una Chiesa costantiniana preferiscono quella delle catacombe.
Mar 09
Storia di Chiara Corbella Petrillo
Giuseppe Brienza
Ai primi posti nelle classifiche di vendita dei libri religiosi dell’ultimo anno, questa biografia della giovane mamma romana Chiara Corbella Petrillo (1984-2012), giunta in pochissimo tempo alla settima ristampa, merita di essere letta innanzitutto perché è un inno alla vita ed alla famiglia.
La protagonista, morta a soli 28 anni per aver rimandato le cure del carcinoma alla lingua che aveva scoperto al quinto mese di gravidanza e non abortire così il suo bambino, infatti, è una testimonianza vivente che riassume, con l’estremo sacrificio della vita, la missione comune a milioni di madri, quotidianamente votate come primo pensiero al bene delle creature che, prima, portano in grembo e, poi, crescono ed educano alla dura battaglia della vita
Mar 08
Dal sito Tradizione, famiglia, proprietà
J.B. Weiss, autorevole storico, nella História Universal ci ha lasciato un ritratto su Carlo Magno: (Santo do dia del 30 di Ottobre 1972. Trascrizione di una conferenza non rivista dall’Autore; traduzione dal portoghese di Diego Zoia.)
«A trent’anni, nel 722, Carlo assurse al Regno dei Franchi. Giustamente Carlo fu chiamato Magno. Meritò questo titolo come condottiero e conquistatore, come ordinatore e legislatore del suo immenso impero, e come fervente promotore di tutta la vita spirituale dell’Occidente.
Per il suo imperio, il Cristianesimo riportò vittorie sui barbari. La sua esistenza fu una lotta costante contro l’inciviltà e la barbarie che minacciavano la Religione Cattolica e la nuova, nascente cultura.
Intraprese non meno di cinquantatre campagne militari: diciotto contro i Sassoni, una contro l’Aquitania, cinque contro i Longobardi, sette contro gli Arabi di Spagna, una contro i Turingi, quattro contro gli Ávari, due contro i Britanni, una contro i Bàvari, quattro contro gli Slavi, cinque contro i Saraceni d’Italia, tre contro i Danesi e due contro i Greci.
Il Papa San Leone III, nel Natale dell’anno 800, lo elevò alla dignità di Imperatore, fondando così la più nobile istituzione temporale della Cristianità: il Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca. Dopo aver ricevuto la Santa Comunione, Carlo spirò il 29 Febbraio 814. Vuole una leggenda che fosse sepolto in maestà, seduto su un trono, la spada al fianco e fra le mani il Libro dei Vangeli.
Modello degli Imperatori cattolici, prototipo del Cavaliere, è la figura centrale della maggioranza delle Chansons de geste medievali.»
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Mar 08
Corriere del Sud 30 novembre 2013
Il “lato oscuro” del leader dei diritti civili tanto amato anche da molti cattolici
Giuseppe Brienza
Martin Luther King, nato “Michael King”, ad Atlanta il 15 gennaio 1929, è morto a soli 39 anni a Memphis, il 4 aprile 1968. Politico, attivista e pastore protestante (battista) statunitense, è stato nel 1964 il più giovane Premio Nobel per la pace del mondo.
Il “mito svelato”: Garrow ed il gruppo della Stanford University
Pochi sanno che, negli anni 1980, i lavori di un gruppo di ricerca istituito alla Stanford University per la pubblicazione dell’Opera omnia di King, sono stati bruscamente interrotti perché l’editore, già pronto da tempo, ha improvvisamente rinunciato alla stampa delle opere annunciate. Dopo i primi giorni di lavoro, infatti, i membri, discepoli e ammiratori fedelissimi del leader nero, si sono detti, testualmente, «increduli, sconvolti, avviliti» da quanto andava profilandosi sotto i loro occhi. Ma cosa era successo? Continua a leggere
Mar 08
Novembre –Dicembre 2013
Nessuna bomba demografica sembra in procinto di esplodere in Medio Oriente. Cancellando precedenti previsioni apocalittiche, i movimenti collettivi orientati alla democrazia e alla laicità determinano anche nuovi comportamenti fra i cittadini più giovani
Paolo Sorbi