di Marco Respinti
Da decenni Christopher Tolkien, anch’egli filologo di vaglia, oggi quasi 90enne, rovista nell’immenso lascito del padre, scovando prime versioni, rispolverando testi abbandonati, dissotterrando gemme.È il caso de La caduta di Artù (Bompiani, Milano 2013; pp. 300, €, 20,00), poema allitterativo di un migliaio di versi tradotto in italiano, a pochi mesi dall’uscita originale, nel maggio scorso, da Sebastiano Fusco e curato da Gianfranco de Turris.












