L’Osservatore Romano 7 luglio 2014
di Carlo Bellieni
Un editoriale dell’autorevole British Medical Journal, commenta un ampio studio secondo cui lo screening a tappeto radiologico del cancro al seno non porterebbe un vantaggio rispetto ad un controllo periodico clinico. Su questi dati si discuterà nel futuro, ma il dibattito sull’ eccesso di esami in medicina non è una cosa nuova. Pochi anni fa Wolfram Henn scriveva un forte articolo intitolato “consumismo nella diagnosi prenatale”, in cui mostrava l’eccesso di ingresso nella privacy genetica del feto al di là delle linee-guida raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e la Food and Drug Administration metteva in guardia dall’eccessivo ricorso alle ecografie prenatali fatte solo per motivi non diagnostici ma “come souvenir”.












