Storia Libera n.2 anno 2015
di Giovanni Formicola
Abstract A differenza degli altri partiti – che si candidavano al governo dello Stato tentando di conseguire la maggioranza elettorale – il Partito Comunista Italiano si è proposto, sin dagli inizi, come parte di un più vasto movimento rivoluzionario internazionale con una finalità che potrebbe addirittura dirsi escatologica, sebbene sui generis, in quanto immanente alla storia.
Nella coscienza dei suoi dirigenti e quadri superiori, il PCI incarnava l’avanguardia di un’umanità nuova – finalmente redenta da ogni male storico – fondatrice di un mondo nuovo, salvato e perciò definitivamente felice. In questo studio si analizzano le modalità peculiari della Rivoluzione comunista in Italia – che ha avuto significativi successi – ispirate alla lezione del pensatore e uomo politico sardo Antonio Gramsci: piuttosto che all’assalto armato al potere, puntare alla mutazione radicale della mentalità e del senso comune degl’italiani, favorendo l’allontanamento dalla loro tradizione religiosa e nazionale.
Parole chiave: Gramsci, comunismo, Italia, rivoluzione, egemonia culturale.
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