Adulti bambini e trans cavie dei medici arcobaleno

Abstract: adulti bambini e trans cavie dei medici arcobaleno che nelle loro chat gli pseudo luminari che ufficialmente si presentano da alfieri dello scientificamente corretto abbiano più dubbi che certezze. Come denuncia Envieronmental Progress «I documentari rivelano una diffusa negligenza medica nei confronti di bambini e adulti vulnerabili». Le conversazioni dei medici venute alla luce (chiamate WPath leaks) che discutono come trattare i pazienti stanno facendo il giro del pianeta e stanno suscitando un vespaio, anche perché nelle comunicazioni certificate gli stessi medici insistono nel definire i percorsi come «non più sperimentali».Al contrario sembra che lo siano. Sembra che si brancoli nel

La Verità Giovedì 7 Marzo 2024 

La chat degli orrori dei medici arcobaleno che mutilano bimbi e adulti trans

I messaggi tra i membri della WPath rivelano in preparazione e negligenza sul cambio di sesso soprattutto verso i minorenni

di Giorgio Gandola

«So che sto parlando con un muro bianco». Il tema non è secondario: il cambio di sesso. Quindi sarebbe importante far capire. Il destinatario del commento e l’adolescente che vorrebbe sottoporsi alla terapia ormonale. E l’autore e Daniel Metzger, endocrinologo canadese, il dottore che tenta di ottenere il consenso. In una chat con alcuni colleghi esperti in traversate transessuali si sbilancia: «spesso i medici spiegano queste cose a persone che non hanno ancora studiato biologia alle scuole superiori». Per forza, hanno 13-14 anni. Poi aggiunge che «anche i pazienti adulti hanno una conoscenza molto scarsa degli effetti di questi interventi». Punto siamo a cavallo.

Questa sarebbe la graniticità scientifica dei protocolli sulla disforia di genere il dottor Metzger è un membro di spicco del da WPath (World professional association for transgender health), l’associazione americana con tentacoli mondiali che promuove la salute dei pazienti transessuali, guida scientifico- a spirituale del mondo Lgbtq+, capace di orientare le azioni dei governi nell’occidente delle transizioni felici. In realtà nella chat dei medici traspare soprattutto la preoccupazione di chi si è incamminato su una strada sconosciuta e parla di giovani pazienti come se fossero cavie punto

È la sensazione che si avverte dopo la pubblicazione di centinaia di post relativi a conversazioni interne fra specialisti WPath, ottenuti dalla Environmental Progress, l’organizzazione di ricerca indipendente fondata dal cacciatore di scoop Michael Schellenberger. Ed è disarmante notare come gli pseudo luminari che ufficialmente si presentano da alfieri dello scientificamente corretto, nei forum interni abbiano più dubbi che certezze. Come denuncia Envieronmental Progress «I documentari rivelano una diffusa negligenza medica nei confronti di bambini e adulti vulnerabili». Le conversazioni dei medici venute alla luce (chiamate WPath leaks) che discutono come trattare i pazienti stanno facendo il giro del pianeta e stanno suscitando un vespaio, anche perché nelle comunicazioni certificate gli stessi medici insistono nel definire i percorsi come «non più sperimentali».

Al contrario sembra che lo siano. Sembra che si brancoli nel buio perché la giovane età dei «muri bianchi» impedisce di ottenere consensi davvero informati. E perché «è difficile far capire le conseguenze alle quali vanno incontro i pazienti» che chiedono i bloccanti della pubertà con «effetti potenti e alteranti» sulla loro vita. Sempre Metzer confida ai colleghi che  «i giovani pazienti desiderano solo una voce più profonda, senza peli sul viso, o assumono estrogeni senza sviluppare il seno. Cosa che suggerisce una comprensione molto scarsa del funzionamento del corpo umano». In una chat abbastanza agghiacciante la psicologa infantile Diana Berg (definita un caposaldo del WPath) interviene per Aggiungere che «non si può aspettare che gli adolescenti comprendano le conseguenze del trattamento perché è fuori dalle loro capacità». Aggiunge Berg: «Diranno che capiscono. Ma poi diranno qualcos’altro che ti fa pensare: Oh, non hanno veramente compreso che avranno peli sul viso».

Al di la del consenso impossibile, a porte chiuse i medici del WPath – secondo i segugi di Shellemberger entrati in possesso del materiale esplosivo – «confessano che le loro pratiche si basano sull’improvvisazione». La stessa presidente Marci Bowers spiega che «non è ancora del tutto compreso l’effetto dei bloccanti della pubertà sulla fertilità». Non proprio un dettaglio. Impegnati a scardinare il genere binario, gli esperti di transizione ammettono di portare avanti le terapie anche con bambini che hanno deficit mentali.

Un esempio. Un professore della Yale  School of Medicine chiede consiglio al gruppo sul metodo migliore da adottare con un giovane «con ritardo nello sviluppo cognitivo» e quanto sarebbe etico «consentirgli di passare alla terapia ormonale». Risposta di uno psichiatra della Nuova Scozia: «Bisogna soppesare il danno di agire rispetto a quello di non agire». Interviene Dan Karasich, professore della Università della California (San Francisco), a mettere il punto esclamativo: «La semplice presenza di una malattia psichiatrica non dovrebbe bloccare la capacità di una persona di iniziare gli ormoni, se soffre di disforia di genere».  Non dovrebbe.

Dai WPath leaks (alcuni li trovate in questa pagina) escono perplessità dovute alla presenza di un tumore al fegato su un minorenne dopo la terapia di ormoni: divagazioni sugli effetti collaterali della vaginoplastica («Non tutti hanno avuto risultati perfetti» scrive Cristine McGinn che ne ha fatte 20 in 17 anni); cure a base di estrogeni che provocano «spaccature nella pelle che sanguinavano ed erano strazianti» (così parla un’avvocatessa attivista transgender dopo anni di testosterone). Spicca un delirante conversario sulla «nullification», l’annullamento del sesso con la riduzione della persona a bambola, operato in regime di copertura assicurativa. Come se in un domani distropico fosse possibile attuarlo con il servizio sanitario nazionale.

Alla luce di tutto questo risulta sacrosanto l’invito degli ispettori del ministero della Sanità all’ospedale di Careggi di Firenze, dove il trattamento della disforia di genere viene praticato con l’uso della triptorelina. La verifica dei metodi è fondamentale. Nei WPath leaks il verbo più utilizzato è «potrebbe», di solito una coperta di Linus quando la scienza balbetta.

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