Droghe, classificazione e definizione

ecstasyScheda redatta in collaborazione col prof. Giulio Soldani, farmacologo all’ Università di Pisa

Definizione: con il termine droga si indicano quelle sostanze di origine naturale o sintetica che, agendo sul sistema nervoso, alterano l’equilibrio psicofisico dell’organismo.

Le droghe più comuni

Classificazione

Droghe che deprimono il sistema nervoso (danno una dipendenza fisica e psichica)- Oppio e derivati (morfina, eroina)
– Barbiturici
– Alcool

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sulla proposta di liberalizzazione delle droghe. Il punto di vista della Società Italiana di Farmacologia (SIF)

Sif_farmacologiaCristianità n. 247-248 (1995).

Documento trascritto da SIF Notizie. Periodico della Società Italiana di Farmacologia, anno X, numero 1, settembre 1995, pp. 25-27, dove è comparso con il titolo Il punto di vista della Società Italiana di Farmacologia (SIF) sulla proposta di liberalizzazione delle “Droghe leggere” (Proposta di legge d’iniziativa del Deputato Corleone, presentata il 20 luglio 1994).

Giancarlo Pepeu

Ordinario di Farmacologia, Università di Firenze,
Presidente dellaSocietà Italiana di Farmacologia

Liberalizzazione della droga? «La droga non si vince con la droga»

droga liberaCristianità n. 261-262 (1997).

Documento trascritto da L’Osservatore Romano, del 22-1-1997 – dove è comparso con il titolo Liberalizzazione della droga? come riflessione pastorale del Pontificio Consiglio per la Famiglia -, con ritocchi allo stile sulla base di un confronto con la versione in francese e nel modo di annotazione. Titolo redazionale. Sullo stesso argomento, cfr. Il punto di vista della Società Italiana di Farmacologia (SIF) sulla proposta di liberalizzazione delle “droghe leggere”, documento del 3-6-1995, in Cristianità, anno XXIII, n. 247-248, novembre-dicembre 1995, pp. 16-20.

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Ma, dopotutto, uno spinello che male vuoi che faccia

spinello CulturaCattolica.it  22 maggio 2003

Gli spinelli producono momentanee sensazioni di benessere psico-fisico, ma riducono la capacità di concentrarsi, di apprendere e di ricordare, così da compromettere sensibilmente la maturità e il rendimento scolastico; illudono i contatti relazionali che sembrano immediati e facili sotto l’effetto della sostanza, ma che poi vengono meno favorendo uno stato di depressione reattiva; determinano l’incapacità di controllare e di regolare gli impulsi con il pericolo di rendersi responsabili di gesti violenti.

di Anna Maria Brambilla

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L’industria dello spinello libero

amsterdamArticolo pubblicato su Avvenire,
9 dicembre 2000

Triplicati i tossicodipendenti, fioriscono le piantagioni di cannabis

di Maurizio Blondet

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Se il cittadino si difende da sé

pistolaPubblicato sul Corriere della Sera

22 Aprile 2004

Rispetto dei diritti e legge del taglione

di Piero Ostellino

Il dibattito sulla (parziale) depenalizzazione del reato di eccesso di legittima difesa corre due rischi. Il primo è di ridursi a una competizione fra chi, con la depenalizzazione, intende fare qualche concessione ai commercianti che, esasperati dalle continue rapine, inclinano a farsi giustizia da soli (a colpi di rivoltella), e chi respinge tale prospettiva con la difesa della sacralità della vita e con l’esigenza di eliminare innanzi tutto le cause sociali che sarebbero «a monte» di questo tipo di criminalità.

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La pena di morte

pena_morteRubrica Vivaio (271) su Avvenire
del 7 novembre 1989

Rubrica Vivaio (272) su Avvenire

del 9 novembre 1989

di Vittorio Messori

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Legittima difesa, l’erosione del diritto

legittima_difesaIl Maestrale dicembre 2004

Il ritorno a una corretta definizione del rapporto tra aggressione e difesa implica che sia riguadagnato un appropriato concetto antropologico dell’uomo, come soggetto attivo di moralità e di giuridicità, e non semplice destinatario passivo delle norme penali.

di Mauro Ronco

(Ordinario di diritto penale Università degli studi di Padova)

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Legittima "ingerenza"

no_vaticanArticolo pubblicato su Il Timone

Accusata di invadere il campo dello Stato, la Chiesa ha tutte le ragioni e il dovere di denunciare una norma iniqua e di indicare all’uomo la via della legge naturale. Che ciascuno può conoscere. L’alternativa è il silenzio. Come vorrebbe il laicismo.

di Mario Palmaro

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Reo pentito? La pena deve continuare

carcereIl Timone n. 31, Marzo 2004

Riflessioni in margine al caso Sofri: la pena deve ristabilire l’uguaglianza tra gli uomini infranta dal reo, perciò non basta il pentimento per reclamarne la conclusione. Essa restituisce dignità al reo, ma moltissimi cattolici lo hanno dimenticato.

di Giacomo Samek Lodovici

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