Le leggi “anti-gender” aumentano i suicidi? «Non è vero»

Il Timone 24 Luglio 2026

Nel 2024 uno studio, subito rilanciato dai media, Cnn in testa, aveva sollevato preoccupazioni. Ma oggi sappiamo che non era corretto

Giuliano Guzzo

Uno dei cavalli di battaglia dell’ideologia gender è quello secondo cui, davanti ad un minore affetto da disforia di genere, è fondamentale assecondare le sue istanze sul «cambio di sesso»; questo per farlo sentire meglio e per evitare che possa compiere gesti estremi. Ebbene, oggi sappiamo che questo modo di affrontare un argomento tanto delicato è privo di basi scientifiche. Infatti non solo non ci sono prove che assecondare la transizione verso il «sesso percepito» migliori la salute di un giovane, ma ne abbiamo altre che vanno, in realtà, nel senso opposto.

Attraverso un amplissimo studio scientifico pubblicato ad aprile sulla rivista Acta Paediatrica (2026) – esito di un’analisi di oltre 2.000 persone monitorate per un lasso di tempo di 23 anni, tra il 1996 e il 2019 – sappiamo infatti come la transizione peggiori, anziché migliorarla, la salute dei giovani con disforia. Non solo. Anche un secondo cavallo di battaglia dell’ideologia gender è stato recentemente sgretolato. Stiamo parlando di uno studio uscito un paio di anni fa su Nature Human Behaviour (2024) che sosteneva la pericolosità delle norme “anti transgender”, ossia quelle che limitano la transizione di genere tra i minori oppure stabiliscono che le donne transgender non possano competere con le donne biologiche.

Prontamente ripreso, tra gli altri media, anche dalla Cnn, quella ricerca addirittura diceva di aver rilevato un aumento di tentati suicidi a seguito dell’introduzione delle citate leggi “anti transgender”. Peccato quello studio avesse – ed abbia, per chi ancora lo consulta – limiti metodologici pesantissimi. A renderlo noto, con una recente pubblicazione – sempre sulla rivista Nature Human Behaviour (2026) – con la quale lo ha letteralmente fatto a pezzi, è la studiosa Kathleen F. Kerr, del dipartimento di Biostatistica dell’Università di Washington, Seattle. Che cosa ha scoperto Kathleen F. Kerr? Tante cose molto interessanti.

Intervistata dal sito College Fix, ha spiegato che il pubblicizzatissimo studio del 2024 era anzitutto ingannevole, che dava «l’impressione di una scoperta solida basata sull’analisi di decine di migliaia di individui e 15 stati che avevano approvato leggi» etichettate come “anti transgender”; mentre invece «il risultato principale» di quella indagine, vale a dire «gli effetti significativi delle leggi a 2 e 3 anni dalla loro promulgazione, provenivano da un singolo stato, l’Idaho, che ha contribuito allo studio con solo poche centinaia di individui». Attenzione, perché non è finita. La studiosa e i suoi colleghi hanno inoltre scoperto come le due leggi in Idaho, una sullo sport e una sui certificati di nascita, non siano mai entrate in vigore o siano state bloccate dai tribunali poco dopo la loro promulgazione.

Assai arduo, insomma, pensare che proprio quelle leggi possano aver seminato l’odio nella società. Immancabilmente, gli autori dello studio del 2024 hanno replicato che comunque la stessa «discussione sulle politiche può essere parte integrante dell’impatto delle politiche stesse». Ragionamento molto singolare: basterebbe solo parlare delle norme “anti transgender” per generare effetti pericolosi. A parte il fatto che si tratta di una tesi molto discutibile (come si potrebbe misurare e/o quantificare la «discussione sulle politiche»?), c’è un dato che Kerr ha evidenziato riguardo allo studio del 2024 e che ne smaschera definitivamente la debolezza: i loro autori non si sono fatti confronti adeguati con Stati che hanno approvato leggi a favore delle persone transgender.

Da ultimo, Kerr ha rimarcato come lo studio da lei criticato copriva anche il periodo dal 2018 al 2022, il che significa che, dietro l’incidenza dei suicidi, potrebbero esserci anche gli effetti delle restrizioni introdotte durante la pandemia. Insomma, fino a prova contraria l’idea che le leggi contro l’ideologia gender siano pericolose risulta solo un’ipotesi. E chi afferma con sicurezza il contrario, semplicemente, mente sapendo di mentire; oppure non è adeguatamente informato. In ogni caso, non merita di essere preso troppo sul serio.