I resti sono tutti umani. I media no

Newletter di Giulio Meotti

28 maggio 2021  

La nostra coscienza inchiodata alle foto dei bambini migranti. Intanto dalla Nigeria: “Ammazzano le madri cristiane coi loro bambini”. Ma per loro non ci sono immagini, ma solo una spietata censura

di Giulio Meotti

“Quattordici cristiani sono stati massacrati a morte, compresi i loro bambini”. Siamo in due villaggi a Jos, nello stato di Plateau in Nigeria. “Otto persone appartenevano tutte alla stessa famiglia”. È l’ultimo spaventoso racconto che troviamo su Morning Star News: 14 le vittime nel villaggio di Kwi, 8 quelle del villaggio di Dong. Awuki Matthew è stata uccisa assieme alle due figlie.

Racconta Asabe Samuel della Chiesa evangelica che i pastori musulmani “urlavano Allahu Akbar” e hanno attaccato quattro case di cattolici e protestanti, uccidendo ragazzi poco più che ventenni e due bambine di quattro e due anni insieme alla loro mamma Awuki. “Si è salvato solo suo marito, che è cieco. Chi si prenderà cura di lui e come farà a vivere senza sua moglie e le sue figlie? Mio fratello è stato ucciso a sangue freddo. Perché dobbiamo vivere nella paura ogni giorno, non conoscendo il male che ci attende come cristiani in questo paese?”.

Il pastore racconta che i suoi fedeli sono stati “uccisi in modo raccapricciante per non aver commesso alcun crimine se non essere cristiani. È diventato un crimine ora professare la fede in Gesù Cristo?”.

Solo tre giorni prima, il 20 maggio, un altro gruppo di fulani aveva attaccato la casa di Jeffrey Moses, un cristiano del villaggio di Jebbu Miango. Dormiva col suo bambino di 16 mesi quando è stato svegliato di soprassalto. Sua moglie, Ladi, di 21 anni, era stata uccisa nella stanza vicina. È di 37 morti il bilancio dell’ultima strage di cristiani.

Nei giorni scorsi tutti i nostri media hanno pubblicato le immagini, diffuse dalla ong Open Arms, di corpi di bambini riversi senza vita su una spiaggia in Libia. Un’altra tragedia dell’immigrazione. Perché quello che accade più a sud non viene mai mostrato, come la foto che qui pubblico di una madre uccisa perché cristiana? Perché per loro non leggiamo mai un solo editoriale che dica “vergogna Europa”, come nel caso di chi chiede di farsi carico di tutta l’immigrazione, come se fosse colpa nostra? Perché un migrante che abbraccia una volontaria della Croce Rossa a Ceuta finisce su tutti i siti e i tg e i cristiani perseguitati dai fondamentalisti islamici no, mai?

Lo stesso meccanismo lo abbiamo visto al confine con il Messico. Per anni ci hanno fatto vedere le foto dei bambini migranti sotto Trump. Nessuno in questi cinque mesi ha pensato di mostrare le foto dei bambini sotto Biden, sotto i ponti o nelle gabbie di plastica. Era soltanto compassione prestata a una operazione politica?

Da Aylan al Kurdi alle nuove foto, è in corso un uso cinico delle immagini di migranti morti per influenzare l’opinione pubblica occidentale. Più fa impressione, più la foto viene resa virale in tv, sui social, nei giornali. Ogni freno inibitore – ben saldo quando si è trattato di foto di vittime del terrorismo come il bambino ucciso dai terroristi sulle Ramblas a Barcellona o i bambini cristiani annientati nel X parallelo – decade di fronte a un jpg e a una vignetta di migranti morti.

I resti sono tutti umani, i media no.

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