Ecologisti un po’ così. E donne OK

famiglia_50Articolo pubblicato su Tempi n.25 anno 6

Paradossi dell’ambientalismo. Il Wwf protegge gli alberi centenari, l’ex portavoce dei Verdi promuove l’eutanasia, il filosofo degli animalisti propone di sopprimere i Down e un’associazione di salvaguardia dei vegetali l’autoestinzione degli esseri umani. Grazie a Dio, nuovi movimenti di liberazione della donna…

di Antonio Gaspari

Paradossi dell’ecologismo. Il Wwf ha recentemente lanciato la campagna per salvare gli alberi ultracentenari, ma nello stesso tempo l’ex portavoce della federazione dei Verdi, Luigi Manconi, insieme all’associazione Exit propone l’eutanasia. Peter Singer, filosofo australiano considerato il fondatore del movimento di liberazione animale, non ha nessuna esitazione a consigliare la soppressione di neonati handicappati ed affetti da sindrome di Down, nel giustificare l’utilizzo di embrioni e di comatosi come cavie, nel promuovere l’impiego di neonati anencefalici come “magazzini viventi” di organi e la pratica dell’eutanasia attiva di vecchi e bambini.

Paradossi dell’ecologismo: i Verdi che inorridiscono di fronte a tutto ciò che è chimico, promuovono le pillole abortive come la RU 468. Paradossi punto: lo psichiatra Vittorino Andreoli ha raccontato che una sua paziente, in carcere per aver ucciso il padre, lo ha accolto in maniera irata perché la sua collaboratrice indossava una pelliccia.

La ragazza gli ha spiegato quanti animali erano stati utilizzati per realizzarla e quanto tutto ciò fosse crudele… Negli Stati Uniti l’associazione “Voluntary Human Extinction Movement” sostiene che «L’alternativa all’estinzione di milioni e forse miliardi di specie di piante ed animali è la volontaria estinzione di una specie, quella dell’Homo sapiens. Ogni volta che un essere umano decide di non riprodursi la biosfera ritorna alla sua gloria primordiale. La salute della Terra sarà ristabilita dall’ecologia nella forma conosciuta come Gaia».

Di tutt’altro genere, per fortuna, i segnali che vengono dall’altra metà del cielo. Notevole ad esempio l’inversione di tendenza registrato alla riunione di Pechino+5 (il sequel della Conferenza mondiale delle donne del ’95) dove le femministe hanno subito una pesante sconfitta. Per la prima volta negli ultimi venti anni le posizioni radicali che addirittura volevano la cancellazione della festa della mamma e soprattutto l’imposizione di stili di vita che molte delegazioni dei paesi in Via di sviluppo hanno chiamato “colonialismo sessuale” sono state respinte al mittente. La stessa delegazione Vaticana si è “felicitata” per le conclusioni dell’incontro.

A questa notizia va aggiunto che recenti sondaggi fatti sulle nuove generazioni di donne nel Regno Unito e negli USA mostrano a grande maggioranza che le donne vogliono una famiglia normale (maschio e femmina li creò) e almeno due figli. Stupefacente anche il dato secondo cui la stragrande maggioranza delle intervistate mettono per ordine di priorità prima la famiglia e poi il lavoro.

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