Inconfessionale

Dal blog Berlicche30 Gennaio 2020

Stato confessionale. Alzi la mano chi tra voi lettori, sentendo il termine, non pensa subito a tizi mascherati con cappucci, buchi per gli occhi e torce accese o giannizzeri con la scimitarra.

Eppure, la definizione è molto più innocua: “condizione propria del governo di uno stato che confessa ufficialmente una data religione, esercitando influenza sulle scelte politiche del paese

Uno stato confessionale non necessariamente cerca di forzare la libertà religiosa dei suoi cittadini. Si limita a specificare quali siano i criteri che adotta (o dovrebbe adottare) nelle sue decisioni, criteri che derivano da una particolare confessione.

Significa che individua un insieme di valori e comportamenti, o semplicemente di tradizioni, che si pensa siano i migliori per la popolazione. Non deve sorprendere che, nel mondo, fino a pochi anni fa praticamente ogni nazione fosse confessionale; e che quelle che attivamente non lo erano abbiano causato molte più vittime innocenti di tutti gli stati confessionali messi assieme.

Ogni governo che voglia mantenere un certo ordine, anche minimo, che miri ad esercitare un potere, benigno sin che si vuole, deve poggiarsi su una morale. Su qualcosa che dica cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è intollerabile e cosa è accettabile. In altre parole, su delle leggi. Su un insieme di regole. Su un insieme di valori.

Ma dove vengono presi?

Sì, il liberalismo asserisce che esistono diritti naturali, ma rimane sempre il dubbio: come si fa ad affermare che sono universalmente validi? Chi mi garantisce che quello che io ritengo un diritto inalienabile non sia solo una mia costruzione mentale? Una tradizione senza fondamento? Una mia personale psicosi, da cui voglio trarre vantaqgio?

Lo stato confessionale dà la sua risposta: sono verità che ci sono comunicate non da uomini, ma dalla divinità. Quindi di ordine superiore, non soggette all’arbitrio umano.Quanto poi l’opportunismo e l’incoerenza influiscano, ben lo sappiamo.

Per il cristiano, queste verità sono date dal Vangelo e da tutto ciò che ne segue. Se davvero Gesù è il Figlio di Dio, non ascoltarlo sulle questioni pratiche sarebbe suicida, dato il suo rapporto con Colui che ha creato le vere leggi del mondo. Se questo è vero, chi si oppone mette a rischio tutta la comunità e se stesso.

Le confessioni sono certo molto diverse tra loro. Per il cristianesimo ci deve essere indipendenza tra potere spirituale e temporale, sempre sospetto, mai perfetto; il cristianesimo è proteso al miglioramento della persona, nella libertà, nel mondo; altrove è differente. Non è un caso che la scienza, la tecnica, il pensiero così come lo conosciamo si siano sviluppati nella nostra Europa più che in ogni altro luogo.

Se il punto fondamentale, come sostiene il liberalismo, è la libertà dell’individuo, allora uno stato confessionale è da evitare. Ma gli ideali del liberalismo, qual è la loro fonte?

Nell’istante in cui si nega una sorgente divina, essi diventano scaltrezza umana, soggetta agli umori della maggioranza o del potente di turno. I loro sostenitori non sono meno intolleranti del dissenso di quanto si imputa ai regimi confessionali.

Domani vedremo quali siano le conseguenze di una civiltà basata su questo tipo di approccio. Così come la stiamo vedendo svilupparsi davanti ai nostri occhi.

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