Maria Montessori cattiva maestra

Il Timone n.188 Ottobre 2019  

Nome storico della pedagogia italiana, presentata spesso come una sorta di santa laica, fu in realtà seguace della Teosofia, in contatto con potenti ambienti massonici e fautrice di un’educazione libertaria e al fondo anticristiana

di Mario A. lannaccone

Maria Montessori (1870-1952) è spesso presentata, in libri e fiction televisive, come una disinteressata riformatrice dell’educazione, attenta soltanto al bene e alla libertà dei bambini. Meriti le vanno riconosciuti, per certi indubbi contributi all’educazione dei bambini in età evolutiva della prima e seconda infanzia (dai 3 anni) che hanno avuto un discreto successo nel mondo.

La sua storia, però, fa trasparire aspetti inquietanti sulla sua ideologia. Nata nelle Marche, nipote dell’abate Antonio Stoppani, esponente del cattolicesimo liberale, la Montessori è stata una delle prime donne in Italia a laurearsi in Medicina.

Si interessa all’educazione dei bambini con disturbi dell’apprendimento o con disabilità mentali ispirandosi in modo particolare all’opera del francese Édouard Séguin. Ancora molto giovane si avvicina ad ambienti potenti, in odore di massoneria, come la famiglia Franchetti e la famiglia Nathan.

Le sue attività portarono alla realizzazione della prima Casa dei Bambini nel Quartiere San Lorenzo di Roma nel 1907.  Questa istituzione aveva delle novità positive: un arredamento pensato per i bambini e a loro misura, colori chiari, speciali supporti didattici (poi brevettati dalla stessa Montessori), un’organizzazione degli spazi (scaffali, scansie, armadi) che doveva favorire l’ordine interno e mentale del bambino.

Ella applicava il concetto di favorire l’autodisciplina e l’autorganizzazione, stimolando l’alunno ad alternare attività intellettuali, attività di concettualizzazione, di classificazione e attività pratiche.

In ogni Casa dei Bambini sono sempre presenti materiali che devono stimolare la vita pratica, sensoriale e intellettuale. Il bambino è ispirato a fare scelte libere, ma soltanto apparentemente poiché, in realtà, l’educazione montessoriana è molto strutturata.

Se questa metodologia veniva applicata anche da altri educatori, tipico della Montessori è il rigore del metodo.

L’anima del bambino e le sue reincarnazioni

Nel momento in cui inaugurava la sua prima Casa dei Bambini, Maria Montessori, da sempre agnostica, aveva ormai studiato a fondo la Teosofia a cui aderiva, e di questa concezione i suoi metodi portano molti segni.

Il processo di apprendimento è da lei concepito come una riscoperta di qualcosa che è già “nelle cose” e “nel bambino”; l’anima, sottoposta a successive reincarnazioni, già possiede ciò che l’apprendimento deve portare alla luce. Il bambino deve assorbire dall’esterno ma anche ritrovare in sé quanto già possiede.

La Montessori, inoltre, lungi dall’essere una specie di santa laica, come spesso viene presentata da opere agiografiche, è stata una rivoluzionaria antifamiliare.  Se i toni dei suoi scritti non sono accesi è perché a quel tempo non era consentito usarli.

Femminista presente in molti convegni importanti, contraria all’istituzione familiare, fautrice del libero amore inteso come unione di persone capaci e libere dalla convenzione matrimoniale o dalla coabitazione, sostenitrice dell’educazione sessuale in età precoce, potè applicare queste sue idee già nel 1898 quando ebbe un figlio dal collega medico e psichiatra Giuseppe Montesano.

Essendo entrambi non sposati avrebbero potuto riconoscere il bambino, sposarsi ed educarlo in famiglia, ma preferirono rimanere liberi, non sposarsi – lui si unì a un’altra donna – e affidare il piccolo, che si chiamava Mario, a una famiglia di sconosciuti. Soltanto quando Mario ebbe 14 anni fu recuperato dalla madre anche se lo presentò, a lungo, come suo “nipote”.

Educazione sessuale e prospettiva eugenetica

Nel 1899 un ministro del Regno, Guido Baccelli, alto massone, la scelse per rappresentare l’Italia al Congresso Internazionale delle Donne che si teneva a Londra. E nella capitale inglese, quello stesso anno, si iscrisse alla Società Teosofica, dopo aver studiato i libri di Helena Blavatsky.

Nel 1909 fu relatrice al Primo Congresso Femminista italiano in un tempo in cui essere femminista significava, di fatto, accodarsi al lavoro radicale di demolizione del pensiero e della società cristiana.

La sua relazione parlava di educazione sessuale, di libertà di scelta e di prospettiva eugenetica. Nel 1913 tenne una conferenza in uno dei principali templi massonici del mondo, a Washington, così come è nota la sua frequentazione del Centro Teosofico Mondiale ad Adyar (India).

Non erano casi, ma segni di un’adesione profonda a una visione del mondo gnostica, evoluzionistica, spiritualistica-teosofica, massonica ed eugenetica. Il primo femminismo, del resto, è pregno di istanze spiritiste e teosofiche che avevano attecchito soprattutto a Roma e Firenze.

La Casa dei Bambini di San Lorenzo fu aperta con l’aiuto economico e il sostegno politico del sindaco di Roma Ernesto Nathan, altissimo dignitario massonico (probabilmente figlio di Giuseppe Mazzini e di una donna di religione ebraica, moglie del banchiere Nathan) che appoggiava ogni iniziativa che potesse allontanare i bambini dall’educazione cristiana.

Contro la famiglia “tradizionale”

Il sistema educativo della Montessori presenta infatti un modello di educazione non cristiano, alternativo, anche ispirato al mito del buon selvaggio di Jean-Jacques Rousseau. L’educatrice riteneva che ogni essere umano può, con l’adeguata guida, trovare soprattutto in sé le fonti della propria educazione sottovalutando le cosiddette “nozioni”.

Aldous-Huxley

Per questo motivo si ritiene che il Metodo Montessori stimoli la creatività, il che non è sempre vero. Di sicuro è una scuola non nozionistica; una scuola non cristiana (se non “subdolamente” anticristiana) ispirata originariamente all’educazione delle scuole teosofiche; una scuola, soprattutto, che stimola l’individualismo.

Non a caso, nel libro L’isola (1962), Aldous Huxley presenta un modello educativo che ricorda molto quello della Montessori. Huxley proveniva dallo stesso ambiente internazionale della Montessori ed era un eugenista come era eugenista lei, seguace di Paolo Mantegazza.

Nel discorso inaugurale che tenne all’apertura della Casa del Bambino di San Lorenzo, un’inaugurazione molto pubblicizzata, affermò che la donna doveva liberarsi del suo ruolo domestico, di madre, educatrice e angelo del focolare; che deve evolvere “come una farfalla dalla crisalide” (si noti la terminologia massonica, teosofica e spiritualista).

La Montessori non approvava la famiglia “tradizionale” e dunque il suo sistema di educazione doveva favorire individui liberi da costrizioni della morale tradizionale e individualisti. Poco studiato è l’influsso che le sue idee hanno avuto sul sistema educativo dell’Olanda, dove si era trasferita nel 1934, considerato uno dei più libertari del mondo.

Quanto all’antifascismo di cui si scrive nelle agiografie a lei dedicate, è falso: la Montessori per oltre un decennio collaborò con Mussolini, aderendo al Partito Fascista per la  creazione di una rete di scuole che seguivano il suo metodo, in particolare la Scuola Montessori al Gianicolo.  L’Opera Montessori fu voluta da Mussolini.

Per concludere, che dire? È vero che sono stati proposti adattamenti cristiani del metodo Montessori, ma è fondamentale, per un genitore, conoscere l’ideologia che mosse l’educatrice: teosofica e tutt’al più cattolica modernista (come ha sostenuto, con documenti, il biografo Fulvio De Giorgi). Ma tra modernismo e teosofia, si sa, esiste molta vicinanza…

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CHI E’ Maria Montessori nasce nelle Marche, nel 1870, da famiglia di fede risorgimentale. Molto determinata, studia Medicina nonostante le difficoltà e poi si specializza come pedagogista formulando i principi del metodo che da lei prende il nome.

Diviene una relatrice importante in congressi scientifici sull’educazione e la pedagogia, presiede a convegni femministi e spirituali-dirige istituzioni. Dopo aver avuto il figlio Mario da un collega, nel 1898 sposarsi.

Molto amata in Inghilterra e negli USA, la sua carriera non e arretramenti. Nel 1934 si trasferisce in Olanda dove muore nel 1952.

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