Adolescenti nella rete.

Il Borghese anno XIX n. 10

ottobre 2019  

Quando il web diventa una trappola

di Giuseppe Brienza

Il mondo digitale e dei Social Network è sempre di più oggetto di analisi e discussioni, soprattutto da quando “utenti massivi” ne sono diventati, nella loro stragrande maggioranza, gli adolescenti ed i giovani occidentali.

Gli interrogativi che pone l’attuale tsunami mediatico sono vari e controversi, ad esempio: è vero che navigare in internet rende più intelligenti e creativi, o è fonte invece d’isolamento e alienazione dalla realtà? La comunicazione digitale favorisce o rovina la ricchezza delle relazioni umane? La “piazza virtuale” promuove comportamenti violenti, come il turpiloquio, il sexting (invio di testi o immagini pornografiche tramite internet) o il cyberbullismo oppure non fa che riflettere quello che c’è già nella società?

In cosa consiste la dipendenza da internet e quali sono i rischi di una navigazione senza controllo e “alla cieca”? Gli autori, tre professionisti che presentano competenze ben assortite (uno psicologo, un medico e un docente di informatica) ed hanno tutti un interesse spiccato – talvolta compartecipazione – per il mondo dell’educazione e della scuola, cercano di rispondere a queste ed altre domande ricorrendo ad un linguaggio semplice, preciso e chiaro.

Tramite osservazioni, casi di studio e approfondimenti, e persino una filmografia tematica attraverso la quale è possibile analizzare il fenomeno (non a caso il libro è spesso presentato nei licei e nelle scuole superiori, a vantaggio di docenti, studenti e genitori), riescono bene a far capire quando e come il web sia uno strumento da promuovere e quando invece i comportamenti dei ragazzi diventano una manifestazione di vera e propria patologia medico-psicologica.

Il presupposto del saggio, che mette così in guardia tanto da una eccessiva demonizzazione dei media digitali quanto da un loro uso poco attento, è assolutamente condivisibile: l’essere nativi digitali non rende affatto i millennials degli esperti di informatica né tantomeno degli esperti navigatori della rete.

Per questo occorre prestare una attenzione particolare, nel mondo dei social nel quale siamo comunque tutti un po’ immersi, alle dinamiche relative agli adolescenti e ai giovani, perché loro sono quelli che soprattutto vengono influenzati inavvertitamente mentre navigano e cadono quindi nelle multiformi trappole della rete.

Il libro si divide in due parti, composte di tre capitoli ciascuna. La prima parte, siccome internet non costituisce sempre una trappola, parla delle numerose opportunità che la rete offre. Nella seconda, invece, si illustrano le trappole, ovvero i possibili abusi e le forme di dipendenza che un’immersione troppo rapida, intensa ed onnicomprensiva nel mare dei social comporta o può facilmente comportare, soprattutto per i minori.

Ma perché il mondo di internet produce tante trappole? A causa della sua costitutiva ambiguità e ambivalenza, rispondono gli Autori, spiegando che al centro di tutti i mali c’è sempre la ricerca spasmodica di denaro, cioè dei grandi e veloci guadagni che il mare social procura a certi e ben determinati gruppi, singoli o aziende.

Almeno nella rete così com’è congegnata oggi.  Il pericolo maggiore delle tecnologie digitali, avvertono Monti, Amendola e Gigli, è in certo senso addirittura antropologico. Rendendo possibile ciò che sembrava impossibile fino a due o tre generazioni fa, i social media stanno lanciando infatti una sfida delicata alla nostra stessa capacità di pensare, d’immaginare, di essere creativi.

Ciò che non va mai perso di vista, dunque, è il nostro essere esseri umani, la nostra appartenenza ad una famiglia, una comunità e, in definitiva, come opportunamente scrivono gli Autori nella Conclusione, rivolgendosi soprattutto ai ragazzi: «non fatevi usare, ma imparate ad usare le tecnologie per il vostro benessere personale e quello della collettività».

Alessandra Maria Monti è psicologa clinica e psicoterapeuta, dottoranda in Psicologia dello sviluppo, lavora nei servizi territoriali con i giovani e svolge attività privata di psicoterapia.

Assunta Amendola è docente di informatica e matematica nei licei, psicologa dell’età evolutiva, è da molti anni formatrice degli insegnanti. Collabora con il Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti (CIDI) di Roma nell’ambito del quale coordina il gruppo “Mente e rete”.

Beniamino Gigli è medico chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta, svolge attività privata di psicoterapia di gruppo e lavora nei servizi territoriali occupandosi di psicopatologia dell’adolescenza.

Per ordinare direttamente il libro alla casa editrice si può scrivere a: ordini@lasinodoroedizioni.it.

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Alessandra Maria Monti, Assunta Amendola, Beniamino Gigli: Adolescenti nella rete.  Quando il web diventa una trappola L’Asino d’oro edizioni, Roma 2018, pp. 158 – 14 €

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