Il delatore della Sars espone il prelievo degli organi da parte dell’esercito cinese

chirurghi_CinaDa Laogai research foundation Italia Onlus 13 marzo 2015

Il medico cinese che nel 2003 ha occupato i titoli dei giornali di tutto il mondo esponendo l’insabbiamento della ‘sindrome acuta respiratoria grave’, la malattia mortale comunemente conosciuta come Sars, si è adesso fatto avanti per esporre un altro degli oscuri segreti della Cina: il coinvolgimento degli ospedali militari cinesi nel prelievo degli organi dai prigionieri – talvolta mentre le vittime sono ancora in vita.

«La grande maggioranza assoluta dei fegati utilizzati per i trapianti in Cina provengono dai prigionieri che sono stati giustiziati. Non c’era nessuna legge al momento – andavamo a giustiziare quel prigioniero. Sia che la famiglia fosse d’accordo o meno, non appena le vittime erano morte i suoi organi venivano prelevati», ha detto il noto ex chirurgo militare 80enne Jiang Yanyong in un’intervista con Cable Tv di Hong Kong.

«Che dimensioni ha assunto questa vicenda? Le ambulanze dell’Ospedale Militare 301 si recavano sul luogo dell’esecuzione con a bordo un team di chirurghi». Non appena il prigioniero veniva giustiziato, i chirurghi si mettevano al lavoro, ha detto. L’Ospedale Militare 301 è il principale ospedale di Pechino dell’Esercito di liberazione del Popolo, controllato direttamente dalla Commissione Militare Centrale.

Tuttavia, una volta che i medici hanno compreso che più l’organo era fresco, meglio era, le pratiche si sono evolute in una direzione particolarmente sinistra e mercenaria.

NON COMPLETAMENTE MORTO

«Per i trapianti di fegato», ha detto Jiang, «la cosa più importante è quella di ridurre il tempo in cui non circola il sangue attraverso l’organo. Appena vengono uccisi, il sangue smette di scorrere. Quindi, se c’è una lunga interruzione del flusso sanguigno, il tasso di funzionalità e di sopravvivenza dell’organo è basso».

In un ambiente senza alcuna supervisione istituzionale o controllo etico, è accaduto ciò che era prevedibile.

«Per cui in seguito, si è iniziato a sparare ai prigionieri affincè non morissero completamente. Quindi le vittime venivano prontamente caricate [sull’ambulanza, ndt] e veniva avviata l’operazione del prelievo proprio sul mezzo, per poi mettere l’organo da parte. Ecco come viene fatto».

Le rivelazioni di Jiang Yanyong, famoso per essere stato il primo medico in Cina a rivelare ai media stranieri che l’epidemia della Sars era stata coperta dalla burocrazia, sono estremamente insolite per una persona che tuttora vive in Cina. Esse arrivano nel corso di un’intervista di 15 minuti con l’emittente di Hong Kong e, cosa ancora più insolita, sono accompagnate dai dettagli inerenti il nome di un medico attualmente in servizio nell’esercito cinese e dall’enumerazione dei presunti crimini da lui commessi.

Le dichiarazioni di Jiang confermano ampiamente quello che un certo numero di ricercatori ha concluso da diversi anni: gli ospedali militari sono stati la connessione principale per il prelievo degli organi, sia dai prigionieri criminali condannati a morte che dai prigionieri di coscienza. Questi ricercatori, tra i quali il giornalista americano Ethan Gutmann e i ricercatori canadesi David Kilgour e David Matas, hanno inoltre concluso che la fonte primaria degli organi in Cina negli ultimi 15 anni è stata costituita dai praticanti del Falun Gong, una disciplina spirituale oggetto di persecuzione.

Jiang non ha fatto riferimento alle identità di quelle vittime, sebbene abbia dato l’impressione di riferirsi ai prigionieri criminali condannati a morte.

Le rivelazioni arrivano come parte del tentativo di Jiang di adempiere alla volontà del suo mentore defunto, il dottor Hua Yiwei dell’Esercito di liberazione del Popolo, un personaggio talmente rispettato che una statua bianca che lo raffigura, dedicata a lui dall’ex leader del Partito Comunista Hu Jintao, è esposta nel cortile dell’Ospedale Generale del Comando dell’Area Militare di Pechino.

MISCREDENTI DELL’ESERCITO

Jiang ha raccontato che prima della morte di Hua Yiwei nel 2006, quest’ultimo gli ha affidato il compito di rivelare l’illecita attività del prelievo degli organi messa in atto dall’Esercito di liberazione del Popolo, e in particolare di fare i nomi di un chirurgo chiave e del suo protettore politico: rispettivamente Li Shiyong e Xu Caihou.

Xu è stato uno degli uomini più potenti dell’esercito cinese, un generale, un vice presidente della Commissione Militare Centrale che comanda le forze armate cinesi e un membro del Politburo. È stato ‘tirato giù’ quest’anno in conseguenza dell’inesorabile epurazione politica messa in atto da Xi Jinping, che sta sistematicamente rimuovendo dai ranghi tutti i funzionari di discutibile fedeltà, in particolare quelli leali all’ex capo del Partito Jiang Zemin.

«In tutto il Paese non troverete un altro personaggio così corrotto, una così tale canaglia, così pronto a mentire e a ingannare», ha detto Jiang descrivendo Xu Caihou. «L’intera situazione del Paese è così. Il Governo è corrotto dal denaro, dal potere…» Xu aveva conseguito la sua posizione per mezzo di Jiang Zemin, che aveva preso il potere dopo il massacro di piazza Tiananmen nel 1989.

Ed è stato a causa di Xu Caihou che il medico militare Hua Yiwei, mentore e zio di Jiang Yanyong, non è stato in grado di esporre la dilagante pratica del prelievo degli organi condotta dai medici militari sotto Li Shiyong, ha detto Jiang nell’intervista. Li Shiyong aveva risalito i ranghi «come un razzo» – falsando le sue credenziali in qualità di chirurgo, ha detto Jiang – tramite la sua inesorabile politica mirata al vantaggio personale, arrivando infine a essere il direttore del centro dei trapianti di fegato dell’Ospedale Generale del Comando dell’Area Militare di Pechino.

Hua Yiwei aveva tentato di far avviare le indagini sugli abusi di Li Shiyong, ma i suoi sforzi sono stati vanificati a causa della protezione di Xu Caihou

Il servizio mostra il video in cui si vedono i giornalisti mentre si confrontano con Li Shiyong presso il luogo dove lavora all’ospedale del Comando Militare di Pechino. Considerata la sensibilità del luogo, non è chiaro come siano stati in grado di girarlo. «Questo è un ospedale militare, non è permesso fare domande», ha detto mentre si faceva largo tra loro.

Se, associati con le rivelazioni di Jiang Yanyong, ci siano da parte del Partito Comunista degli obiettivi politici più estesi non è chiaro, sebbene le sue osservazioni siano le ammissioni più esplicite mai fatte finora da un’importante chirurgo dell’esercito cinese – benché, come nel suo caso, cacciato dell’istituzione – inerenti gli abusi dei prelievi di organi effettuati dal complesso medico militare cinese.

Tuttavia, le accuse sono per lo più limitate nel loro dettaglio ai crimini di alcuni uomini: Li Shiyong in primo luogo e il suo protettore Xu Caihou, che è già stato purgato. Se questo sia un tentativo di coprire il più ampio ruolo istituzionale che l’esercito ha rivestito nel prelievo degli organi dai prigionieri giustiziati, e anche dai prigionieri di coscienza (a cui Jiang non ha accennato), non è chiaro.

Correzione: Jiang Yanyong ha detto che le ambulanze dell’Ospedale Militare 301, noto anche come l’Ospedale Generale dell’Esercito di liberazione del Popolo, si recavano sul luogo dell’esecuzione per prelevare gli organi, e non che il luogo dell’esecuzione era presso l’Ospedale Militare 301; ha detto che Li Shiyong è divenuto direttore del centro dei trapianti di organi dell’Ospedale Generale del Comando dell’Area Militare di Pechino, non il direttore del centro dei trapianti di fegato dell’Ospedale Militare 301; i giornalisti della Cable Tv di Hong Kong si sono confrontati con Li Shiyong presso il luogo dove lavora all’Ospedale Generale del Comando dell’Area Militare di Pechino, non presso l’Ospedale Militare 301.

Articolo pubblicato in inglese da Epoch Times

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