Tempi n.13 – 2 aprile 2014
Vent’anni di processi tra Equador e Stati Uniti per scopriore che la multinazionale ambientalista sa essere più ingorda, pregiudicata e senza scrupoli dei signori del pertrolio
Pietro Piccinini
Tre anni fa, quando il tribunale di Lago Agrio, Ecuador, condannò Chevron a pagare 19 miliardi di dollari per lo scempio causato in decenni di attività petrolifere nella regione dell’Oriente, un po’ tutti i giornali e le tv, anche in Italia, la raccontarono come il trionfo del bene sul male. Si trattava del risarcimento più esoso mai deliberato fino ad allora per una causa ambientale, e alla pigrizia dei cronisti di tutto il mondo apparve subito doveroso gettarsi nella narrazione dell’epica rivincita dei poveri invisibili contadini ecuadoriani sul prepotente Golia multinazionale (New York Times).
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