Radici cristiane n.94 maggio 2014
La notte del 6 luglio 1945 un gruppo di ex partigiani e di membri della “polizia ausiliaria” affamati di “giustizia proletaria”, fece irruzione nel carcere di Schio con l’intento di passare per le armi i “fascisti” detenuti. In realtà, già s’era accertato come molti fossero stati arrestati per errore. Ma questo non fermò le armi: il bilancio fu agghiacciante, 54 morti e 17 feriti, di cui 11 gravi. Gli autori dell’eccidio sostanzialmente sfuggirono alla Giustizia o pagarono un conto eccezionalmente basso. Mentre le vittime sono oggi ricordate solo da una generica lapide “immemore” dell’accaduto.
di Paolo Deotto












