Niente corte costituzionale per difendere diritti umani e proprietà priva

Cina_assemblea naztratto da www.asianews.it 22 maggio 2004

Pechino (AsiaNews/SCMP) – La Cina ha escluso categoricamente la possibilità di varare una corte costituzionale, rafforzando timori che i recenti cambiamenti sulla carta siano solo questioni di facciata.

Nel marzo scorso, l’Assemblea nazionale del popolo (Anp) ha approvato cambiamenti costituzionali tesi a proteggere la proprietà privata e a difendere i diritti umani.

Il partito comunista e molta parte della comunità internazionale hanno applaudito alla cosa come un grande progresso per i diritti degli individui. Ma molti hanno sottolineato che era necessario un meccanismo di verifica, per garantire che governo, legislatura e tribunali agiscano secondo la costituzione.

Zhang Chunsheng, membro del Comitato legislativo della 10ma Anp, ha dichiarato che l’idea di una corte costituzionale non è nemmeno considerata. “Il sistema in Cina è diverso da quello dell’America o dell’Europa”, ha detto al South China Morning Post. “[Questi paesi] hanno la divisione fra i tre poteri – costituzionale, legislativo, esecutivo – e così le loro corti costituzionali hanno il diritto di verifica sull’operato dell’esecutivo e del legislativo”.

In Cina solo l’Anp e il Comitato permanente dell’Anp hanno il diritto di verificare l’applicazione della costituzione. In tal modo, egli ha concluso, “non possiamo varare una corte costituzionale o suprema che agisca come supervisore dell’attuazione della legge”.

Esperti ritengono che senza possibilità di ricorso legale, gli emendamenti della costituzione sono soltanto degli imbellettamenti esteriori. “Un esperto legale di Pechino commenta: “Qui in Cina, molte denunce di violazione dei diritti individuali sono contro il partito comunista. In tal modo si ha il partito che verifica se il partito si comporta secondo la legge. Senza un potere giudiziario indipendente, senza separazione dei poteri, non si fa crescere la fiducia della gente”.

Da parte sua Zhang Chunsheng fa notare che per difendere i loro diritti violati, le persone in Cina possono presentarsi a un tribunale ordinario. “Ogni anno, egli dice, vi sono almeno 150 mila casi di persone che citano il governo in tribunale; solo un terzo di queste cause sono vinte dai cittadini”.

Xin Chunying, anch’essa membro del Comitato legislative, sottolinea che i cambiamenti costituzionali restano importanti: “L’incorporazione nella costituzione della clausola sui diritti umani mostra che il governo vuole proteggerli”.

Fra gli emendamenti costituzionali accettati in marzo, vi è la teoria delle Tre Rappresentanze di Jiang Zemin, secondo cui il partito comunista è “rappresentante” delle forze produttive più avanzate, delle forze culturali più vive, del “maggiori interessi del popolo”. Tale teoria si affianca a quella sul Marx-Leninismo, sul pensiero di Mao Zedong, e alla teoria di Deng Xiaoping. Tutte affermano la supremazia assoluta del Partito comunista cinese.